Bio e Natura

Agrofarmaci, ridurre l'impatto ambientale di può

I consigli dello Iasma: uso di principi più selettivi, calibrazione degli atomizzatori, portainnesti deboli e tecniche di controllo alternative

02 luglio 2011 | C. S.

All’indomani della pubblicazione della classifica delle regioni più “green” d’Italia stilata Fondazione Impresa che mette al primo posto la regione Trentino Alto Adige, un altro interessante studio evidenzia il buon livello di sostenibilità ambientale della provincia di Trento. Da ricerca condotta dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige su 494 appezzamenti rappresentativi della realtà frutticola della valle di Non è emerso che nell’ultimo decennio l’indicatore di impatto ambientale della difesa fitosanitaria sulla melicoltura si è ridotto del 23 % , collocando questa valle fra le realtà frutticole intensive che più di altre tutelano gli ecosistemi naturali limitrofi.

I risultati sono sintetizzati in un articolo pubblicato recentemente sulla rivista “Integrated Environmental Assessment and Management” con primo autore Claudio Ioriatti, responsabile dell’area sperimentazione agraria e agricoltura sostenibile del Centro Trasferimento Tecnologico di San Michele.

Il miglioramento è risultato essere conseguenza dell’uso di principi attivi più selettivi, più efficaci e quindi meno impattanti, dell’obbligo di calibrazione degli atomizzatori e della maggior diffusione di impianti su portinnesti deboli e dell’applicazione di tecniche di controllo alternative.

Il progetto di ricerca è stato condotto in collaborazione con la Cornell University di New York proprio per la grande esperienza di questo istituto in tema di indicatori di rischio determinato dall’uso degli agrofarmaci ed è stato svolto da Claudio Ioriatti nell’ambito del programma trentino di ricerca, formazione e mobilità post-dottorato

“Il progetto –spiega Claudio Ioriatti- ha adottato il metodo EIQ che considera otto parametri ambientali connessi con l’applicazione degli agro farmaci: l’effetto su chi esegue i trattamenti, su coloro che sono impegnati nella raccolta, sui consumatori, sulle falde acquifere, sui pesci, sugli uccelli, sulle api e sugli artropodi utili”. Questi risultati hanno trovato conferma dall’applicazione di un secondo indicatore elaborato nell’ambito del progetto che valuta l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente in base agli ingredienti con fattore di rischio presenti nei prodotti impiegati.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Chimica verde e riciclo organico per l'economia circolare del futuro

I teli bio vengono stesi sul terreno, proteggono le colture dalle erbe infestanti, trattengono l’umidità e, a fine ciclo, possono essere lasciati sul posto per essere incorporati nel terreno. I microrganismi del suolo li biodegradano completamente, trasformandoli in acqua, anidride carbonica e compost

12 giugno 2026 | 12:00 | Marcello Ortenzi

Bio e Natura

Migliorare la qualità del grano grazie alla fertilizzazione fogliare con zolfo e selenio

Una ricerca condotta in Toscana su due varietà di frumento tenero dimostra che la concimazione fogliare combinata con zolfo e selenio non aumenta la resa, ma migliora significativamente il profilo proteico, la sicurezza alimentare e la biodisponibilità di minerali essenziali

03 giugno 2026 | 16:00

Bio e Natura

Agrovoltaico, la tecnologia che può ridurre i costi agricoli e frenare il caro prezzi alimentari

La combinazione tra coltivazioni agricole e impianti fotovoltaici potrebbe tagliare fino al 60% i consumi idrici e ridurre i costi operativi delle aziende agricole

01 giugno 2026 | 12:00

Bio e Natura

Il legno è un materiale prezioso per l’economia circolare

Il legno gode di una reputazione molto positiva: il 70% delle imprese lo considera più sostenibile rispetto ad altre alternative, almeno quello proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Le criticità riguardano costi, complessità normative e logistiche, oltre a peso e ingombro

29 maggio 2026 | 12:00 | Marcello Ortenzi

Bio e Natura

Biostimolanti organici in orticoltura, la nuova frontiera della resilienza climatica

I biostimolanti organici stanno emergendo come strumenti agronomici strategici per migliorare l’efficienza fisiologica delle colture e aumentare la resilienza produttiva. Estratti di alghe, sostanze umiche, idrolizzati proteici e inoculi microbici mostrano effetti concreti

27 maggio 2026 | 16:00

Bio e Natura

Prodotti ad alto valore aggiunto da scarti di mela annurca campana

Possibile recuperare polifenoli e acidi grassi polinsaturi che possono essere poi utilizzati per realizzare alimenti funzionali, per l’impiego in nutraceutica, cosmetica e nel mercato degli ingredienti naturali di alta gamma

27 maggio 2026 | 12:00