Bio e Natura

Qualità della luce e composti nutraceutici nel pomodoro

I raggi UV-B? Non sempre sono dannosi. Secondo i ricercatori dell'Università di Pisa si potranno perfino migliorare le proprietà salutistico-nutrizionali del pomodoro senza il ricorso a prodotti chimici di sintesi o alla bioingegneria

23 luglio 2011 | Anna Maria Ranieri

I cibi di origine vegetale ad alto contenuto in composti salutistici stanno accogliendo sempre più attenzione da parte dei consumatori. Studi epidemiologici hanno messo in luce l’esistenza di una correlazione positiva fra il consumo di vegetali e riduzione del rischio di insorgenza di malattie degenerative collegate con l’invecchiamento.

Semplici modificazioni nelle tecniche colturali possono influenzare notevolmente il contenuto di composti bioattivi conosciuti come composti nutraceutici e possono permettere di selezionare cultivars che meglio rispondono al trattamento imposto producendo maggiori quantità di fitochimici bioattivi.

A questo riguardo le ricerche del gruppo della Facoltà di Agraria di Pisa da me coordinato hanno mirato a individuare se la presenza o assenza della radiazione UV-B nello spettro solare, condizioni che si verificano rispettivamente in campo e in serre di vetro, influenzasse l’accumulo, in frutti di pomodoro dei principali composti benefici alla salute quali i carotenoidi e i flavonoidi.

La scoperta è stata che la presenza dei raggi UV-B era in grado di indurre nel frutto maturo di una cv di pomodoro a basso contenuto di licopene, un accumulo di questo importante carotenoide di circa il 20% e del flavonoide più rappresentato, la rutina, di circa tre volte.

La tecnica di trattamento con raggi UV-B è stata sperimentata anche durante la conservazione dei prodotti orto-frutticoli, periodo durante il quale essi possono andare incontro a perdite nel loro contenuto di nutraceutici e quindi risultare più suscettibili ad attacchi di patogeni. In pomodori , raccolti a stadi maturativi diversi, e illuminati con raggi UV-B mediante l’utilizzo di apposite lampade, già dopo una sola ora di trattamento al giorno, il contenuto dei carotenoidi totali aumentava di circa il 50%. Il risultato più interessante è stato l’aumento di più del doppio del licopene nella polpa, che rappresenta il tessuto dove i carotenoidi sono molto meno concentrati rispetto alla buccia.

Le applicazioni pratiche di questa tecnologia, capace di migliorare le proprietà salutistico-nutrizionali del pomodoro senza ricorrere all’impiego di prodotti chimici di sintesi o alla bioingegneria, sono evidenti e facilmente realizzabili lungo la filiera di conservazione e commercializzazione dei prodotti orto-frutticoli.

 

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