L'arca olearia
La subirrigazione per l'olivo contro la siccità imperante
L'irrigazione a goccia è stata un primo importante passo. Con la subirrigazione si può limitare l'evaporazione, a tutto beneficio dell'olivo. La fertirrigazione con impianto di subirrigazione permette un miglior apporto nutrizionale
14 aprile 2017 | Alberto Puggioni
L’acqua è una delle variabili agronomiche più importanti per influenzare positivamente resa e qualità delle produzioni olivicole. Una recente pubblicazione italiana, presentata sul Journal of the Science of Food and Agriculture, lo dimostra.
Nel lavoro presentato si analizzano i parametri produttivi e qualitativi arrivando ad affermare che “luce e disponibilità di acqua non sono solo cruciali per la produttività albero, ma influenzano chiaramente la qualità dell'olio d'oliva”. Questa importante relazione supporta ulteriormente, qualora ci fosse bisogno, che per ottenere produzioni da reddito e alta qualità organolettica degli oli, la viticoltura deve utilizzare tutti gli strumenti agronomici a disposizione, tra questi l’irrigazione.
La tecnica più applicata è l’irrigazione a goccia a micro portata e, in particolare, con le ali gocciolanti interrate, prende il nome di Subirrigazione (o SDI: subsurface drip irrigation).
L’approccio agronomico all’irrigazione significa operare il più possibile in maniera razionale, avere un approccio scientifico e fini pratici quindi fornire strumenti di facile utilizzo e comprensione all’olivicoltore. La Subirrigazione è una tecnica d’irrigazione localizzata che consiste nell’interramento delle ali gocciolanti a una profondità idonea che è funzione delle caratteristiche fisiche del suolo e della profondità degli apparati radicali della coltura che si desidera irrigare, in questo caso l’olivo. Tale tecnica si sta diffondendo sempre di più in olivicoltura intensiva grazie alla meccanizzazione per l’installazione, allo sviluppo di gocciolatori sempre più protetti dal rischio di penetrazione delle radici, ai sistemi di filtrazione sempre più efficienti, alla possibilità di automatizzare la pulizia dell’impianto e di monitorare il sistema attraverso l’impiego di misuratori di flusso.
L’intensificazione colturale con sesti ravvicinati (5x5m o 6x5m) ha reso l’irrigazione sempre più rilevante anche per gestire competizione tra le piante per acqua e nutrienti, inerbimento e evitare condizioni di stress idrico dannoso per la produzione.
La Subirrigazione consente un ulteriore risparmio di acqua (soprattutto in zone ventose o dove l’evaporazione è molto elevata) ed una notevole uniformità di distribuzione che permette a tutto l’oliveto di svilupparsi in maniera omogenea, e non crea alcun ingombro alle operazioni colturali sulla superficie del terreno.
Inoltre, la nutrizione minerale in fertirrigazione (iniezione di nutrienti nel flusso irriguo in forma solubilizzata prontamente assimilabile) eseguita con un sistema di Subirrigazione permette l’apporto degli elementi nutritivi poco mobili nel terreno (per es., fosforo e potassio) proprio in prossimità della parte assorbente dell’apparato radicale. Il tutto avviene con la coltura in atto e questo permette di non avere drenaggio dei fertilizzanti e di incrementare l’efficienza nell’assimilazione dei nutrienti.
Un impianto interrato presenta gli stessi elementi presenti negli altri sistemi irrigui a goccia ma con tutte le implicazioni positive evidenziate. Una cura particolare deve essere riposta nella filtrazione dell’acqua, e al problema dell’intrusione delle radici nei gocciolatori; nella gamma dei prodotti i gocciolatori da subirrigazione rappresentano la massima espressione tecnica raggiunta da Netafim in 50 anni di esperienza. I gocciolatori sono provvisti di meccanismi anti suzione e di barriere fisiche all’intrusione delle radici e nella generazione più recente, denominata XR, si è aggiunto dell’ossido di Rame nella produzione del gocciolatore con effetto inibitore per contatto nei confronti delle radici.
