Bio e Natura
Una filiera agrobienergetica solo ed esclusivamente italiana
L’attività degli impianti per la produzione di energia elettrica, della potenza di 150 Mw, sarà alimentata ogni anno dalla fornitura di 400mila tonnellate di cippato di pioppo e di 160mila tonnellate di semi di oleaginose
19 giugno 2010 | C. S.
Per la prima volta in Italia energia elettrica sufficiente per le esigenze di 350mila famiglie sarà prodotta utilizzando esclusivamente semi di oleaginose come il girasole e legno dei pioppi coltivati in 80mila ettari di campi nazionali grazie alla prima filiera agro energetica al 100 % italiana resa operativa dalla collaborazione tra Coldiretti, Consorzi Agrari dâItalia, PowerCrop e il gruppo Maccaferri. La piuâ grande iniziativa di filiera mai realizzata in Italia è stata presentata alla sesta edizione del F orum internazionale âGreen economyâ, organizzato da Coldiretti e Studio Ambrosetti, al quale ha partecipato Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole che ha dato il via libera al progetto con i l primo decreto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili completamente Made in Italy dal âseme alla lampadinaâ.
Lâattività degli impianti per la produzione di energia elettrica, collegati alla riconversione degli ex zuccherifici dellâEridania Sadam, sarà alimentata ogni anno dalla fornitura di 400mila tonnellate di cippato di pioppo e di 160mila tonnellate di semi di oleaginose, come il girasole, provenienti esclusivamente dalle aree agricole presenti nellâarco di 300 chilometri dagli stabilimenti, per un periodo di 15 anni. Un impegno che riguarda 500 milioni di euro di investimenti industriali negli impianti con una ricaduta economica sul settore agricolo di 1,5 miliardi di euro nellâintero periodo e un impatto occupazionale superiore a 4mila unità a tempo pieno, tra lavoratori diretti e indiretti. L'obiettivo è infatti quello di garantire tutela e adeguata remunerazione dei prodotti agricoli e la riduzione degli impatti ambientali e sociali, anche attraverso un rigido e trasparente monitoraggio da parte delle comunità locali.
Dopo il disastro ambientale provocato dalla marea nera fuoriuscita dallâestrazione del petrolio nel Golfo del Messico, lâItalia si pone dunque allâavanguardia nella produzione di energia pulita necessaria per favorire lo sviluppo compatibile con un progetto che consente - sottolinea la Coldiretti - di ridurre la dipendenza dal petrolio importato dallâestero con importanti ricadute sul piano ambientale grazie ad una riduzione di 600mila tonnellate nelle emissioni di gas ad effetto serra (Co2) allâanno. Un contributo determinante - continua la Coldiretti - al raggiungimento dellâimpegno assunto dallâItalia per conseguire lâ obiettivo dellâUnione Europea entro il 2020 di un ridurre del 20 per cento le emissioni di gas ad effetto serra, di aumentare al 20 per cento il consumo di fonti rinnovabili e di portare al 20 per cento il risparmio energetico (20-20-20).
Lâ accordo segna l'avvio di una intensa collaborazione tecnica, agronomica ed economica per lo sviluppo della filiera agro energetica italiana, attraverso l'impiego esclusivamente di biomassa di origine vegetale di provenienza del territorio limitrofo degli impianti in una logica di accordi di filiera italiana. Il Contratto Quadro (ai sensi degli articoli 10 e 11 del Decreto legislativo 27 Maggio 2005 n. 102) vede coinvolte le strutture operative dei Consorzi Agrari dâItalia presenti sul territorio nazionale.
Un ruolo centrale nel progetto è infatti svolto dai Consorzi Agrari i quali svolgono un ruolo logistico e nella fornitura dei mezzi tecnici nellâambito della programmazione delle coltivazioni sul piano territoriale, mentre a livello nazionale alla società Consorzi Agrari dâItalia (CAI) spetta il coordinamento nazionale e la contrattazione delle fornitura oltre che la pianificazione delle colture e del fabbisogno di investimenti nelle strutture logistiche.
âLâaccordo consente di realizzare una filiera energetica tutta italiana a forte coinvolgimento agricolo con un meccanismo di remunerazione della materia prima trasparente ed atto a consentire un reddito stabile per le imprese nel medio e lungo periodoâ, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che âsi tratta della dimostrazione concreta del contributo che possono offrire le imprese agricole italiane ad una crescita sostenibile dal punto di vista ambientale, climatico e occupazionale e di come quando ci si confronta con gruppi industriali sani lontani da approcci speculativi, ai quali spesso siamo abituati, gli accordi riescono pienamente a conciliare gli interessi generali del Paese con quello delle parti interessateâ.
âQuesto accordo - ha dichiarato il Presidente Gaetano Maccaferri - rappresenta unâulteriore progresso nello sviluppo dei rapporti tra il mondo agricolo nazionale e il nostro gruppo industriale, che già vanta un patrimonio di esperienze di lunga tradizione nel settore dellâagroindustria italiana. Confidiamo nello sviluppo dei giacimenti verdi per la completa affermazione anche nel nostro Paese della produzione di energia da biomassa di origine agricola, grazie alla piena collaborazione instauratasi con Coldiretti, lâorganizzazione maggiormente rappresentativa in ambito nazionaleâ.
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