Italia

Agricoltori protagonisti, uniti per vincere

Il motto della V Assemblea elettiva Cia sicuramente colpisce ma ancor più colpiscono i dati che sono stati snocciolati durante le sessioni di lavoro. Un agricoltore su tre sotto il giogo della criminalità organizzata?

27 febbraio 2010 | Duccio Morozzo della Rocca

Giuseppe Politi è stato riconfermato alla guida della Confederazione Italiana Agricoltori durante la V Assemblea elettiva Cia della settimana scorsa a Roma.

Nei tre giorni di incontri, prima delle votazioni, si è discusso di crisi, problemi e strategie di uscita per il settore agricolo italiano sotto lo slogan: Agricoltori Protagonisti, uniti per vincere.

Ad aprire i lavori è stato il presidente Giuseppe Politi che ha indicato le priorità per ridare slancio e vigore alle imprese agricole che oggi si confrontano con una grave e profonda crisi, sottolineando l’esigenza di pensare una nuova politica agricola nazionale.

Politi, ha chiesto maggiore attenzione e rispetto per un settore economico che coinvolge direttamente e indirettamente oltre 4,5 milioni di persone tra agricoltori, lavoratori e attività industriali direttamente collegate alla produzione agricola.

“Vogliamo contribuire -ha continuato il Presidente Cia- a costruire un riconosciuto ruolo degli agricoltori nella società e nell'economia, ma anche di governo nella nostra confederazione. Per il raggiungimento di questo obiettivo riteniamo fondamentale l'unità tra le rappresentanze degli agricoltori e delle loro forme di autotutela economica della produzione ad iniziare dalla cooperazione e dall'associazionismo, ma siamo fortemente convinti della necessita' di allargare l'orizzonte per coinvolgere quanti producono ricchezza nella nostra società con beni di consumo e servizi, per valorizzare il sapere imprenditoriale, il rischio d'impresa, la legalità e il lavoro".

Le imprese agricole hanno infatti difficoltà ad agire in un mercato sempre più ampio e concorrenziale e per questo è necessario un salto di qualità delle politiche, un progetto per lo sviluppo dell’agricoltura per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese, per promuovere e difendere il “made in Italy” alimentare. Occorre una politica agraria nazionale che consenta al nostro sistema produttivo di superare le difficoltà ed essere parte attiva della ripresa economica del paese. E gli agricoltori, dice Politi, devono svolgere un ruolo di veri protagonisti.

Criminalità in agricoltura
Largo spazio è stato dedicato al terzo rapporto “Criminalità in agricoltura”attraverso il quale la Cia ha denunciato la preoccupante situazione in cui versa l’Italia: più di 150 reati al giorno, sei ogni ora, un agricoltore su tre che ha subito e subisce gli effetti della criminalità organizzata che sempre più allunga i suoi tentacoli sulle campagne del nostro paese. Furti di attrezzature e mezzi agricoli, usura, racket, abigeato, estorsioni, “pizzo”, discariche abusive, macellazioni clandestine, danneggiamento alle colture, aggressioni, truffe nei confronti dell’Unione europea, “caporalato”, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo.
Un “business” che rende all’azienda “Mafie S.p.A.” oltre 50 miliardi di euro, pari a poco meno di un terzo dell’economia illegale in Italia.
Il rapporto Sos impresa sottolinea come questo fenomeno evidenzi il passaggio dalla gestione di mercati illegali e prodotti illegali (droga, prostituzione, …) a quelli legali, cioè quelli che interessano tutti gli italiani che, attraverso l'egemonia criminale sul prodotto e sulle reti, si ritrovano le mafie dentro casa, e per quanto riguarda i prodotti agricoli, addirittura a tavola”.

Agricoltura in pericolo
Il 2009 è stato decisamente negativo per il settore con trentamila imprese che sono state costrette a cessare l'attività. In calo la produzione (-3,8 per cento rispetto al 2008) e gli investimenti (-3,8%). Crolla il valore aggiunto che subisce un taglio del 5,2%. A picco i prezzi (-13,5 %). I redditi degli agricoltori, che lo scorso anno avevano bloccato il trend al ribasso, tornano a scendere pesantemente (-25,3%), mentre i costi (produzione, oneri sociali e burocrazia) s'impennano ancora una volta (+8,5 %). I consumi agroalimentari, dal canto loro, segnano una lievissima ripresa (+0,6%). Uno dei più difficili momenti degli ultimi trent'anni. Le imprese agricole -sottolinea la Cia- sono bloccate da oneri insostenibili, da un'asfissiante rapporto con l'Amministrazione pubblica, nazionale e locale, da un accesso al credito praticamente nullo e da prezzi che in molti settori sono ormai sottocosto. In questo modo appare sempre più difficile recuperare margini di efficienza e produrre reddito da destinare ai consumi, all'innovazione e agli investimenti.

Consumi in leggero aumento ma cambia carrello spesa
Cambia il carrello della spesa alimentare. Secondo un’indagine nazionale della Cia, nel 2009 sono diminuiti i consumi a tavola di pane, carne (in particolare bovina), vino e olio d'oliva, e cresciuti invece quelli di pasta, frutta, verdure e latte. Gli acquisti domestici, comunque, non cedono e, nonostante la crisi economica faccia sentire ancora i suoi effetti, registrano, in quantità, una lieve ripresa (più 0,6 per cento rispetto al 2008), mentre vedono una diminuzione in valore (circa meno 1,4 per cento nei confronti dell'anno precedente), favorita anche dal rallentamento dell'inflazione (i prezzi degli alimentari hanno avuto in media una contrazione dell'1,3 per cento su base annua). Per quanto riguarda il dettaglio per area geografica, i consumi domestici risultano in lieve aumento nel Nord-Est e nel Centro, stabili nel Nord-Ovest e al Sud. Le famiglie italiane, tuttavia, sono molto attente alle "promozioni" e comprano sempre di più nei "discount".

Il 60% delle famiglie ha cambiato il menù
Nel 2009 sei famiglie su dieci sono state costrette a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari, mentre il 42% ha ridotto la spesa. Il 35%ha optato per prodotti di qualità inferiore e il 30% ha comprato soltanto ''promozioni'', sempre più frequenti nella nostra catena distributiva, poco meno del 14% ha rinunciato a pranzi e cene fuori dalla mura domestiche (ristoranti, trattorie, tavole calde, fast food, pizzerie). Per riempire il carrello e per l'alimentazione in genere si sono spesi in media 482 euro e la spesa per generi alimentari rappresenta il 19,2 per cento di quella totale, per complessivi 145 miliardi di euro.

Illustri interventi
L’esigenza di un radicale cambiamento di rotta nella politica agraria nazionale è stato il filo comune degli interventi in Assemblea (tra gli altri, del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, del segretario del Pd Pierluigi Bersani, del presidente dell’Idv Antonio Di Pietro, del presidente di “Libera” Don Luigi Ciotti, del coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Dario Stefanoe del Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro) come anche delle dichiarazioni rilasciate a margine dei lavori, nonché dai messaggi inviati dalle tre più alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani e il presidente della Camera Gianfranco Fini. Tutti d’accordo, pur con alcuni distinguo sulle strategie da attuare, sulla necessità di fronteggiare la grave situazione in cui versano le imprese con politiche propulsive ed incisive al fine di rilanciare sviluppo e competitività.

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