Salute

Tè amico delle ossa, troppo caffè può indebolirle

Tè amico delle ossa, troppo caffè può indebolirle

Rilevata una possibile associazione tra consumo di tè e maggiore densità minerale ossea dell’anca. Il caffè, invece, non sembra avere effetti negativi a dosi moderate, mentre oltre cinque tazze al giorno è associato a una densità ossea più bassa, soprattutto in presenza di un elevato consumo di alcol

04 settembre 2026 | 12:00 | T N

Tè e caffè potrebbero avere effetti differenti sulla salute dello scheletro nelle donne anziane. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Flinders University e pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients, che ha analizzato per un periodo di dieci anni le abitudini di consumo di bevande di quasi 10.000 donne di almeno 65 anni.

I ricercatori hanno utilizzato i dati dello Study of Osteoporotic Fractures, monitorando nel tempo il consumo di caffè e tè e mettendolo in relazione con la densità minerale ossea, uno dei principali indicatori utilizzati per valutare il rischio di osteoporosi e fratture.

Le misurazioni hanno riguardato in particolare l’anca e il collo del femore, due aree dello scheletro particolarmente importanti nella valutazione del rischio di frattura nelle persone anziane.

Il tè mostra un piccolo vantaggio

Le donne che consumavano tè presentavano una densità minerale ossea complessiva dell’anca leggermente superiore rispetto a quelle che non lo bevevano. La differenza rilevata dai ricercatori è stata contenuta, ma statisticamente significativa.

Secondo gli autori, anche variazioni apparentemente modeste della densità ossea possono avere un impatto sulla salute pubblica quando vengono considerate su popolazioni numerose, contribuendo potenzialmente a ridurre il numero complessivo di fratture.

Una delle possibili spiegazioni potrebbe risiedere nella composizione del tè. Questa bevanda contiene infatti catechine, una famiglia di composti polifenolici che potrebbe favorire la formazione del tessuto osseo e rallentarne i processi di degradazione.

Il caffè non è necessariamente un nemico

Per il caffè il quadro è più articolato. Un consumo moderato, nell’ordine di due o tre tazze al giorno, non è risultato associato a effetti negativi sulla densità minerale ossea.

Il segnale cambia invece quando il consumo diventa molto elevato. Le donne che dichiaravano di bere più di cinque tazze di caffè al giorno mostravano valori inferiori di densità minerale ossea.

Il dato non dimostra tuttavia che il caffè sia direttamente responsabile della perdita di massa ossea. Trattandosi di uno studio osservazionale, i ricercatori hanno individuato un'associazione statistica, ma non possono stabilire un rapporto diretto di causa ed effetto.

Tra i possibili meccanismi biologici è stata considerata la caffeina. Alcuni studi sperimentali hanno infatti evidenziato la possibilità che questa sostanza interferisca con l'assorbimento del calcio e con il metabolismo osseo. L'effetto, comunque, sarebbe contenuto e potrebbe essere compensato, almeno in parte, dall'aggiunta di latte alla bevanda.

Alcol e obesità modificano le associazioni

Lo studio ha inoltre evidenziato che il rapporto tra consumo di queste bevande e salute delle ossa può variare in funzione delle caratteristiche individuali e dello stile di vita.

L'associazione negativa osservata con un consumo molto elevato di caffè risultava più pronunciata nelle donne caratterizzate da un maggiore consumo cumulativo di alcol nel corso della vita.

Per il tè, invece, l'associazione con una maggiore densità ossea appariva più evidente tra le donne con obesità.

Il risultato suggerisce quindi che non sia possibile valutare l'effetto di una singola bevanda separatamente dagli altri fattori che influenzano la salute dello scheletro.

Nessuna rivoluzione nelle abitudini alimentari

I ricercatori invitano comunque a non interpretare i risultati come un invito a eliminare il caffè o a consumare grandi quantità di tè. Le differenze osservate sono infatti relativamente piccole e non sembrano giustificare cambiamenti drastici nelle abitudini individuali.

Il messaggio principale riguarda piuttosto la moderazione. Un consumo moderato di caffè appare compatibile con la salute delle ossa, mentre quantità molto elevate potrebbero essere meno favorevoli, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio.

Parallelamente, il consumo abituale di tè potrebbe offrire un piccolo contributo positivo alla conservazione della densità ossea nelle donne anziane.

Calcio e vitamina D restano fondamentali

Nonostante l'interesse suscitato dai risultati, tè e caffè non possono essere considerati strumenti di prevenzione dell'osteoporosi in senso stretto.

La salute dello scheletro dipende da numerosi fattori e, come ricordano i ricercatori, calcio e vitamina D rimangono elementi fondamentali, insieme all'attività fisica e a un'alimentazione equilibrata.

La ricerca aggiunge però un tassello interessante al dibattito sugli effetti a lungo termine delle bevande più consumate al mondo. Per le donne in età avanzata, quella quotidiana tazza di tè potrebbe dunque rappresentare qualcosa di più di un semplice rituale: un piccolo elemento all'interno di uno stile di vita complessivamente favorevole alla salute delle ossa.

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