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Clima estremo, due aziende agricole su tre colpite da eventi naturali

Clima estremo, due aziende agricole su tre colpite da eventi naturali

Tra il 2023 e il 2025 il 67,6% delle imprese ha subito danni, soprattutto a causa di grandinate, precipitazioni intense e ondate di calore. Ancora limitata la diffusione delle assicurazioni e scarsa la conoscenza del fondo AgriCat

04 agosto 2026 | 12:00 | C. S.

Tra il 2023 e il 2025 quasi sette aziende agricole italiane su dieci hanno subito danni provocati da eventi naturali estremi. A fotografare la crescente vulnerabilità del comparto è la sesta edizione di AGRIcoltura100, l'indagine promossa da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura, realizzata su un campione di oltre 3.800 aziende agricole distribuite sul territorio nazionale.

I dati confermano come il cambiamento climatico stia modificando profondamente il profilo di rischio dell'agricoltura italiana, con conseguenze sempre più rilevanti sia sulle produzioni sia sulla tenuta economica delle imprese.

Grandine, piogge intense e caldo estremo i nemici principali

Gli eventi più dannosi risultano essere precipitazioni intense, grandinate e tempeste, insieme alle ondate di caldo estremo, che hanno colpito il 40,2% delle aziende intervistate. Nel 24,6% dei casi i danni sono stati giudicati particolarmente gravi.

Seguono alluvioni ed esondazioni, che hanno interessato il 17% delle imprese, mentre gelo e brina hanno causato perdite al 15,2% del campione. Più contenuta, ma comunque significativa, l'incidenza di trombe d'aria e uragani (10,4%) e di frane e smottamenti (7,7%).

Le colture rappresentano l'elemento maggiormente esposto: il 92% delle aziende colpite ha registrato danni produttivi, mentre quasi un'impresa su quattro (23,4%) ha subito danni anche alle infrastrutture aziendali.

Aumenta la percezione del rischio

Secondo l'indagine, il 51% delle aziende agricole ritiene di essere esposto al rischio di grandinate e tempeste. La percezione cresce sensibilmente tra le imprese che hanno già vissuto eventi calamitosi, dove la quota raggiunge il 70-80%, segno che l'esperienza diretta rende più evidente la necessità di investire nella gestione del rischio.

L'agricoltura come presidio del territorio

Oltre a subire gli effetti del cambiamento climatico, il settore agricolo svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Occupando circa il 40% della superficie nazionale, le aziende contribuiscono alla manutenzione del territorio e alla mitigazione degli effetti degli eventi meteorologici estremi.

Quasi il 60% delle imprese adotta misure di difesa attiva, come la manutenzione dei fossi e dei sistemi di drenaggio, la gestione delle acque e la razionalizzazione dell'irrigazione, interventi che rafforzano la resilienza delle aziende e del territorio.

Assicurazioni ancora poco diffuse

Sul fronte della gestione economica del rischio, la ricerca evidenzia un ricorso ancora limitato agli strumenti assicurativi. Solo il 23,9% delle aziende dispone di una polizza contro precipitazioni e grandine, mentre le coperture per alluvioni ed esondazioni si fermano al 9,1% e quelle contro la siccità all'8,7%.

Ancora meno diffusi risultano i fondi di mutualità e gli accantonamenti aziendali, sebbene il loro utilizzo aumenti tra le imprese che hanno già subito danni significativi.

AgriCat: uno strumento ancora poco conosciuto

L'indagine dedica particolare attenzione anche ad AgriCat, il fondo mutualistico nazionale istituito per garantire una copertura di base contro i danni provocati dagli eventi catastrofali.

La ricerca evidenzia tuttavia un livello di conoscenza ancora limitato: il 74,8% delle aziende dichiara di non conoscerne caratteristiche e funzionamento, mentre solo il 25,2% si ritiene adeguatamente informato. Tra queste ultime, oltre otto imprese su dieci considerano AgriCat un supporto utile, ma insufficiente da solo a garantire una protezione completa, ritenendo necessario affiancarlo a strumenti assicurativi e mutualistici più articolati.

Lo studio conferma così la necessità di rafforzare la cultura della gestione del rischio nel settore agricolo, in un contesto nel quale gli eventi climatici estremi stanno assumendo carattere sempre più frequente e intenso.

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