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Cibo sicuro e minore impatto sull’ambiente: le TEA sono il futuro dell’agricoltura

Cibo sicuro e minore impatto sull’ambiente: le TEA sono il futuro dell’agricoltura

All'Accademia dei Georgofili il primo incontro dopo l'approvazione del Regolamento Europeo. Fiducia da parte dei ricercatori e degli agricoltori, ma anche dei consumatori. Ci vorranno ancora circa due anni per sviluppare le normative applicative necessarie a mettere in campo le piante geneticamente migliorate

06 luglio 2026 | 11:00 | C. S.

Si è svolto oggi all’Accademia dei Georgofili il convegno intitolato “La tutela delle invenzioni vegetali nell'era delle tecnologie di evoluzione assistita”, promosso dai Georgofili congiuntamente con UNASA (Unione Nazionale delle Accademie italiane per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, alla sicurezza alimentare e alla tutela ambientale), SIGA (Società Italiana di Genetica Agraria) e SIB (Società Italiana Brevetti).
Le TEA (tecnologie di evoluzione assistita) possono aiutare in maniera efficace l’agricoltura del futuro, accorciando significativamente i tempi del miglioramento genetico, dando risposte utili alla produttività messa a dura prova dal cambiamento climatico e riducendo il ricorso alla chimica dei fitofarmaci. Senza inserire DNA esterno alla pianta, con le TEA è possibile rendere le colture più resistenti ai patogeni e agli stress termici, come ha sottolineato la Professoressa Stefania Masci, Presidente della SIGA. Un esempio emblematico riguarda la produzione di pere, eccellenza dell’agricoltura italiana: le varietà utilizzate oggi in campo risalgono addirittura al XIX secolo e sono molto vulnerabili. Inserendo dei caratteri genetici di resistenza nelle varietà di pera, sarà possibile in pochi anni ripristinarne e metterne in sicurezza la produzione.
L’approvazione del Regolamento Europeo sulle TEA, lo scorso 17 giugno 2026, ha aperto nuove prospettive per la ricerca, anche se ci vorranno ancora circa due anni per sviluppare le normative applicative necessarie a mettere in campo le piante geneticamente migliorate.
Come ha raccontato Vittoria Brambilla, professoressa dell’Università degli Studi di Milano che ha studiato le TEA fin dall’inizio, occupandosi specificamente di riso resistente al brusone (un fungo molto dannoso), fino ad oggi i campi sperimentali di TEA sono stati sottoposti alle stesse regolamentazioni restrittive degli OGM, anche se si tratta di tecnologie più nuove e completamente diverse. Ricevere tutte le autorizzazioni necessarie e superare i vari controlli non è stato però l’unico ostacolo per i ricercatori: il campo di riso studiato da Vittoria Brambilla è stato infatti vandalizzato e distrutto da parte di ignoti. Di conseguenza, le nuove sperimentazioni in campo hanno richiesto potenti apparati di sorveglianza che, come ha sottolineato Brambilla, drenano purtroppo fondi preziosi destinati alla ricerca scientifica.
L’incontro all’Accademia dei Georgofili ha visto il contributo delle numerose accademie di agricoltura che aderiscono all’UNASA. Come ha evidenziato il Presidente UNASA, Simone Orlandini, il ruolo delle accademie e delle società scientifiche è cruciale per alimentare il libero dibattito, sviluppare strategie e promuovere la divulgazione delle più recenti innovazioni – come appunto le TEA – sia verso gli addetti ai lavori sia verso i consumatori, che potranno apprezzarne i benefici dal punto di vista ambientale e nutrizionale.
Grande fiducia nelle TEA arriva dai ricercatori e dagli agricoltori, ma anche dai consumatori stessi: secondo una recente indagine dell'EFSA (European Food Safety Authority), i cittadini non si dicono preoccupati per l’uso delle nuove tecniche genetiche applicate alle piante, quanto piuttosto per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare. Con una corretta informazione, i consumatori possono comprendere facilmente che le TEA sono tecnologie sicure.
A seguito dell’approvazione del Regolamento europeo sulle TEA, dal punto di vista della proprietà intellettuale, come ha spiegato l’Avv. Federico Caruso della SIB, continueranno a esistere i brevetti delle varietà vegetali, ma si affiancheranno nuovi strumenti di “Soft Law” (orientamenti, indicazioni e codici di condotta) per tutti gli stakeholder: breeder, ricercatori e produttori. L'obiettivo è mappare chiaramente i temi della proprietà intellettuale per permettere a tutti di orientarsi al meglio. Si cercherà quindi di disciplinare i rapporti tra i vari attori della filiera per prevenire condotte scorrette o asimmetrie di mercato, fornendo indicazioni sulle condizioni di licenza dei brevetti TEA, regolamentando le situazioni di utilizzo accidentale (ad es. tramite impollinazione) e agevolando meccanismi rapidi di risoluzione delle controversie, senza dover necessariamente ricorrere alle vie giudiziarie.

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