L'arca olearia

Partito il valzer delle previsioni sulle produzioni d'olio d'oliva nel Mediterraneo. Ecco una sintesi ragionata

Anche la cooperativa spagnola Oleoestepa e la rivista greca Olivenews si lanciano nelle previsioni sulla prossima campagna olearia, con notizie affatto rassicuranti e talvolta stime sopravvalutate, come quelle che riguardano l'Italia

06 luglio 2017 | T N

Le preoccupazioni sulla prossima campagna olearia si stanno intensificando in tutto il Mediterraneo, tanto che ben due riviste hanno fornito i loro dati previsionali sul raccolto.

I dati sono in linea con quelli diffusi da Teatro Naturale il 2 giugno scorso.

Oleoestepa stima una produzione mediterranea di 2,745 milioni di tonnellate, con 1,250 milioni di tonnellate dalla Spagna, 270 mila tonnellate, alla pari, tra Italia e Grecia, 250 mila tonnellate dalla Tunisia, 190 mila tonnellate dalla Turchia, 115 mila tonnellate il Portogallo e 100 mila tonnellate il Marocco.

Olivenews.gr stima una produzione mondiale tra 2,430 e 2,730 milioni di tonnellate, con la media a 2,580 milioni di tonnellate. Le medie produttive previste dai greci sono 1,175 milioni di tonnellate per la Spagna, 309 mila tonnellate per l'Italia, 270 mila tonnellate per la Grecia, 95 mila per il Portogallo, 105 mila il Marocco, 260 mila in Tunisia, 240 mila in Turchia.

Le stime di Teatro Naturale, più di un mese fa, parlavano di una produzione mediterranea di 2,8 milioni di tonnellate, con 1,15 milioni per la Spagna, 300 mila tonnellate per l'Italia, 270 mila tonnellate per la Grecia, 150-180 mila tonnellate per la Tunisia, produzioni sostanzialmente invariate o con lievi cali rispetto ad anno precedente per Portogallo (che beneficia dell'entrata in produzione di nuovi impianti) e Marocco.

Emerge un certo allineamento con i dati, eccezion fatta per Tunisia e Turchia, dove si registrano le difformità più importanti. Si tratta, in entrambi i casi, di territori difficili, connotati da una forte diversità dei territori produttivi e con le notizie che trapelano usualmente con una certa lentezza.

Volendo rivedere i nostri dati, un mese dopo le prime indicazioni, possiamo ragionevolmente prevedere una produzione iberica a 1,15 milioni di tonnellate, una produzione italiana a 250 mila, una greca a 250 mila, quella tunisina a 200 mila, quella marocchina a 90 mila, la portoghese a 100 mila, la produzione turca a 220 mila. Non ci esprimiamo per la Siria che pur produce e produrrà olio ma stante le condizioni di guerra, soprattutto per autoconsumo. Ne risulterebbe, al netto della produzione siriana, una produzione complessiva nel mediterraneo a 2,3 milioni di tonnellate, arrotondabile a 2,4 milioni di tonnellate considerando il contributo di tutti gli altri paesi produttori minori.

Confermiamo quindi quanto detto il 2 giugno: “...una produzione da 2,7 milioni di tonnellate provocherebbe un sensibile arretramento dei consumi, a beneficio di altri grassi e oli vegetali.
A fronte di un potenziale calo delle quotazioni all'ingrosso durante l'estate, dovuto soprattutto alla riduzione degli scambi, è ipotizzabile un mercato sostenuto all'avvio della campagna olearia.”

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Maturazione delle olive e qualità dell'olio: una guida per l'olivicoltore consapevole

La scelta del momento di raccolta è una delle decisioni più critiche per la qualità finale dell'olio. Un recente studio scientifico offre spunti fondamentali per comprendere le dinamiche fisiologiche che legano il grado di maturazione alle caratteristiche del prodotto

16 agosto 2026 | 13:00

L'arca olearia

La cocciniglia mezzo grano di pepe dell'olivo: strategie di monitoraggio e controllo per una gestione sostenibile

I due picchi annuali (primavera/inizio estate), la presenza di predatori naturali utili e la superiorità dei piretroidi. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori sulla scelta dei prodotti e sui tempi ottimali di intervento

13 agosto 2026 | 12:00

L'arca olearia

Nuova strategia contro l'occhio di pavone: niente più trattamenti a calendario, si interviene solo con pioggia e umidità

La ricerca israeliana rivoluziona la difesa dell'olivo: basta con gli interventi fissi in autunno. Ecco i tre parametri ambientali che dicono quando è davvero il momento di trattare

12 agosto 2026 | 11:00

L'arca olearia

L'utilizzo del talco micronizzato nell'estrazione dell'olio d'oliva: un'opportunità per le paste difficili

Le conseguenze della scelta di raccogliere precocemente le olive sono drammatiche in termini di resa estrattiva. Mentre i frutti possono contenere oltre il 20% di olio, le rese che si ottengono da paste difficili sono notevolmente inferiori

11 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Scatta l’allerta lebbra dell'olivo: monitoraggio e prevenzione decisivi

Con l’inizio dell’invaiatura aumenta il rischio di lebbra dell'olivo, una patologia fungina che può compromettere la produzione e la qualità dell’olio. Piogge, elevata umidità e temperature favorevoli possono accelerare le infezioni

10 agosto 2026 | 13:45

L'arca olearia

Il boro nell'olivicoltura: quando la concimazione non fa la differenza

Uno studio rivela che la concimazione borata, sia al suolo che per via fogliare, non incrementa i livelli di boro nelle foglie degli olivi adulti. Tuttavia, emerge chiaramente il fenomeno della rimobilizzazione del nutriente dalle foglie verso i fiori, un aspetto cruciale per la comprensione della fisiologia dell'olivo

10 agosto 2026 | 09:00