Mondo
La guerra russo-ucraina entra nel mondo dell'olio di oliva
Il World Olive Oil Exhibition conclusosi il 9 marzo ha fatto emergere i primi effetti legati alla grave crisi internazionale: molta incertezza da parte degli operatori e una generale sensazione di instabilità
18 marzo 2022 | Claudio Vignoli
Dal 6 al 9 marzo sono stato in Spagna su invito di Extenda, l’Agenzia per la Promozione del Commercio del Governo dell’Andalusia, nell’ambito di una missione commerciale organizzata da questo Ente per la promozione dell’olio EVO spagnolo in occasione della fiera WORLD OLIVE OIL EXHIBITION che si è tenuta a Madrid l’8 e il 9 marzo.
Si è trattato di un momento di incontro e confronto con altri Buyer provenienti da molti Paesi (USA, Korea del Sud, Francia, Polonia, U.K., Belgio, Kazakistan, Messico) selezionati da Extenda che ci ha permesso di visitare due eccellenze rappresentative della Regione di Cordova: la Cooperativa De Guadalupe di Baena e l’azienda privata Molino Suerte Alta sempre nelle vicinanze di Baena. In questa Regione dell’Andalusia il fiore all’occhiello è proprio la Denominazione d'Origine Baena, che racchiude, territorialmente gli 8 “comuni” di Doña Mencía, Luque, Nueva Carteya, Zuheros, Albendín, Castro del Río, Cabra e Baena. In una parola, l’area sud della Provincia di Cordova, fino alle pendici della catena montuosa Subbética. La Coopertativa De Guadalupe con le sue molteplici linee di produzione che permettono di molire le olive nell’arco di 24 ore dalla raccolta, è sicuramente esemplificativa dei metodi produttivi che hanno permesso alla Spagna di essere oggi il primo produttore mondiale di olio di oliva: coltivazione intensiva e meccanizzazione dei processi. L’azienda privata Molino Suerte Alta, invece, è un bell’esempio di conversione al biologico e di attenzione alla tradizione: dei suoi 255 ettari di oliveto, infatti, solo il 20% è a coltivazione intensiva.
I giorni 8 e 9 marzo assieme al gruppo di Extenda ho potuto visitare il WOOE, World Olive Oil Exibition, una delle più importanti fiere dedicata all’olio di oliva che si tiene annualmente a Madrid. Sicuramente il WOOE è il luogo più adatto, a livello commerciale, per portare all’attenzione dei buyer di tutto il mondo le migliori produzioni olearie. Nel mio caso ho avuto modo, grazie agli incontri B2B organizzati da Extenda, di conoscere alcuni operatori spagnoli e di partecipare a una preziosa seduta di assaggio sugli oli Andalusi tenuta dall’esperto Alfonso Fernandez, consulente e assaggiatore di fama internazionale.
Nel complesso, però, i due giorni di Fiera sono stati un momento utile per sondare il mercato oleario, in un momento particolarmente delicato come quello attuale. Da quanto ho potuto constatare personalmente durante la mia visita, il clima era di generale incertezza al punto che i player seri hanno preferito bloccare le contrattazioni. Un tentativo per arginare la bolla speculativa che sta investendo il settore da quando è scoppiata la guerra in Ucraina. Il blocco dell’export di olio di girasole da questo Paese (che è uno dei principali produttori mondiali) infatti ha subito creato un pericoloso effetto domino che ha investito la filiera. Ha spinto i produttori, da un lato, a contingentare le scorte e i player dell’industria alimentare, dall’altro, a indirizzarsi verso altri oli vegetali. Tra questi, anche l’olio di oliva raffinato, che ha visto un immediato rialzo di prezzo grazie alla crescente domanda da parte dell’industria delle conserve a corto di forniture.
La speculazione sta generando reazioni spesso contrapposte. Molti operatori, infatti, hanno scelto di cavalcarla, girando a proprio favore il generale aumento dei listini, con il rischio di esaurire a breve le scorte di prodotto. Altri invece stanno garantendo la fornitura di olio di oliva raffinato esclusivamente ai clienti storici e solo per quantità limitate.
Un tentativo per ristabilizzare il mercato e contrastare questo pericoloso gioco al rialzo che alla lunga può essere molto controproducente. Lo scenario più verosimile, all’attuale stato delle cose? Con il perdurare della crisi c’è il rischio che l’industria conserviera assorba tutto lo stock di olio di oliva raffinato in pochi mesi lasciando così “ a secco” i compratori tradizionali di questo prodotto con conseguenti effetti disastrosi.
Guardando poi al segmento B2C, sono convinto che per il momento il rialzo dei prezzi, soprattutto quelli a scaffale, non sarà immediato né esponenziale. Gli accordi tra industria e GDO, infatti, sono già stati definiti. Non è però da escludere che, se l’attuale emergenza bellica ed energetica non si risolve nel breve, anche la GDO sarà costretta a rivedere i prezzi. Con il conseguente rischio che il consumatore finale decida di contrarre i consumi di olio di oliva o di orientarsi verso surrogati più economici (come la margarina vegetale).
A pesare sull’incremento dei costi, tuttavia, potrebbe aggiungersi anche un altro importante fattore, l’emergenza climatica: le previsioni degli agronomi, infatti, per la prossima raccolta olearia non sono affatto positive. I lunghi mesi di siccità estrema, soprattutto in Spagna, che per il momento non vedono tregua, potrebbero pesare parecchio sulla resa e sulla qualità del prossimo raccolto.
Un particolare ringraziamento alle rappresentanti di Extenda Maria Jesus Guerrero Paredes della sede di Siviglia, Angela Cabello della sede Extenda di New York e Jordi Boada, Responsabile Extenda in Florida.
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