L'arca olearia
L'olio extra vergine di oliva nutraceutico: occorre contaminare per arrivare al successo
L’approccio scelto per la risoluzione delle problematiche complesse che caratterizzano il settore olivicolo oleario è la transdisciplinarità. A Napoli la prima riunione del progetto che vuole incentivare il consumo di olio extravergine di oliva italiano attraverso l’uso dei claim salutistici approvati dall’Efsa
12 gennaio 2018 | Maria Lisa Clodoveo
Presso l’Associazione Scientifica Centro di Portici ONLUS, nella suggestiva Reggia, sede del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il 19 Dicembre 2017 si è tenuto il Kick Off Meeting del Progetto di ricerca COMPETiTiVE - Claims of Olive oil to iMProvE The markeT ValuE of the product, finanziato da AGER per migliorare la competitività dell’olio extravergine di oliva italiano valorizzando le sue proprietà salutistiche e nutrizionali, trasferendo alla filiera le innovazioni tecnologiche frutto della ricerca e applicando nuove tecniche di marketing.
Ager - Agroalimentare e Ricerca - è un progetto di collaborazione tra Fondazioni per il sostegno alla ricerca scientifica in campo agroalimentare. L’importanza economica del settore, la leadership del prodotto italiano e la crescente necessità di studio e innovazione legata ai problemi della sicurezza alimentare e della sostenibilità ambientale rendono l’iniziativa particolarmente adatta ad un’azione in partenariato. L’obiettivo è contribuire al miglioramento dei processi produttivi, al potenziamento di tecnologie, alla valorizzazione del capitale umano e al rafforzamento di reti di collaborazione tra operatori specializzati, università e centri di ricerca pubblici e privati, in un settore chiave per l’economia italiana.
La riunione di avvio progetto è la prima delle di una serie di incontri operativi di progetto coordinata dal Prof. Raffaele Sacchi per avviare la fase di realizzazione.
L’evento ha riunito gruppi di ricerca provenienti da tutta l’Italia aventi background diversi ed appartenenti a diverse aree scientifiche che hanno in comune l’obiettivo di sostenere l’intera filiera olivicolo olearia italiana per generare strumenti concreti e disposizione dei diversi attori, necessari a riconquistare la posizione di leadership mondiale che il settore nazionale sta via via perdendo nei confronti dei competitor.
L’approccio scelto per la risoluzione delle problematiche complesse che caratterizzano il settore olivicolo oleario è la transdisciplinarità, che in ambito scientifico è concepita come lo stadio più elevato di integrazione tra discipline in cui le relazioni hanno luogo all’interno di un sistema senza frontiere stabili tra le materie stesse quali le tecnologie alimentari, l’arboricoltura, la chimica degli alimenti, la chimica farmaceutica, l’analisi sensoriale, il marketing e il neuro-marketing, l’economia agraria, le scienze mediche, l’ingegneria meccanica ed informatica, il diritto agrario, agroalimentare e tributario.
La transdisciplinarità è dunque quello spazio intellettuale dove le connessioni tra diversi argomenti isolati possono essere esplorate per superare l’attuale frammentazione della conoscenza, principale ostacolo al progresso e al cambiamento nella filiera olivicolo olearia.
Riuscire a tenere assieme un gruppo così eterogeneo è il primo obiettivo del kick off meeting, che con la lunga serie di interventi che si sono suceduti ha mirato a “contaminare” le persone motivandole a superare gli steccati delle discipline. L’azione di coordinamento ha consentito di precisare obiettivi, ruoli, compiti e responsabilità individuando i deliverables, definendo la schedulazione temporale, insieme con i rischi di progetto e le issues al momento note.
In un crescendo di entusiasmo ed interesse si sono succeduti li interventi di Rafaele Sacchi con focus analitici sulle metodiche per l’identificazione e la quantificazione dei bio-fenoli, gli studi di shelf life propedeutici allo sviluppo di modelli di previsione per assistere i frantoiani nell’etichettatura salutistica fino alle strategie di trasferimento delle best practices, a cui hanno fatto seguito le relazioni di chimica degli alimenti di Filomena Corbo, Nadia Mulinacci e Anna Arnoldi che hanno affiancato alle metodiche analitiche i test in vitro per saggiare gli effetti delle molecole ad azione salutistica; le innovazioni tecnologiche dal campo, alla trasformazione ed all’imbottigliamento sono state illustrate da Maria Lisa Clodoveo, Giancarlo Cravotto, Alessandro Parenti e Riccardo Amirante; la comprensione dei meccanismi con cui i consumatori si approcciano alle informazioni salutistiche, la disponibilità a pagare, il linguaggio dei claim, gli strumenti di studio legati alle neuro-scienze e le implicazioni di marketing nel settore olivicolo oleario sono strati oggetto delle relazioni di Gianluigi Guido, Bernardo De Gennaro e Giovanni Cicia.
Il progetto consentirà di incentivare il consumo di olio extravergine di oliva italiano attraverso l’uso dei claim salutistici approvati dall’EFSA. I claim consentono, nell’ambito dei prodotti etichettati quali Extravergini, di identificare la gamma con riconosciuta proprietà salutistiche. I claim rappresentano uno strumento di marketing ancora poco utilizzato dai produttori italiani, verranno quindi messe a punto best practices per l’olivicoltore e il frantoiano per incrementare e preservare il contenuto in molecole ad elevato valore salutistico nelle olive e nell’olio e strumenti di marketing per raggiungere efficacemente il consumatore rendendolo più consapevole del valore del prodotto. Particolare attenzione sarà dedicata alla trasformazione industriale, dove saranno testate innovazioni impiantistiche in tre differenti areali Italiani (Puglia, Campania e Toscana) finalizzate a coniugare rese produttive elevate con l’alta qualità nutrizionale, salutistica e sensoriale dell’olio. Al contempo sarà elaborare una proposta di detassazione dell’olio di oliva extravergine di alta qualità, sia per invogliare i produttori all’impiego dell’innovazione e dei claims che per favorire un aumento degli acquisti con una ricaduta positiva, di lungo periodo, sulla salute pubblica e la spesa sanitaria.
La giornata si è conclusa con la visita al laboratorio del Centro di Portici dove si svolgeranno le aste sperimentali mirate a definire le future strategie di marketing che il settore olivicolo-oleario italiano potrà attuare per innalzare il livello di competitività nel panorama internazionale e non soccombere alla logica della guerra dei prezzi che affligge il mercato.
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