Italia
Vendemmia in Veneto, si prepara un 2010 importante
Un segno + 4,5 per cento rispetto al 2009. Presentati i dati sulle previsioni vendemmiali promossa da Veneto Agricoltura–Europe Direct in collaborazione con Regione Veneto ed Avepa. La soddisfazione dell'assessore Manzato
04 settembre 2010 | C. S.
Veneto sempre più leader in Italia nella vendemmia e nella produzione di vino con circa il 20% del totale nazionale. Questo, insieme ai dati che vedono nel 2010 una raccolta, in regione, del 4,5% superiore al 2009, gli elementi più significativi emersi nel convegno dedicato alle previsioni vendemmiali nel Nord-Est dâItalia svoltasi oggi a Legnaro (PD) presso la Corte Benedettina (di Veneto Agricoltura) ed organizzato anche questâanno da Veneto Agricoltura â Europe Direct, con la collaborazione di Regione Veneto e Avepa.
âIl dato ci conforta â ha affermato lâAssessore Regionale allâAgricoltura Franco Manzato â ma allo stesso tempo ci responsabilizza come istituzioni e come comparto produttivo, a partire dai consorzi, nellâindividuare la strada migliore per promuovere questa eccellenza veneta. Il nostro agroalimentare â continua Manzato â somma peculiarità di pregio assoluto, in particolare il vino, nel sostenere le quali la politica e la finanza devono recitare un ruolo da protagonisti. In questo senso La Regione Veneto ha avviato un processo di razionalizzazione e sburocratizzazione del servizio pubblico al servizio degli imprenditori agricoli come lo sportello unico per le imprese, in accordo con le Province. Ci sono â conclude â a partire dallâimminente âConferenza Regionale dellâAgricolturaâ, che si svilupperà su più incontri, il primo il prossimo 1° ottobre, tutti i presupposti per fare squadra tra istituzioni e con gli operatori economici e le categoria facendo sintesi degli interessi in campo rivolti verso una visione strategica comune che guarda al futuroâ.
âVerona e Treviso â ha affermato Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura â insieme allâexploit di Vicenza e al risultato tendenzialmente positivo delle altre Province, hanno ancora una volta trainato il settore verso unâannata buona in termini di raccolta di uve. Dobbiamo crescere ancora di più, in sinergia con i produttori e i consorzi, per promuovere al meglio questa tipicità apprezzata dappertutto e che sta dando tante soddisfazioniâ.
Lâincontro di questâanno è stato suddiviso in due momenti ed ha visto seguire allâillustrazione dei dati previsionali 2010 un focus di approfondimento sul nuovo ruolo dei consorzi di tutela di fronte alle opportunità offerte dalla riformata Organizzazione Comune di Mercato Vitivinicola.
Per quanto riguarda i dati cominciamo col dire che la vendemmia 2010 consegna un Veneto lanciato verso un + 4,5% di raccolta uve rispetto al 2009 (nella sola provincia di Rovigo si assiste ad una contrazione significativa in termini percentuali: -17%). In particolare nelle province di Verona e Treviso, dove si concentrano i tre quarti della produzione vinicola veneta, si annuncia un discreto incremento della raccolta (+2,8% a Treviso con 4,2 milioni di quintali circa e +5% a Verona con 4,3 milioni di quintali circa). Lâincremento maggiore si registra comunque a Vicenza (+10%) mentre nelle altre province, con lâesclusione di Rovigo, si annuncia un aumento medio del 3-4%.
Complessivamente la produzione 2010 del vigneto veneto dovrebbe sfiorare gli 11,5 milioni di quintali di uva.
Rispetto al grado zuccherino si stimano gradazioni mediamente inferiori rispetto al 2009.
Dettagliando ulteriormente per provincia lâaumento quantitativo di Belluno si giustifica con lâaumento delle superfici destinate a produzione di uva. Dei 1500 quintali circa di uva raccolta metà saranno a bacca bianca. Padova si attesterà su una raccolta di 615.000 quintali su meno di 5000 ettari vitati: 245.000 i quintali di uva a bacca bianca il resto a bacca rossa. Continua la contrazione della superficie vitata a Rovigo che conta oggi 250 ettari. Dei 16.200 quintali prodotti 9.500 saranno a bacca rossa il resto a bacca bianca. Per Venezia si stima una produzione di uve di circa 790.000 quintali di cui 370.000 a bacca bianca. Vicenza, come detto, in grande spolvero (+10% sul 2009 con 1,37 milioni di quintali raccolti) soprattutto per quanto attiene le uve a bacca rossa dellâovest vicentino e per la zona DOC Breganze. A chiudere Verona e Treviso le province di riferimento.
