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Raccolta precoce delle olive in Spagna: si abbassano le stime produttive del 20%
Se persisteranno le alte temperature e la mancanza di precipitazioni, le previsioni di produzione per l’intero settore potrebbero volgere al peggio. La scomparsa degli autunni piovosi stanno alterando il ciclo produttivo dell'olivo e influenzando direttamente la lipogenesi
22 ottobre 2025 | 12:00 | C. S.
Il Consiglio settoriale dell'olio d'oliva delle cooperative agroalimentari dell'Andalusia ha fatto il punto sulla campagna 2024/2025, conclusasi ufficialmente il 30 settembre, e ha analizzato le prospettive della campagna 2025/2026, che sta per iniziare e che sarà condizionata dalla scarsità di piogge.
La campagna olearia appena chiusa ha visto buoni dati complessivi: con una produzione finale superiore a 1,4 milioni di tonnellate e scorte finali pari a 290.200 tonnellate, una cifra inferiore di 71.000 tonnellate alla media delle ultime cinque campagne grazie al buon ritmo delle vendite sul mercato.
Il 1 ottobre è iniziata ufficialmente la campagna 2025/2026, per la quale le stime ufficiali collocano la produzione intorno alle 1.372.000 tonnellate, una cifra leggermente inferiore alla precedente. Tuttavia, queste previsioni potrebbero variare in negativo se persisteranno le alte temperature e la mancanza di precipitazioni.
Il 60% degli oliveti andalusi è tradizionale e non irrigato, il più esposto agli effetti del cambiamento climatico. La scarsità d'acqua, le estati prolungate e la scomparsa degli autunni piovosi stanno alterando il ciclo produttivo dell'olivo e influenzando direttamente la lipogenesi, il processo biologico di formazione dell'olio all'interno del frutto.
Nelle prime aziende agricole che hanno iniziato la raccolta precoce dell'olio, si stima già una riduzione fino al 20% della resa rispetto alle previsioni iniziali.
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