Turismo

Enoturismo, la ricetta per vincere la sfida globale: formazione e identità

Il vino serve al turismo come acceleratore potentissimo. I trend sono lo sport, la natura, le escursioni, lo yoga, la didattica, i “wine weddings” che stanno diventando una moda mondiale, l’attenzione all’ambiente

07 ottobre 2019 | C. S.

Lavorare in squadra, puntare sulla formazione, non rinunciare all’ identità territoriale. Non hanno dubbi i relatori ospiti del workshop “Enoturismo, un’opportunità per il territorio”, che si è svolto oggi al Castello di Gallipoli, organizzato da Noesis Group, gruppo leader nel settore internazionale della comunicazione, con la supervisione del senatore Dario Stefàno, proponente e firmatario della legge sull’enoturismo. Presenti, insieme ai tantissimi produttori venuti da tutta la Puglia, ai sommelier AIS e FIS e agli operatori, anche gli studenti dell’Istituto Turistico Amerigo Vespucci di Gallipoli, accompagnati dalla dirigente Paola Apollonio, a sottolineare ulteriormente il leit motiv della giornata: la formazione indispensabile per la qualità dell’accoglienza.  Ospiti di spessore, a partire da Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale de Le Donne del Vino, che ha ideato e fondato nel lontano 1993 il Movimento Turismo del Vino. Assente il ministro Teresa Bellanova, perché impegnata a Palermo, che ha confermato la sua disponibilità a fiancheggiare questo percorso. Un percorso che dovrà vedere le cantine lavorare sempre di più in squadra, per sfruttare le enormi potenzialità dell’enoturismo. “Il turismo italiano – ha spiegato Cinelli Colombini - è uno dei turismi più amati e il vino è la calamita turistica più forte d’Italia. Il vino serve al turismo come acceleratore potentissimo. Il turismo vale 1300 miliardi mentre il vino 80 e con i consumi arriva a 200.  Se il turismo è in piena fase espansiva, con 50 milioni di visitatori di più all’anno, allora occorre diventare bravi, perché è un mercato sempre più competitivo: ma da soli si è invisibili, bisogna lavorare in squadra”.

Ma su quali aspetti puntare per questo segmento ricco e che appassiona sempre più donne? La ricetta di Cinelli Colombini: raccontare ciò che ci rende unici e capire i trend: lo sport, la natura, le escursioni, lo yoga, la didattica, i “wine weddings” che stanno diventando una moda mondiale, l’attenzione all’ambiente e le nuove tecnologie per parlare ai millennials sempre collegati. E poi è necessario più che mai puntare alla formazione e a figure dedicate come i “wine hospitality manager”. 

Della necessità di formare un personale qualificato ha parlato anche Stefàno, che ha illustrato il percorso che ha portato alla legge e descritto i decreti attuativi pubblicati dal Mipaaf, non tutti però rispondenti agli obiettivi stessi della legge e alle ambizioni di un settore che deve puntare in alto. “Nel decreto, infatti – ha spiegato Stefàno -  manca un richiamo agli investimenti sul web, manca una parola chiara sulla qualificazione degli addetti, così come sulla segnaletica. E poi manca una posizione forte sull’Osservatorio nazionale sull’enoturismo, che invece sarebbe indispensabile perché i dati servono alla programmazione strategica”. La ricetta di Stefàno è chiara: “Senza scimmiottare altre realtà, la cantina pugliese è competitiva se rimane pugliese. I luoghi di produzione debbono conservare l’identità, che sappiamo raccontare meglio e più di altri e che ci rende meno imitabili”.

Sebastiano De Corato vice Presidente Movimento Turismo del Vino, ha raccontato la storia del movimento in Puglia, che ha reso la nostra regione “avanguardia nel panorama nazionale”, mentre Filippo Bartolotta, giornalista e wine educator , noto per essere il “ sommelier dei vip”, grazie alle sue degustazioni che hanno fatto conoscere il vino italiano a personaggi illustri, tra cui i coniugi Obama, ha sottolineando quanto sia importante nel parlare della propria cantina anche raccontare il territorio ed entrare in sintonia con il turista, oggi molto più preparato di un tempo ed in cerca di un turismo che sappia emozionare. Anche Federico Quaranta, conduttore di Decanter, programma cult di Rai Radio2 dedicato al mondo dell’enogastronomia, ha parlato di emozioni “perché oggi il turista non vuole guardare un posto, ma vuole entrarci, vuole emozionarsi vivendo un’esperienza con le persone che hanno realizzato quel posto”.

 Si è parlato anche di logistica con Lotta Wikman, retail marketing manager UPS Italia, che ha evidenziato come l’export del vino italiano sia in crescita (nei primi mesi del 2019 + 4 per cento e mezzo) con la Puglia che nel 2018 ha esportato vino per ben 159 milioni di euro, sottolineando l’importanza dell’e-commerce.

Infine, Martin Slater, presidente di Noesis Group, ha parlato della necessità di creare strategie di marketing e comunicazione ma anche di ragionare in ottica di squadra, attraverso le reti d’impresa, strumento che consentirebbe alle piccole aziende di accedere anche ai finanziamenti europei, portando l’esempio dei pescatori greci e del lavoro fatto, in rete, per valorizzare e promuovere il pesce greco. “Perché -ha concluso - chi è solo è ancora più piccolo ed ha più difficoltà”.

L’appuntamento, moderato dal giornalista Rai Giorgio Demetrio, si è aperto con i saluti del sindaco Stefano Minerva che ha  sottolineato come il mondo del vino rappresenti “ le radici che ci rilanciano verso il futuro  e raccontano la grandezza di un territorio che sta scrivendo pagine importanti del turismo internazionale. Gallipoli  - ha evidenziato – è regina del turismo ma il mare non basta più, bisogna far innamorare del nostro territorio e dei nostri prodotti”. Anche l’assessore al Turismo Titti Cataldi ha voluto evidenziare come  “l’enoturismo può rappresentare una bella occasione anche per Gallipoli, con l’obiettivo di una nuova prospettiva turistica e per innalzare la qualità dell’offerta”. 

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