Economia

Il 2017 è stato l'anno nero dell'agricoltura italiana

Il comparto primario ha visto una diminuzione del proprio PIL a fronte della crescita nazionale. Bene l'industria alimentare mentre il valore aggiunto del settore agricolo tornerà al di sotto di quello registrato nel 2012 e in forte calo anche l'export

10 gennaio 2018 | C. S.

Altro che 40 miliardi di export, l'agricoltura italiana sta soffrendo e parecchio.

Se è vero che per i prodotti dell’industria alimentare, nel 2017 il saldo tra export e import è stimato in + 2,8 miliardi di euro, per l'agricoltura il dato è negativo, per 7,3 miliardi di euro.

Insomma l'Italia importa sempre più derrate agricole dall'estero, in parte le trasforma e le rivende ma comunque i conti non tornano.

Pessime notizie per il settore primario che, secondo i dati del Centro studi di Confagricoltura, ha visto calare sensibilmente nei primi nove mesi dell'anno il valore aggiunto (-3,4%) a fronte di una crescita del Pil nazionale dell'1,5%.

Secondo le stime del Centro Studi Confagricoltura, se queste variazioni saranno confermate su base annua, il valore aggiunto del settore agricolo tornerà al di sotto di quello registrato nel 2012.

Notizie non buone vengono anche dal versante dell’occupazione in agricoltura: diminuiscono soprattutto gli indipendenti (-3,2%), e in particolare le donne (-7%); segno negativo, sia pure più contenuto, per i dipendenti (-2,2%) con, anche in questo caso, una flessione più rilevante per le donne (8,4%).

Questi dati sono lo specchio di un settore agricolo che, al di là dell’entusiasmo enfatico di certi commentatori, vive una fase congiunturale difficile, ancora una volta in controtendenza (ma stavolta in negativo) rispetto all’andamento dell’economia generale del Paese.

Livelli delle produzioni insoddisfacenti per vari motivi (andamento climatico, calo degli investimenti ecc.), instabilità dei prezzi di vendita (spesso in forte calo) di molti prodotti agricoli, alti costi dei mezzi di produzione, e problemi di varia natura, hanno compromesso la redditività di coltivazioni e allevamenti, e la fiducia delle imprese.

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