Salute

Possibile aumento del rischio di tumore gastrico con le bevande zuccherate: sotto esame il consumo quotidiano

Possibile aumento del rischio di tumore gastrico con le bevande zuccherate: sotto esame il consumo quotidiano

Rilevata un’associazione tra il consumo quotidiano di bevande zuccherate e una maggiore incidenza di tumore dello stomaco. Il rischio risulta 2,45 volte più elevato rispetto a chi ne beve meno di una porzione al mese

15 settembre 2026 | 11:00 | T N

Bere quotidianamente bibite zuccherate è un’abitudine comune negli Stati Uniti: circa il 65% degli adulti dichiara di consumare almeno una bevanda di questo tipo ogni giorno. Un nuovo studio del Mass General Brigham Cancer Institute suggerisce ora che questa abitudine potrebbe essere associata anche a un aumento del rischio di sviluppare un tumore gastrico.

La ricerca, pubblicata su Gastro Hep Advances, ha analizzato i dati di 112.284 partecipanti inclusi nel Nurses' Health Study e nell'Health Professionals Follow-Up Study, due grandi studi epidemiologici statunitensi che hanno raccolto per diversi decenni informazioni dettagliate su alimentazione, stile di vita e condizioni di salute.

Durante il periodo di osservazione sono stati diagnosticati 278 casi di tumore gastrico.

Il rischio aumenta con il consumo quotidiano

Dopo aver tenuto conto di diversi fattori potenzialmente in grado di influenzare il rischio oncologico, i ricercatori hanno osservato che chi consumava almeno una porzione al giorno di bevande zuccherate presentava un rischio di tumore gastrico 2,45 volte superiore rispetto a chi ne consumava meno di una porzione al mese.

L'associazione è stata osservata sia negli uomini sia nelle donne. Tra le partecipanti al Nurses' Health Study, in particolare, il consumo di più di una bevanda zuccherata al giorno era associato a un rischio di tumore gastrico 3,04 volte maggiore rispetto alle donne che ne consumavano molto raramente.

Nel gruppo delle bevande zuccherate rientravano bibite gassate, punch, limonate e bevande sportive. Un ulteriore elemento emerso dall'analisi riguarda il fruttosio, uno dei principali zuccheri presenti in queste bevande: anche un consumo complessivamente più elevato di fruttosio risultava associato a una maggiore incidenza di tumore gastrico.

Nessuna associazione per le bevande dolcificate artificialmente

Il risultato è apparso differente per le bevande contenenti dolcificanti artificiali. Dopo gli aggiustamenti statistici per gli altri fattori di rischio, un consumo maggiore di queste bevande non è risultato associato a un aumento dell'incidenza di tumore gastrico.

Nello studio, questa categoria comprendeva principalmente bevande gassate a basso contenuto calorico.

Il dato è particolarmente interessante perché suggerisce che l'associazione osservata non possa essere attribuita semplicemente al consumo di bevande dolcificate in quanto tale. Tuttavia, i risultati non consentono di stabilire quali componenti delle bevande zuccherate possano essere coinvolti né attraverso quali meccanismi biologici.

Il possibile ruolo di Helicobacter pylori

I ricercatori hanno inoltre preso in considerazione l'infezione da Helicobacter pylori, batterio noto per essere uno dei principali fattori di rischio per il tumore gastrico.

Le informazioni sulla presenza dell'infezione erano disponibili soltanto per un sottogruppo di 940 partecipanti. Poco più di un terzo presentava evidenze di infezione, ma non è stata osservata un'associazione tra il consumo di bevande zuccherate e la presenza di H. pylori.

Questo risultato non esclude necessariamente un ruolo dell'infezione nell'interpretazione complessiva del rischio, anche perché la disponibilità di dati riguardava soltanto una parte dei partecipanti.

Un'associazione che non dimostra un rapporto causale

Il principale limite dello studio riguarda la sua natura osservazionale. I risultati mostrano una relazione statistica tra consumo di bevande zuccherate e tumore gastrico, ma non dimostrano che le bevande zuccherate provochino direttamente il cancro.

Non è quindi possibile escludere che altri fattori, anche dopo gli aggiustamenti effettuati dai ricercatori, contribuiscano alla differenza di rischio osservata tra i gruppi.

Tra le limitazioni figurano inoltre le informazioni incomplete sull'infezione da H. pylori e sulla storia familiare di tumore gastrico. La popolazione studiata era prevalentemente bianca, un elemento che rende inoltre difficile stabilire se la relazione osservata possa essere diversa in altri gruppi etnici.

Perché il risultato merita attenzione

Nonostante questi limiti, la ricerca presenta alcuni punti di forza rilevanti. Il numero elevato di partecipanti, il lungo periodo di osservazione e la disponibilità di informazioni dettagliate su alimentazione e stile di vita hanno consentito di considerare numerosi potenziali fattori confondenti.

Il tumore gastrico rappresenta una delle principali cause di morte per cancro a livello mondiale, mentre le conoscenze sul possibile ruolo dell'alimentazione nella sua insorgenza rimangono meno consolidate rispetto ad altri tumori.

Secondo i ricercatori, questo è il primo studio a documentare un'associazione tra consumo di bevande zuccherate e tumore gastrico in una popolazione statunitense. Saranno tuttavia necessari ulteriori studi per verificare il risultato in altre popolazioni e, soprattutto, per comprendere se esista un meccanismo biologico in grado di spiegare la relazione osservata.

Per ora, dunque, il dato va interpretato come un segnale epidemiologico, non come la dimostrazione che le bevande zuccherate causino il tumore gastrico.

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