La Subirrigazione è quindi diffusa in tutto il mondo ed è in fase di espansione grazie a i grandi benefici riscontrati. In Italia, in Puglia nel particolare, il lavoro svolto negli ultimi 7 anni da Netafim in collaborazione con Assoproli di Andria, ha comprovato la versatilità e il successo di questa applicazione su scala aziendale in aree con caratteristiche particolari (suoli poco profondi, scarsità idrica, alte produttività). In Toscana si trova uno dei campi sperimentali più importanti sia per le varietà che per i confronti di tecniche agronomiche che opera dal 2003 a Venturina (LI). Forte lo sviluppo in Sardegna nelle aree di Alghero e nella provincia di Cagliari. E poi ancora Sicilia, Calabria, Abruzzo, Marche fino alla Romagna e non ultimo il Lago di Garda dove i consorzi di distribuzione dell’acqua per uso agricolo sono fortemente sensibilizzati alle necessità di rendere accessibile, anche in alta collina, la risorsa irrigua per l’olivicoltura con particolare predilezione per la subirrigazione.
Bibliografia
Irrigation and Fruit Canopy Position Modify Oil Quality of Olive Trees (cv. Frantoio) – G. Caruso et al. 2016
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Bonificare il suolo dell'oliveto dai residui di glifosate e atrazina
Il perossido di idrogeno offre tassi di degradazione elevati per alcuni pesticidi, l'ozono elettrogenerato si distingue come la strategia più compatibile con la salvaguardia a lungo termine della fertilità e della biodiversità dei suoli degli oliveti
19 aprile 2026 | 11:00
L'arca olearia
Rivitalizzare i terreni ad olivo con ammendanti organici e consorzi fungini
Gli appezzamenti dove è stato utilizzato ammendante hanno avuto aumenti statisticamente significativi del carbonio organico del suolo olivetato, sostenendo il suo ruolo di pozzo di carbonio, mentre la maggior parte dei parametri fisicochimici è rimasta stabile
18 aprile 2026 | 13:00
L'arca olearia
L’olio extravergine di oliva non si vende, neanche sottocosto
Caro extravergine di oliva come sei caduto in basso, neanche a 3,99 euro/litro ti comprano più! A marzo diminuiscono i consumi dell’olio comunitario e anche dell’italiano, nonostante il calo dei prezzi, in controtendenza rispetto all’inflazione
17 aprile 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Il ruolo degli steroli nella certificazione e autenticazione dell'olio extravergine d'oliva
Nell'olio d'oliva, la frazione predominante è quella dei 4-desmetilsteroli, dove il -sitosterolo è il componente principale, seguito da -avenasterolo, campesterolo e stigmasterolo. La composizione sterolica non è statica, ma funge da vera e propria "impronta digitale" influenzata da diversi fattori
17 aprile 2026 | 15:00
L'arca olearia
Il ruolo del potassio e ferro per l'olivo: la fertilizzazione fogliare
Concentrazioni elevate ma controllate di potassio e ferro sembrano offrire i migliori risultati in termini di miglioramento dello stato nutrizionale dell'olivo e per migliorare le caratteristiche minerali e biochimiche delle foglie
17 aprile 2026 | 14:00
L'arca olearia
Oli minerali negli oli d'oliva: possibili strategie di mitigazione contro MOSH e MOAH
Dal punto di vista tossicologico, i MOSH sono associati a fenomeni di accumulo nei tessuti umani, in particolare fegato e sistema linfatico, mentre i MOAH destano maggiore preoccupazione per il loro potenziale genotossico. I fenomeni di contaminazione e le problematiche lungo la filiera
17 aprile 2026 | 13:30
daniele menna
17 aprile 2017 ore 18:59Ho una quarantina di alberi di olive della qualità comunemente denominata "leccino" impiantati da circa 30/35 anni. Le piante sono in tre file in un terreno leggermente inclinato 7/8 % . Ho abbastanza acqua da pozzo per poter la proposta letta della subirrigazione. Ho bisogno di conoscere meglio i dettagli tecnici, in particolare la profondità della posa e l'eventuale reinterro. Inoltre, vorrei sapere dov'è possibile acquistare i gocciolatoi da subirrigazione. In attesa, cordiali saluti. sirdaniels@libero,it