L'arca olearia

Linee guida antincendio per i frantoi: vince la ragionevolezza

Sono serviti due anni di lavori intensi e di mediazione ma i Vigili del Fuoco hanno diramato le linee guida che si applicano ai frantoi. Molta prevenzione, con l'utilizzo di materiali non combustibili, vie d'uscita e depositi di materiale combustibile, come il nocciolino, all'esterno dell'area di stoccaggio. Ora si lavora per lo slittamento di un anno dell'istruttoria antincendio

06 ottobre 2017 | R. T.

Molti frantoi non dovranno eseguire alcun lavoro di adeguamento, per rispondere alle linee guida antincendio per i frantoi, concordate tra l'Interprofessione dell'olio di oliva (Fooi) e i Vigili del Fuoco. Per altri frantoi si tratterà di interventi minimi, riguardanti prevalentemente le pareti antincendio e la segnaletica. Solo, presumibilmente, per i frantoi situati nei centri abitati l'adeguamento può essere più complesso.

Si tratta di un duro lavoro, condotto per più di due anni da Stefano Pasquazi di Aifo, per conto dell'associazione frantoiani e di tutta la filiera olivicolo olearia.

Un percorso che sembrava arenarsi quando i Vigli del Fuoco volevano che i depositi fossero muniti di bacini di contenimento, prescrizione poi notevolmente attenuata dal fatto che si deve tenere “altresì conto dei sistemi di scolo dei reflui eventualmente presenti nella pavimentazione del deposito stesso.”

Aifo ricorda che “le Linee guida non rappresentano una regola tecnica di prevenzione incendi: pertanto non hanno carattere di “cogenza”, ma costituiscono un utile indirizzo per i titolari delle attività e per i progettisti che potranno fare riferimento ai contenuti delle stesse per l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione antincendi”.

La maggior parte delle prescrizioni sono di buon senso, come quella che prevede che “i locali di deposito non devono comunicare con locali di attività ad essi non pertinenti. L’abitazione del custode potrà comunicare con il locale deposito mediante porta in materiale non combustibile” e ancora che “Le vie di uscita dei locali destinati a deposito e ai servizi del frantoio oleario devono essere conformi ai criteri tecnici generali di prevenzione incendi e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Di assoluto buon senso che “i depositi di nocciolino o di altri materiali combustibili devono essere, di regola, ubicati all’esterno dell’attività ed essere protetti dagli agenti atmosferici con strutture realizzate in materiale non combustibile. I depositi devono essere posizionati in maniera tale da evitare, in caso di incendio, la propagazione dello stesso all’interno dei locali dell’attività.”

Alcune misure riguardano anche i locali di confezionamento e limitrofi: “tali depositi (contenenti ad esempio: cartone, pallet, plastica per imballaggi, serbatoi in plastica, ecc.) devono essere collocati in apposito locale costituente compartimento antincendio. All’interno dei locali di lavorazione ed imbottigliamento è ammesso il deposito dei materiali necessari alla lavorazione giornaliera preventivamente individuata dal datore di lavoro.”

Il frantoio deve inoltre disporre di estintori adeguati e di “una rete idranti conforme al decreto del ministro dell’interno 20 dicembre 2012.”
Infine “per depositi di capacità totale superiore a 50 m3 deve sempre essere previsto un sistema di segnalazione di allarme antincendio o di aumento della temperatura all’interno del locale.”

Un manuale, quello delle linee guida anticendio per i frantoi, estremamente snello e pratico, a misura di filiera olivicolo-olearia.

Ora si tratterà di lavorare, stante l'emanazione delle suddette linee guida nell'imminenza della campagna olearia allo slittamento di un anno dell'istruttoria di prevenzione incendi a carico dei singoli frantoi, che dovrà comunque seguire le procedure previste dal DM 7/8/2012 e dal relativo Allegato I (Documentazione relativa ad attività non regolate da specifiche disposizioni antincendio).

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Azoto e olivo, dalla fisiologia alla fertilizzazione mirata

L'azoto resta l'elemento biogeno di maggiore impatto sulla produttività dell'olivo. Ecco un modello integrato fondato su tre pilastri: concimazione basale di precisione, applicazione fogliare nelle fasi critiche e attivazione biologica tramite microrganismi fissatori

21 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Abbacchiatori per olive, elettrici o pneumatici: efficienza di raccolta, ergonomia e costi nel 2026

Pettini elettrici a batteria, abbacchiatori pneumatici e teste a movimento oscillante non offrono le stesse prestazioni in ogni oliveto. Nel 2026, l'investimento per un abbacchiatore può variare da poche centinaia di euro a oltre mille euro per le configurazioni elettriche più complete. Il costo effettivo della raccolta, tuttavia, dipende soprattutto dalla produttività oraria della squadra e dal costo regolare della manodopera

21 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Pannelli OSB dagli scarti di potatura dell'olivo

Un nuovo studio dimostra che i residui della potatura degli olivi possono trasformarsi in pannelli strutturali ecologici, usando un adesivo naturale estratto dalle bucce di melagrana. Risultati conformi agli standard europei e prestazioni meccaniche in crescita con l'aumento della resina bio

21 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Inerbimento dell'olivo: gli effetti nel breve periodo in aree aride sono limitati

Confrontati oliveti di 15 e 50 anni, valutando gli effetti di favino, miscuglio veccia-avena e terreno nudo sulle proprietà fisiche e chimiche del suolo. Le differenze tra gli appezzamenti risultano più evidenti dove c'è l'inerbimento, ma sono influenzate anche dalla storia gestionale dei terreni

20 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Paste di olive difficili, come migliorare l’estrazione dell'olio e recuperare ogni punto di resa

Paste troppo fluide, emulsioni persistenti, olive ricche d’acqua o caratterizzate da una bassa estraibilità mettono alla prova il frantoio, riducendo l’efficienza del decanter e aumentando le perdite di olio nei sottoprodotti. Anche un incremento di resa di pochi decimi di punto può generare un vantaggio economico significativo, ecco come

19 ottobre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Micorrize e batteri alleati dell’olivo contro la siccità

La combinazione di funghi micorrizici arbuscolari e batteri promotori della crescita vegetale può contribuire a mantenere attiva la rizosfera dell’olivo in condizioni di forte stress idrico

19 ottobre 2026 | 11:00