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Polemica Unaprol-Cia: svenduta l'olivicoltura italiana alla Spagna

Secondo David Granieri, l'intesa Cia Deoleo "rappresenta l’ennesimo colpo per il made in Italy e per il mondo olivicolo italiano, sempre più terra di conquista per la Spagna"

16 novembre 2018 | C. S.

“L’olivicoltura italiana è ormai costantemente sotto attacco. In attesa di un intervento del governo, a sostegno di un settore che ha pagato il conto maggiore per gli eventi atmosferici estremi del 2018, è sconcertante dover constatare come anche chi dovrebbe essere chiamato a difendere gli olivicoltori preferisca stringere accordi con multinazionali straniere e svendere il nostro comparto. E’ di ieri la notizia del protocollo d’intesa firmato tra la Cia-Agricoltori Italiani e Carapelli, marchio controllato dal gruppo spagnolo Deoleo. Un’intesa che rappresenta l’ennesimo colpo per il made in Italy e per il mondo olivicolo italiano, sempre più terra di conquista per la Spagna. I dati ufficiali della Nielsen parlano chiaro: l’olio italiano rappresenta solo circa il 3% rispetto al totale dell’olio commercializzato dal gruppo Deoleo. Ritengo quindi che parlare dell’avvio di un “processo virtuoso per far crescere il mercato degli oli extravergini di qualità italiani” sia vergognoso e ingannevole. Il nostro patrimonio, unico al mondo per qualità e biodiversità con oltre 530 cultivar, andrebbe valorizzato e non svenduto a una multinazionale straniera con l’ennesimo accordo “foglia di fico”, privo di dati concreti, dai quantitativi ai prezzi. Senza dimenticare che la Spagna, da mesi porta avanti la battaglia per l’abolizione del panel test, strumento fondamentale per il nostro settore, e che la multinazionale spagnola Deoleo sette mesi fa ha accettato di pagare 7 milioni di dollari di risarcimento per chiudere una class action in California. Sull’origine e la qualità dell’olio EVO commercializzato, i querelanti contestavano che sulle bottiglie ci fosse l’etichetta “Imported from Italy”, mentre le olive provenivano, oltre che dall’Italia, da altri Paesi”. Lo comunica in una nota David Granieri, presidente Unaprol.

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