Legislazione
Addio ai voucher, con le proteste moderate delle associazioni agricole
Il governo ha deciso di varare un decreto legge per abolire i voucher per il lavoro accessorio, in tutti i settori, compresa l'agricoltura. Quelli già richiesti potranno essere utilizzati fino al 31 dicembre. Coldiretti, Cia e Confagricoltura protestano, ma sottovoce
17 marzo 2017 | T N
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato un decreto legge volto a sopprimere l’istituto del lavoro accessorio (c.d. voucher).
In relazione al lavoro accessorio, si prevede un regime transitorio per consentire l’utilizzo, fino al 31 dicembre 2017, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto legge.
Come dichiarato dal premier Paolo Gentiloni il provvedimento è stato preso per evitare al Paese di spaccarsi e dividersi in un momento delicato della vita polito-sociale italiana.
I voucher spariscono in toto, quindi non potranno essere più utilizzati in nessun settore, agricoltura compresa.

Le associazioni agricole hanno protestato per questa presa di posizione, che può danneggiare il settore primario, vista la stagionalità delle attività in campagna, ma senza infierire particolarmente sul governo, senza minacciare scioperi o manifestazioni. Una protesta sottovoce, quasi silenziosa.
Eliminare totalmente i voucher è una decisione non condivisibile e molto deludente. A questo punto sarebbe stato preferibile mantenere l’attuale disciplina, lasciando ai cittadini la libertà e il buon senso di decidere -attraverso il referendum- il mantenimento di uno strumento che ha permesso a tipologie di lavoro occasionale di essere regolarmente retribuite e coperte dalle relative tutele. Così la Cia-Agricoltori Italiani sull’approvazione del decreto per l’abolizione dei voucher.
L’agricoltura, pur essendo stato il primo settore a sperimentare i voucher nel 2008, ha dimostrato sempre un uso corretto dello strumento che non si pone in contrapposizione con i rapporti di lavoro subordinato -spiega la Cia- e ciò è dimostrato dai dati, che dal 2008 al 2015 ci dicono che il settore ne ha utilizzati il 4,8% rispetto a quelli venduti, con un calo drastico nell’ultimo anno che si attesta all’1,8%.
La cancellazione dei voucher provocherà delle conseguenze negative, in particolare per le realtà produttive meno strutturate e con più difficoltà a gestire la programmazione di attività stagionali che richiedono flessibilità.
Questa decisione -conclude la Cia- danneggerà anche tutti coloro che, in questi anni di crisi economica, hanno ottenuto grazie ai voucher un’utile integrazione al reddito, andando a colpire proprio le fasce più deboli (studenti, pensionati e percettori di prestazioni a sostegno del reddito).
Occorre individuare immediatamente uno strumento ad hoc che sostituisca i voucher e che tenga conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti Paesi dell’Unione Europea. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione del consiglio dei Ministri di cancellare i voucher anche in agricoltura dove erano stati per la prima volta introdotti nel 2008 nella vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro. L’agricoltura nell’attività di preparazione dei terreni, di semine e trapianto di raccolta di ortaggi, frutta e uva è condizionata dagli andamenti climatici sempre piu’ imprevedibili ed ha bisogno – sottolinea la Coldiretti - di strumenti che tengano conto di queste caratteristiche. Con la cancellazione dei voucher – continua la Coldiretti – si mettono a rischio le produzioni agricole e si perdono opportunità di lavoro nei campi per integrare il proprio reddito 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati esclusivamente in attività stagionali che in agricoltura ne sono gli unici possibili beneficiari. A differenza degli altri settori l’utilizzo dei voucher in agricoltura è rimasto pressochè stabile negli ultimi anni con circa 2 milioni di buoni venduti per un totale di 350mila giornate di lavoro che - sottolinea la Coldiretti – hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne. Si perde uno strumento che - conclude la Coldiretti- ha consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola per il basso livello di burocrazia con la domanda di lavoro di giovani studenti e pensionati in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta.
"L’accelerazione sui voucher, per scongiurare il referendum, non deve però vanificare uno strumento che in agricoltura si è rivelato utile, sia per le aziende, sia per i lavoratori”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che interviene a proposito del decreto legge sui buoni lavoro. “Abbiamo chiarito in più occasioni – osserva Guidi – che i buoni lavoro in agricoltura sono impiegati solo per pensionati, giovani studenti, cassa integrati e percettori di integrazione a reddito in attività stagionali come raccolte e vendemmia. Parliamo quindi di prestazioni meramente occasionali e accessorie da svolgere nei momenti di maggiore necessità che non penalizzano assolutamente il lavoro agricolo subordinato, che non può e non deve essere retribuito con i voucher"
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