Mondo

Gli italiani meno spreconi di cibo rispetto agli altri popoli occidentali

Gli italiani meno spreconi di cibo rispetto agli altri popoli occidentali

Cibo della tradizione in prevalenza per russi e cinesi, italiani al top per la scelta del cibo mediterraneo, russi e tedeschi puntano all'economicità degli acquisti

28 settembre 2021 | C. S.

Gli italiani guidano la classifica dei cittadini più virtuosi, con solo poco più di mezzo chilo (529 grammi) di cibo sprecato a testa nell'arco di una settimana. Gli statunitensi autodenunciano lo spreco di quasi un chilo e mezzo (1453 grammi) di cibo settimanale, seguiti dai cinesi con 1153 grammi, quindi i canadesi con 1144 grammi, seguono i tedeschi con 1081 grammi, e quindi, sotto il kg, arrivano i cittadini inglesi (949 grammi), spagnoli (836 grammi) e i russi, (672 grammi).

In termini di scelte alimentari, cibo della tradizione in prevalenza per russi e cinesi, italiani al top per la scelta del cibo mediterraneo, russi e tedeschi puntano all'economicità degli acquisti, 4 cittadini cinesi su 10 guardano invece alla qualità.

Questi alcuni dei risultati contenuti nel Primo rapporto 'G8 dello spreco alimentare' che ha coinvolto 8 Paesi, Stati Uniti, Cina, Canada, UK, Russia, Germania, Spagna e Italia. L'indagine è stata rivolta a un migliaio di cittadini per ogni Paese (campione rigorosamente statistico) per sensibilizzare sui temi dello spreco alimentare domestico in vista della 2/a Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, il 29 settembre, e presentata oggi a Roma.

Il rapporto, il primo a livello globale, realizzato dall'Osservatorio Waste Watcher International, e promosso dalla campagna Spreco Zero con Ipsos e l'Università di Bologna, evidenzia in generale la divisione tra Paesi europei e Paesi nordamericani/Cina: in termini di frequenza dello spreco gli intervistati europei segnalano livelli più bassi (una media del 68% degli intervistati dichiara di sprecare meno di una volta alla settimana) mentre i nordamericani segnalano livelli più alti di spreco alimentare (una media del 57% degli intervistati dichiara di sprecare meno di una volta a settimana).

Potrebbero interessarti

Mondo

Caso glifosato, stop alle cause legali negli Stati Uniti

La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti potrebbe ridimensionare in modo drastico il contenzioso che da quasi dieci anni grava su Bayer dopo l'acquisizione di Monsanto. Bayer vola in Borsa, ma il dibattito sul glifosato resta aperto

01 luglio 2026 | 12:00

Mondo

Limite steroli sull'olio di oliva Coratina, la vittoria italiana

Con le decisioni assunte in Portogallo, l’olio prodotto dalla cultivar Coratina rientra perfettamente e a pieno titolo nei parametri standard per essere giustamente classificato come olio extravergine d’oliva di alta qualità

01 luglio 2026 | 11:05

Mondo

Il mercato globale dell'olio di oliva, a Lisbona il settore si confronta sulle sfide future

Il 123° Consiglio dei Membri del Consiglio oleicolo internaizonale e la riunione del Comitato Consultivo hanno tracciato le priorità per il comparto: dalla sostenibilità alla certificazione dei crediti di carbonio, fino all'espansione in nuovi mercati come il Brasile

30 giugno 2026 | 18:15

Mondo

Olive da tavola con meno sale e più valore nutrizionale

Olives4Health, un progetto greco, unisce ricerca, innovazione e sostenibilità per sviluppare nuove tecnologie di trasformazione, ridurre il contenuto di sodio e valorizzare i sottoprodotti della filiera, rafforzando la competitività internazionale del comparto

30 giugno 2026 | 09:00

Mondo

Olivicoltura spagnola a rischio: con i prezzi attuali oltre il 75% degli oliveti non copre i costi

L’Associazione Spagnola dei Comuni dell’Olivo lancia l’allarme dalla Dichiarazione di Adamuz: il crollo delle quotazioni dell’olio extravergine mette a repentaglio la sopravvivenza dell’olivicoltura tradizionale e di montagna

29 giugno 2026 | 13:00

Mondo

L’olio d’oliva spagnolo perde colpi in patria

In cinque mesi crollo del 10,5% nelle vendite spagnole di olio di oliva. Il dato più drammatico riguarda l’extravergine, che arretra del 16,2%. Un segnale che il settore non può più ignorare

29 giugno 2026 | 09:00