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Via libera della Commissione agricoltura del Parlamento europeo al nuovo regolamento sul biologico

A larga maggioranza approvato il nuovo regolamento sul biologico. Ora spetterà all'aula e poi al Consiglio europeo. Mentre le associazioni del biologico italiano sperano in sostanziosi miglioramenti, il nuovo regolamento potrebbe entrare in vigore nel 2021

24 novembre 2017 | C. S.

La commissione agricoltura del Parlamento europeo a adottato, con 29 sì, 11 no e 4 astensioni, il testo del nuovo Regolamento sull’agricoltura biologica.
Ora spetterà all'aula esprimere il proprio voto e poi mancherà solo il via libera definitivo del Consiglio europeo.
Alla fine il nuovo regolamento potrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2021.
Sono molte le novità nel nuovo testo. Innanzitutto la possibilità di avere aziende miste che producano sia derrate biologiche che tradizionali, a condizione che le due attività siano chiaramente e realmente separate. Poi la possibilità di certificazione di gruppo per i piccoli produttori.

Secondo il relatore e negoziatore in capo del Parlamento europeo, il verde tedesco, Martin Häusling , il via libera della Commissione agricoltura  “è un’eccellente notizia  per i consumatori e per gli agricoltori dell’Ue. Grazie alla pressione esercitata dal Parlamento, le nuove regole permetteranno di adattare le sementi e il materiale di riproduzione dei vegetali ai bisogni dell’agricoltura biologica e di renderli più accessibili. Come sua impostazione, la produzione biologica dovrà essere basata sui suoli. Le importazioni verso l’Ue dovranno rispettare le nostre norme stringenti e saranno più facili da controllare. E, per finire, la nuova legislazione contribuirà a rispondere ai bisogni di un mercato biologico che cresce rapidamente”.

Non altrettanto entusiasta il parere delle associazioni biologiche italiane.

Matteo Bartolini Vice Presidente di Federbio con delega ai rapporti con l’UE dichiara: "Riconosciamo lo sforzo compiuto dalle Istituzioni per migliorare il testo iniziale della Commissione, anche prendendo in considerazione alcune richieste dei produttori biologici come ad esempio la certificazione di gruppo e la protezione del valore produttivo europeo nei confronti di importazioni da Paesi extra UE con garanzie e quindi costi spesso inferiori. Il settore biologico continua a crescere in Italia e nel resto dell’Unione europea e quindi siamo impegnati a tutelare con forza la fiducia che in esso ripone il cittadino. Chiediamo pertanto un forte impegno da parte delle istituzioni dell'UE e degli Stati membri a lavorare insieme per affrontare immediatamente le rilevanti debolezze che ancora esistono nel testo attuale, in particolare per quanto riguarda le soglie di contaminazione accidentale da pesticidi non ammessi. Confidiamo che nei prossimi giorni il Senato della Repubblica approvi il testo di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare e dell’acquacoltura effettuate con metodo biologico” e che il Governo approvi rapidamente la riforma del sistema di certificazione nazionale anche per dare un segnale forte in Europa dell’impegno dell’Italia per lo sviluppo dell’agricoltura biologica.”

CCPB condivide la posizione critica di EOCC (The European Organic Certifiers Council, associazione che raggruppa i principali organismi di certificazione europei), in merito al nuovo Regolamento Europeo, a cui oggi la Commissione agricoltura del Parlamento Ue ha dato approvazione definitiva.
Secondo EOCC i punti critici sono due: la mancanza di omogeneità tra i vari paesi nel definire la soglia massima di residui presenti nei prodotti biologici e l’eliminazione della visita ispettiva annuale per aziende considerate non a rischio. Nel primo caso ogni paese può stabilire delle differenze, che seppur minime, creano un sistema per cui prodotti che in alcuni paesi non possono essere venduti come biologici, per altri lo sono. Questo per EOCC crea una “competizione sleale tra aziende di paesi diversi” che però operano in un mercato comune. I tre anni di discussioni su questo punto non sono bastati per trovare un accordo di buona qualità, ma solo un compromesso che scontenta molti.
La visita ispettiva annuale secondo EOCC è il “cuore della fiducia dei consumatori e degli operatori nel sistema di certificazione”. Il controllo annuale rimarrà per la maggior parte delle aziende, ma in un periodo di “grande crescita del bio, così si creano delle eccezioni e si apre la porta ad un abbassamento della frequenza del controllo, il vero pilastro delle garanzie offerte dal biologico”.

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