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I professionisti sanitari italiani devono riconoscere il valore dell'olio extravergine di oliva

I professionisti sanitari italiani devono riconoscere il valore dell'olio extravergine di oliva

L’Istituto Nutrizionale Carapelli sostiene 10.000 iscrizioni a un nuovo corso FAD ECM dedicato a medici e professionisti sanitari. Troppo divario tra consumo quotidiano e reale conoscenza dei benefici nutrizionali dell’olio extra vergine di oliva

09 agosto 2026 | 12:00 | C. S.

L’olio extra vergine di oliva occupa un posto centrale nelle abitudini alimentari degli italiani, ma il suo valore nutrizionale e il ruolo che svolge all’interno della Dieta Mediterranea non sono ancora pienamente conosciuti. Una distanza che rappresenta un tema rilevante anche per il comparto: accanto alle leve di prezzo e promozione, la crescita della categoria passa dalla capacità di costruire una conoscenza più solida del prodotto e delle sue caratteristiche. 

È in questo contesto che l’Istituto Nutrizionale Carapelli – Fondazione ETS sostiene 10.000 iscrizioni al nuovo corso FAD ECM “Alimentazione e ruolo centrale del medico nell’educazione alla prevenzione – Focus olio extra vergine di oliva e salute: evidenze scientifiche, qualità nutrizionale e meccanismi biologici”. 

Un investimento nella cultura di categoria promosso dall’Istituto Nutrizionale Carapelli, che si inserisce nel più ampio impegno di Carapelli Firenze per la valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva attraverso una conoscenza corretta e fondata su evidenze scientifiche. 

UN PRODOTTO QUOTIDIANO, ANCORA POCO CONOSCIUTO 

La survey “Olio e salute: quanto ne sappiamo?”, promossa dall’Istituto Nutrizionale Carapelli – Fondazione ETS, evidenzia un divario significativo tra consumo e consapevolezza. 

Il 50,5% degli intervistati dichiara di conoscere solo in parte, oppure di non conoscere nel dettaglio, i benefici clinici associati all’olio extra vergine di oliva e al modello alimentare mediterraneo. 

Allo stesso tempo, il 64% degli italiani afferma che le indicazioni di medici e nutrizionisti influenzano molto o abbastanza le proprie scelte di consumo. Un dato che conferma il ruolo dell’informazione qualificata nell’orientare i comportamenti alimentari e nel favorire una maggiore comprensione del valore del prodotto. 

Per la categoria, rafforzare la cultura dell’olio significa aiutare il consumatore a riconoscere gli elementi che determinano la qualità, comprendere le differenze tra i prodotti e attribuire maggiore valore alle caratteristiche nutrizionali e produttive dell’extra vergine. 

10.000 ISCRIZIONI PER PORTARE LA CULTURA DELL’OLIO NELLA PRATICA QUOTIDIANA 

L’Istituto Nutrizionale Carapelli sosterrà l’accesso al corso di 10.000 professionisti sanitari, favorendo la partecipazione a un percorso multidisciplinare che assegna quattro crediti ECM. 

Il programma è rivolto a medici, biologi, dietisti, farmacisti e infermieri e approfondisce il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione, dedicando un focus specifico all’olio extra vergine di oliva. 

«Investire nella formazione dei professionisti sanitari significa mettere la conoscenza scientifica al servizio delle persone e contribuire alla diffusione di una cultura alimentare più consapevole», dichiara Bruno Seabra, Presidente dell’Istituto Nutrizionale Carapelli – Fondazione ETS. «Per il comparto oleario, questo percorso rappresenta anche un contributo alla valorizzazione della qualità e alla comprensione delle caratteristiche che rendono l’extra vergine un elemento centrale dell’alimentazione mediterranea». 

DALLA RICERCA ALLA QUALITÀ DEL PRODOTTO 

Il corso integra le evidenze cliniche con contenuti direttamente legati al mondo produttivo e alla qualità dell’olio. 

Il programma affronta l’impatto delle tecnologie di estrazione sulle caratteristiche nutrizionali, l’evoluzione della qualità durante la conservazione e il ruolo dei componenti bioattivi. Sono inoltre approfonditi i meccanismi metabolici, le evidenze epidemiologiche disponibili e le opportunità legate alla valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione. 

Questa impostazione permette di leggere l’olio extra vergine di oliva lungo l’intero percorso che conduce dalla materia prima al consumo, mettendo in relazione ricerca scientifica, processi produttivi e qualità finale. 

La conoscenza diventa così uno strumento utile per comprendere perché origine, lavorazione, conservazione e composizione incidano sul valore del prodotto e sulla sua capacità di contribuire a un’alimentazione equilibrata. 

UNA FACULTY MULTIDISCIPLINARE 

La faculty riunisce docenti ed esperti provenienti dalla medicina generale, dalla pediatria, dalla nutrizione, dalla tecnologia alimentare e dalla medicina molecolare, appartenenti a diverse università italiane. 

La pluralità delle competenze consente di affrontare l’olio EVO in tutte le sue dimensioni, collegando gli aspetti clinici alla conoscenza della materia prima, dei processi e delle caratteristiche qualitative. 

«La nutrizione deve entrare con maggiore continuità nella pratica clinica quotidiana», sottolinea il professor Michele O. Carruba, Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Nutrizionale Carapelli. «Il corso offre ai professionisti strumenti aggiornati per tradurre le evidenze scientifiche in indicazioni applicabili, anche con riferimento al ruolo dell’olio extra vergine di oliva nel modello mediterraneo». 

CONOSCENZA E VALORE PER LA CATEGORIA 

Il progetto assume particolare rilievo in una fase in cui il comparto oleario è chiamato a rafforzare la capacità di raccontare il valore dell’extra vergine e di renderne più riconoscibili le caratteristiche. 

La formazione dei professionisti sanitari amplia la diffusione di informazioni fondate su evidenze scientifiche e contribuisce a costruire una maggiore consapevolezza presso il consumatore. Un percorso che può sostenere la categoria nel superamento di una lettura concentrata prevalentemente sul prezzo, favorendo una valutazione più completa del prodotto. 

Il progetto è stato presentato presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, nell’ambito dell’incontro “Scienza, Conoscenza, Nutrizione, Prevenzione”, con la partecipazione di rappresentanti del mondo medico, accademico e scientifico. 

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