Anno 16 | 22 Ottobre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Le assicurazioni multi e plurischio tornano al centro della politica agricola

Il valore delle polizze agevolate nel 2017 ha superato i 7 miliardi di euro, interrompendo un trend negativo che durava da tempo. Diminuiscono i contratti per le colture vegetali e aumentano quelli per la zootecnia. La gestione del rischio in agricoltura è indispensabile ma bisogna sburocratizzare il sistema

Uno degli strumenti principali per la tutela del reddito e del rischio d’impresa nel mondo agricolo è costituito dalle polizze agevolate in agricoltura: questo è quanto emerso a Cagliari in un convegno organizzato dall’Associazione dei Dottori in Agraria e Dottori Forestali della Sardegna in collaborazione con i Consorzi di Difesa delle provincie di Cagliari, Oristano e Sassari.

Nel convegno, al quale hanno partecipato il Presidente dell’Asnacodi, Dott Albano Agabiti, il Dott. Camillo Zaccarini Bonelli (ISMEA), l’Avv. Paola Grossi (Asnacodi), Il Dott. Francesco Sciascia (Green Assicurazioni,) il Dott. Marco Tedde (Consorzio di Difesa Sassari), l’Avv.to Federico Lucarelli e l’Isp. Davide Copelli (Net Insurance) è stato osservato che, dopo due anni di crisi, il mercato assicurativo delle polizze agevolate in agricoltura ha arrestato la sua caduta e, seppur lentamente, sta nuovamente riprendendo a crescere.
Più precisamente, dal picco di 7.950 milioni di euro di prodotti assicurati con le polizze agevolate del 2014, si è passati ai 7.435 del 2015 ed ai 7.144 del 2016, con un calo di oltre 800 milioni di euro rispetto ai massimi del 2014.

Nel 2017 il valore delle polizze agevolate è risalito a 7.195 milioni di euro, interrompendo così il suo trend negativo (fonte ISMEA su dati SGR).

E’ stato evidenziato, inoltre, che mentre i valori assicurati con le polizze agevolate per le colture vegetali continuano a scendere, attestandosi sui 5.000 milioni di euro con un calo del 5,4% rispetto al 2016, i valori per la zootecnia hanno raggiunto un valore prossimo ad 1.500 milioni di euro, in aumento del 39% rispetto al 2016 (stime ISMEA).
Nel corso del convegno, diversi relatori hanno sottolineato l’importanza che riveste a livello nazionale il passaggio dagli interventi ex post, conseguenti ad avversità climatiche, spesso catastrofali, ad interventi ex ante su una pluralità di rischi.

Tra i vari motivi a sostegno del passaggio dall’intervento ex-post all’intervento ex-ante vi sono, certamente, per la pubblica amministrazione una riduzione dei costi, peraltro difficilmente quantificabili, mentre per l’impresa agricola la possibilità di accedere ad un contributo pubblico che consente la riduzione dei costi assicurativi e la possibilità di implementare le coperture assicurative a più avversità climatiche, assumendo condotte imprenditoriali più consone alla gestione del rischio ed alla stabilizzazione del reddito aziendale.

Pertanto, la contribuzione pubblica riveste un ruolo fondamentale per incentivare le politiche nazionali dagli indennizzi da ex post ad ex ante ed il recente Regolamento Ue 2393/2017, che modifica il Regolamento UE 1305/2013, tende proprio a favorire il passaggio dell’assunzione del rischio dal soggetto pubblico a quello privato.
Al fine di comprendere meglio come il sistema delle polizze agevolate in agricoltura possa essere sostenibile da parte delle compagnie di assicurazione, nel medio lungo periodo, particolare rilievo è stato dato al loss-ratio (che consiste nel rapporto fra i sinistri di un esercizio ed i premi di competenza del medesimo esercizio) prendendo come esempio le ultime due campagne assicurative in Sardegna.

Specificatamente sono state analizzate tutte le componenti che concorrono alle spese che una compagnia assicuratrice deve sostenere - costi peritali e costi gestionali - al fine di avere un equilibrio dei conti. Tale valore è stato appurato essere compreso tra il 70 e l’80% dei premi.

Alla conclusione dei lavori è emerso che:
- attualmente, il sistema delle polizze agevolate in agricoltura, con l’introduzione delle polizze pluri - e multi rischio, che consentono di assicurare più avversità climatiche contemporaneamente, rappresenta lo strumento più idoneo per ridurre i costi della pubblica amministrazione grazie alla riduzione degli interventi ex post a favore di quelli ex ante;
- sono allo studio diversi strumenti innovativi da affiancare alle attuali polizze agevolate per la gestione del rischio contro le avversità climatiche quali le polizze indicizzate sui parametri climatici o sui ricavi delle colture.
- l’eccessiva burocratizzazione del sistema ed il forte ritardo del rimborso dei contributi anticipati dalle imprese agricole stanno minando le politiche finalizzate alla riduzione del rischio d’impresa in agricoltura con le polizze agevolate.

di Roberto Accossu
pubblicato il 18 maggio 2018 in Tracce > Economia

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