Italia

I peggiori del 2009. Ecco la lista con i campioni della brutta figura

Il consueto elenco di chi ha meritato di ricevere il carbone. New entry e riconferme. L’anno appena trascorso è stato un disastro per la nostra agricoltura, e non solo. Ecco i nomi, di persone e gruppi, con le rispettive motivazioni

09 gennaio 2010 | Gelso Lo Scimmione



Brunellopoli e Chiantopoli, i consorzi: il re è nudo. Anzi la regina. Dopo anni di omertà anche nella regione nobile dell’Italia vitivinicola si scopre che la spazzatura è stata nascosta sotto il tappeto.

Ice: Ice che dice? Nulla se non apri il portafoglio. Le informazioni che il nostro Istituto per il commercio estero fornisce gratuitamente sono infatti elementari, un compito scolastico. Il resto? A pagamento. Ma gli imprenditori non avevano già pagato le tasse per mantenere questo Ente?

Buonitalia: l’Italia è buona, brava e bella ma non è la Francia. Uno sguardo ai nostri cugini d’Oltralpe non farebbe male ogni tanto. Un suggerimento: mandiamo i dirigenti Buonitalia a fare uno stage da Sopexa.

Fratelli Salazar: intoccabili sovrani dell’olio sono stati defenestrati dopo essere stati scoperti con le mani nell'olio, a distogliere fondi. Madrid non è Versailles, ma la caduta di una stirpe regnante fa sempre rumore.

Fiera del Levante: doveva essere il polo fieristico che nel Meridione doveva occuparsi del settore primario. Soldi ne arrivano tanti ma vengono anche dilapidati con leggerezza. Doveva gettare un ponte nel Mediterraneo, ma è l’ennesima incompiuta italiana.

Rai 3: l’unica trasmissione agricola su scala nazionale è su Rai 3. Agri 3, dopo essere stata mutilata, ridotta a qualche minuto, rischiava la chiusura. Voci si rincorrevano, accorati appelli per il salvataggio nell’indifferenza della dirigenza che si è “affrettata” a smentire dopo due settimane dalle prime indiscrezioni.

Gs e DìperDì: “ La nostra filosofia si fonda sul sorriso del cliente e sulla sua soddisfazione". Così recita il sito dei supermercati GS alla voce “I nostri valori”. Che bella storia edificante! E cosa dicono allora i manager di questa catena distributiva di fronte a una bottiglia di extra vergine da litro posta in vendita a 1 euro e 99 centesimi? La considerano forse una scelta etica?

Giuliano Soria, Premio Grinzane Cavour, Mercedes Bresso, Regione Piemonte: che bella storia! “Approcci di natura sessuale”, “comportamenti prepotenti”, “vessazioni sul posto di lavoro”. Interviene la magistratura e arresta Soria. E poi? Crolla un impero poggiato su emolumenti pubblici concessi con qualche spensieratezza dalla Regione Piemonte. E si tratta di milioni di euro!

Ferran Adria & Co: cucina molecolare, ristorazione creativa. Chimica sì, gastronomia no? Meglio imparare come si produce il gelato con l’azoto liquido piuttosto che sapere da dove proviene il pomodoro o le proprietà nutrizionali dell’extra vergine?

Banche e Basilea 2: Basilea 1 che fine ha fatto? Siamo passati direttamente alla fase due: strangolare le aziende e, al momento del bisogno, chiudere i rubinetti del credito. Le banche sono state salvate con fiumi di denaro ma si sono “dimenticate” di lanciare il giubbotto di salvataggio alle imprese.

Massimo Gargano: voltafaccia continui. Prima, in un suo intervento apparso su Italia Oggi, proclama l’addio alla Gdo, poche settimane dopo annuncia per contro un accordo con gruppo della grande distribuzione romano. Inutile cercare la coerenza in quel di via Rocca di Papa a Roma, vi troverete solo fiumi di denaro dispersi.

Luca Zaia: la poltrona di Ministro dell’agricoltura deve davvero scottare parecchio se nessuno vi sta seduto per più di due anni. In questo caso è stato il tempo sufficiente alla più grande e sfacciata operazione di autopromozione mai vista. Solo latte, solo Veneto. Un ufficio comunicazione molto efficiente ma niente di più, niente di nuovo. Sotto il vestito niente

Coldiretti Spa: chiamarla associazione agricola è anacronistico. Consorzi agrari, cooperative, Unaprol, farmer market… tutto pur di far soldi. Già perché i Caa sono destinati a chiudere, o a ridurre drasticamente il giro d’affari. Da qualche parte i soldi per mantenere un apparato burocratico sconfinato devono pure arrivare. Parola d’ordine? Arraffare.

Andreas Merz: la palma di campione del giornalismo sensazionalistico e urlato la merita. Guadagnata a pieni voti. Sparare ad alzo zero sulle aziende olearie fa sentire importanti e un po' eroi, ma rovina la credibilità di un settore. Basta alzare i toni e agitarsi contro l’industria dell'olio, ed è facile strappare applausi. E poi?

Giulio Tremonti: va bene la crisi, va bene tenere stretti i cordoni della borsa. Ma ora si esagera. Aver trovato i soldi per il Fondo di solidarietà nazionale non è un merito, è un dovere. Il resto? Briciole, e intanto l’agricoltura muore…

Alfonso Andria: Andria chi? Il Ministro ombra dell’agricoltura del Partito democratico. Già, è proprio un'ombra e nulla più...

Epap: agronomi e forestali, geologi e attuari: già sono pochi. Cornuti e mazziati no, o sì? Con un rendimento medio in cinque anni dello 0,58%, l’Ente segna un record negativo nel panorama previdenziale, professionale e non. Manco avessero assunto come consulenti quelli di Lehman Brothers… Beh, no, ne hanno acquistato solo i fondi… milioni di euro evaporati.

Michelle Obama: regina dell’eco-chic. Dopo aver lanciato l’orto biologico alla Casa Bianca ha scoperto che zappare costa fatica e sciupa l’acconciatura. Risultato? Progetto abbandonato, senza fanfare però.

Daewoo: la casa coreana, come tutte, si è avvantaggiata di laute sovvenzioni pubbliche utilizzate non per ripianare i debiti ma per dare il via alla campagna di accaparramento terre. Daewoo è stata tra le prime, con 300.000 ettari acquistati in Madagascar. Cinici.

Caa: in otto anni sono stati capaci di sperperare due miliardi di euro. Qualcosa come mille euro per ogni agricoltore. Il prezzo del monopolio… oltre a dover passare per le forche caudine, occorre anche pagarne l’inefficienza.

Mariann Fisher Boel: dopo il disastro va in pensione. Ci lascia con il budget agricolo significativamente ridotto, un’Ocm vino disastrosa e l’ultima stilettata: no all’agevolazione per il gasolio agricolo destinato al riscaldamento delle serre.

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