L'arca olearia

L'innovazione nell'estrazione dell'olio d'oliva vista dall'estero

Quali novità tecnologiche bollono in pentola se guardiamo alla ricerca scientifica greca e algerina? Dall'utilizzo della pressione, dei campi elettrici pulsati e della CO2 supercritica possono venire nuove soluzioni impiantistiche per migliorare la resa di estrazione

07 settembre 2018 | R. T.

Dopo anni in cui si è quasi esclusivamente concentrata sulla qualità, ora la ricerca scientifica sembra interessarsi della resa e di come massimizzarla senza intaccare i traguardi raggiunti proprio sulla qualità, quindi su parametri chimici e caratteristiche organolettiche.
Allo studio vi sono diverse tecnologie e soluzioni, molte delle quali, probabilmente, non troveremo mai in commercio ma che ci danno il senso dello sforzo teso a raggiungere efficienze di estrazione sempre più prossime al 100%.

L'Università di Atene ha concentrato la propria attenzione su alta pressione e campi elettrici pulsati, che causano alterazioni della permeabilità cellulare e possono favorire il processo di estrazione dell'olio d'oliva durante la gramolazione con conseguente aumento delle rese di olio.
Tre diverse varietà di Olive fruits (Tsounati, Amfissis e Manaki var.) sono state sottoposte a diverse condizioni di processo: pressioni da 200 a 600 MPa, 25 °C per 1 e 5 min e campi elettrici pulsati (1,6-70,0 kJ/kg) prima della gramolazione (30 min a 30 °C).
La resa estrattiva è stata aumentata fino al 18 e 16% rispettivamente per le olive trattate con campi elettrici pulsati e alta pressione.
È stato dimostrato un aumento della stabilità ossidativa dell'olio per le olive trattate con campi elettrici pulsati e alta pressione, rispetto ai campioni di controllo.
Secondo i ricercatori greci entrambe le tecncologie possono essere applicate per la produzione di olio di oliva vergine di qualità superiore con una maggiore resa.

Uno studio dell'Université Salah Boubnider Constantine di Algeri si è invece concentrata sulla CO2 supercritica. L’anidride carbonica supercritica è un solvente alternativo per l’estrazione lipidica ed è impiegata per l’isolamento dei grassi ed oli di pesce, colture vegetali oleaginose, per l’estrazione di componenti nutraceutici e bioattivi da piante o scarti vegetali oppure per eliminare determinate sostanze come nel caso della caffeina dal caffè.
I ricercatori algerini hanno provato ad applicare tale tecnologia in fase di frangitura, poi cercando di ottimizzare i successivi parametri di processo con frantoio tradizionale.
Sono stati evidenziati effetti positivi rispetto al tempo e alla pressione di estrazione, contrariamente all'effetto della temperatura di esercizio, che non è stato significativo.
Per raggiungere valori vicini alla massima resa teorica di estrazione, che per le condizioni sperimentali, era del 33,35%, sono stati utilizzati una pressione di 300 bar, a 60 gradi per 180 minuti, ottenendo una resa del 32,81%.
Le composizioni di acidi grassi sono state ottenute con il metodo di analisi FAME (Fatty Acid Methyl Ester) e la composizione è risultata simile a quella dell'olio di oliva vergine, con l'acido oleico come componente principale.

Bibliografia

V. Andreou, G. Dimopoulos, Z. Alexandrakis, G. Katsaros, D. Oikonomou, S. Toepfl, V. Heinz, P. Taoukis, Shelf-life evaluation of virgin olive oil extracted from olives subjected to nonthermal pretreatments for yield increase, Innovative Food Science & Emerging Technologies, Volume 40, 2017, Pages 52-57, ISSN 1466-8564

Abdelber Belbaki, Wahida Louaer, Abdeslam-Hassen Meniai, Supercritical CO2 extraction of oil from Crushed Algerian olives,
The Journal of Supercritical Fluids, Volume 130, 2017, Pages 165-171, ISSN 0896-8446

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Scorie d'acciaio come ammendante al suolo per migliorare la resistenza dell'olivo alla siccità

La prima conseguenza dello stress idrico è la chiusura degli stomi. Sul piano produttivo, ciò può tradursi in minore allegagione, cascola anticipata dei frutti, riduzione della pezzatura delle olive e cali significativi di resa in olio. L'uso di ammendanti industriali è fattibile?

30 marzo 2026 | 12:00

L'arca olearia

Batteri endofiti contro Xylella fastidiosa dell’olivo

Uno studio spagnolo ha analizzato quali ceppi batterici siano in grado non solo di inibire lo sviluppo del patogeno, ma anche di promuovere la crescita della pianta, aprendo così nuove prospettive per una difesa fitosanitaria più sostenibile

28 marzo 2026 | 10:00

L'arca olearia

Le promozioni dell’olio extravergine di oliva non garantiscono più né volumi né traffico. Che fare?

Nonostante si stia per entrare ormai nel quarto mese ad alta intensità promozionale sull’olio extravergine di oliva in Italia, con offerte continue da 3,99 a 4,99 euro/litro, i volumi diminuiscono. Tutte le offerte speciali di tutte le insegne della GDO hanno venduto il 20-30% in meno delle previsioni. E’ tempo di cambiare modello di business

27 marzo 2026 | 16:30 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Temperatura della chioma dell'olivo, fertilizzazione azotata e qualità dell’olio d'oliva

La nutrizione azotata modifica il comportamento termico dell’olivo e questa risposta è strettamente collegata alla qualità finale dell’olio. Tuttavia, il rapporto non è lineare né banalmente riconducibile al principio “più input, migliori risultati”

27 marzo 2026 | 15:30

L'arca olearia

Residui dell'inerbimento, della potatura dell'olivo o sansa di frantoio: ecco quale ammendante fornisce più carbonio e azoto

La materia organica di alta qualità, caratterizzata da un elevato contenuto di azoto e composti a basso peso molecolare, si decompone più rapidamente e contribuisce in modo più efficace alla materia organica del suolo stabile, rilasciando al contempo azoto disponibile. Il ruolo di diversi ammendanti

27 marzo 2026 | 14:30

L'arca olearia

Sensori MOS per identificare la contaminazione da MOSH-MOAH delle olive

L’impiego di sensori a ossidi metallici semiconduttori apre nuove prospettive per il controllo rapido dei lotti di olive in ingresso al frantoio. Un approccio low-cost, non invasivo e potenzialmente integrabile nei flussi di qualità della filiera olivicola

27 marzo 2026 | 13:30