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L’olio d’oliva in Thailandia: le potenzialità inespresse per l’Italia
La Spagna domina col 65% dell’olio vergine di oliva venduto in Thailandia ma i consumatori thailandesi identificano spesso il prodotto con l’Italia. Lenta ma costante la crescita dei consumi
28 gennaio 2026 | 12:00 | C. S.
Quanto può essere interessante il mercato thailandese per l’olio di oliva italiano? Molto, poiché sebbene la Spagna abbia la più grande quota di mercato nel paese i consumatori thailandesi identificano spesso il prodotto con l’Italia.
Ovviamente gli oli di oliva sono un prodotto di nicchia in Thailandia.
Dal punto di vista economico il mercato vale solo 27 milioni di dollari USA nel 2024.
La Spagna è leader di mercato e nel 2024 ha ottenuto in termini di volume una quota del 65% per l’olio di oliva vergine e dell’87% per l’olio d’oliva. Il prossimo concorrente, a grande distanza (29% di quota), è l'Italia.
Tra le barriere non tariffarie c’è l’obbligo di esportare attraverso un importatore registrato, che deve occuparsi dei processi amministrativi, come la consegna della Dichiarazione Alimentare e il certificato di qualità alla FDA. Sono regolamentate anche l'etichettatura e l'approvazione di tutte le pubblicità legate agli alimenti.
Altro elemento positivo, oltre all’immaginario dei consumatori è la lenta ma costante crescita delle vendite, da circa l’1-2% al 2028, non solo grazie ai consumatori locali ma anche ai turisti e agli stranieri che si trasferiscono in Thailandia.
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