Per quanto riguarda Verona, che assomma una raccolta di 4,3 milioni di quintali circa, buono lâaumento delle uve a bacca rossa, in particolare la corvina. Relativamente a Treviso, dove la vendemmia rispetto al 2009 sarà ritardata di una decina di giorni, su 4,2 milioni di quintali prodotti (di cui 3,14 milioni a bacca bianca) si registra un leggero incremento di resa per le uve a bacca bianca (Prosecco, Pinot) e una leggera flessione delle rese ad ettaro per le uve a bacca rossa (Merlot, Cabernet). Guardando alle altre Regioni del Nord-Est da notare come la produzione nella Provincia Autonoma di Bolzano risulterà maggiore nel 2010 rispetto al 2009, mentre per quanto riguarda la Provincia Autonoma di Trento, considerato che Pinot grigio e Chardonnay costituiscono assieme il 50% dellâintera produzione, la vendemmia (70% uve bianche) sarà nel 2010 quantitativamente superiore (+5%) rispetto al 2009. Buona anche la produzione del Friuli Venezia Giulia, comunque superiore ai quantitativi raggiunti nel 2009. In particolare in Provincia di Gorizia si stima un quantitativo di 370.000 quintali (75% uve bianche) mentre a Trieste la produzione si attesta sui 14.000 quintali.
I dati sono stati presentati da Antonio Calò, Presidente dellâAccademia Italiana della vite e del vino e da Giancarlo Prevarin, Presidente italiano di Assoenologi, mentre al focus, coordinato da Renzo Michieletto di Veneto Agricoltura â Europe Direct hanno partecipato Michele Zanardo, del Comitato Nazionale Vini, Riccardo Ricci Curbastro di Federdoc, Carlo Favero del Consorzio tutela vini Lison Pramaggiore, Giancarlo Vettorello del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene e Aldo Lorenzoni del Consorzio tutela Vini Soave.
Fonte: Mimmo Vita
Potrebbero interessarti
Italia
Sol d'Oro: dal sud Italia all'estremo oriente per valorizzare l'olio extravergine di oliva di eccellenza
Ecco il terzo gruppo di assaggiatori del Sol d'Oro: Simone De Nicola (Basilicata), Na Xie (Cina), Miciyo Yamada (Giappone), Milena Bucar Miklavic (Slovenia), Giuseppe Giordano (Calabria). Il problema? Una certa tendenza all’omologazione dei profili sensoriali
25 febbraio 2026 | 16:00
Italia
Nasce il Morellino di Scansano Superiore
La nuova menzione Superiore prevede un impiego minimo dell’85% di Sangiovese, con la possibilità di utilizzare altri vitigni a bacca nera non aromatici fino a un massimo del 15%, rese massime più contenute e un periodo di affinamento più lungo
25 febbraio 2026 | 12:00
Italia
Due giornate di alta specializzazione con oltre 50 assaggiatori di olio extravergine di oliva da tutta Italia
Presso la Fondazione Evooschool numerosa e qualificata la partecipazione di assaggiatori provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto
24 febbraio 2026 | 10:00
Italia
Sol d'Oro: conosciamo gli assaggiatori veneti e laziali del concorso oleario
Gli oli extravergine di oliva, oltre che a provenire da tutte le vocate regioni olivicole italiane, arrivano anche da: Croazia, Giordania, Grecia, Libano, Portogallo, Slovenia, Spagna, Turchia
24 febbraio 2026 | 08:45 | Giulio Scatolini
Italia
Rischi in agricoltura, i cambiamenti climatici impongono un cambio di paradigma
Nel 2025 il valore assicurato in Italia è salito a 9,94 miliardi di euro, un +3% rispetto al 2024. Il fondo mutualistico nazionale Agricat, a cui si aderisce in maniera volontaria ma che prevede un prelievo obbligatorio dagli aiuti diretti della Pac agli agricoltori, si va a combinare con le polizze ordinarie
23 febbraio 2026 | 09:00
Italia
Vinitaly con Masaf e ITA amplia il suo programma di promozione internazionale
La missione con il ministero dell’Agricoltura e ITA-Italian Trade Agency ci permetterà di esplorare opportunità e tendenze in un’area ad alto potenziale che comprende Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Afghanistan e Pakistan
22 febbraio 2026 | 11:00