Salute
Bibite zuccherate e succhi di frutta: il rischio per la pressione inizia già da bambini
Un ampio studio seguito per 25 anni rivela che il consumo abituale di bevande zuccherate e di elevate quantità di succhi di frutta durante l'infanzia aumenta il rischio di sviluppare ipertensione in età adulta. Gli esperti invitano a privilegiare la frutta fresca e l'acqua, senza demonizzare il succo di frutta ma consumandolo con moderazione
28 luglio 2026 | 13:00 | T N
Le scelte alimentari compiute durante l'infanzia possono lasciare un'impronta sulla salute cardiovascolare per tutta la vita. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Circulation dell'American Heart Association, secondo cui il consumo regolare di bibite zuccherate e di grandi quantità di succo di frutta fin dai primi anni di vita è associato a un aumento del rischio di sviluppare ipertensione da adulti.
La ricerca rafforza il messaggio che la prevenzione delle malattie cardiovascolari inizia molto prima della comparsa dei primi sintomi e passa anche dalle bevande che finiscono quotidianamente sulla tavola.
Più bibite zuccherate, maggiore il rischio
Lo studio ha coinvolto oltre 25.700 persone, seguite dall'età compresa tra i 9 e i 16 anni fino ai 36 anni, per un periodo massimo di 25 anni.
I risultati mostrano che chi consumava almeno due porzioni al giorno di bevande zuccherate – come bibite gassate, tè zuccherati, bevande sportive, limonate e succhi di frutta con zuccheri aggiunti – presentava un rischio di sviluppare ipertensione superiore del 52% rispetto a chi le consumava raramente.
Anche le singole categorie evidenziano un'associazione significativa: ogni porzione giornaliera di bibita gassata aumenta il rischio del 23%, mentre una bevanda sportiva al giorno è associata a un incremento del 36%.
Anche il succo di frutta va consumato con moderazione
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il succo di frutta, spesso percepito come una bevanda salutare.
I ricercatori hanno osservato che bere almeno una porzione e mezza al giorno di succo di frutta è associato a un rischio di ipertensione superiore del 35% rispetto a chi lo consuma meno di una volta alla settimana.
Gli autori precisano tuttavia che il problema emerge soprattutto con consumi elevati. Un bicchiere occasionale di succo di frutta 100% non rappresenta un rischio particolare nell'ambito di una dieta equilibrata, mentre un consumo quotidiano abbondante può apportare quantità importanti di zuccheri facilmente assimilabili e prive delle fibre naturalmente presenti nel frutto intero.
La frutta fresca è la scelta migliore
L'analisi suggerisce che sostituire ogni giorno una bevanda zuccherata con una porzione di frutta fresca potrebbe ridurre il rischio di sviluppare ipertensione del 22%.
Anche sostituire il succo di frutta con frutta intera comporterebbe una riduzione del rischio pari al 19%.
Il vantaggio della frutta fresca risiede proprio nella sua composizione: oltre agli zuccheri naturali contiene fibre, vitamine, sali minerali e numerosi composti antiossidanti che rallentano l'assorbimento degli zuccheri e favoriscono un migliore equilibrio metabolico.
Cosa possono fare i consumatori
Il messaggio dello studio non è eliminare completamente il succo di frutta, ma ridimensionarne il ruolo all'interno dell'alimentazione quotidiana.
Per proteggere la salute cardiovascolare gli esperti consigliano di:
- preferire l'acqua come bevanda abituale durante la giornata;
- limitare il consumo di bibite zuccherate, comprese quelle sportive e le bevande aromatizzate;
- scegliere, quando possibile, frutta fresca invece del succo;
- se si consuma succo di frutta, optare esclusivamente per prodotti al 100% senza zuccheri aggiunti e limitarne le quantità, idealmente a un piccolo bicchiere occasionale;
- abituare i bambini fin da piccoli a bere acqua durante i pasti, evitando che le bevande zuccherate diventino un'abitudine quotidiana.
Prevenzione fin dall'infanzia
Secondo gli autori dello studio, l'ipertensione compare oggi sempre più frequentemente anche nei giovani adulti e, in alcuni casi, già durante l'adolescenza. Per questo motivo intervenire precocemente sulle abitudini alimentari rappresenta una delle strategie più efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare futuro.
Gli stessi ricercatori ricordano però che si tratta di uno studio osservazionale, che evidenzia un'associazione ma non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, insieme alle numerose evidenze già disponibili, i risultati confermano l'importanza di limitare gli zuccheri liquidi nella dieta quotidiana e di favorire il consumo di alimenti freschi e poco trasformati, a partire dall'infanzia.
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