Italia
Moscufo e Capri unite dall’olio: Dritta e Minucciola sono la stessa varietà
I rappresentanti del CNR hanno annunciato un prossimo approfondimento dedicato alla resilienza della cultivar di olivo Dritta, sottolineando l’urgenza di strategie condivise per preservare biodiversità e qualità produttiva
15 aprile 2026 | 09:00 | C. S.
Un incontro definito “storico” ha trasformato il borgo abruzzese in un simbolico punto di connessione tra terraferma e mare, sancendo un nuovo asse culturale e produttivo tra l’Abruzzo e l’isola di Capri. Al centro dell’evento, dedicato al futuro dell’olivicoltura mediterranea, una scoperta scientifica destinata ad avere importanti ricadute sul piano agricolo, turistico e identitario.
Durante il convegno, ospitato presso l’Auditorium “Frantoio delle Idee”, i ricercatori del CNR-IBBR di Perugia, Roberto Mariotti e Soraya Mousavi, hanno presentato uno studio che dimostra come la cultivar autoctona abruzzese “La Dritta” condivida lo stesso patrimonio genetico della “Minucciola”, varietà tipica degli oliveti secolari di Anacapri. Un risultato che va oltre il dato tecnico, offrendo una nuova chiave di lettura per la valorizzazione congiunta dei territori.
Il dibattito, moderato da Sabrina De Luca, ha visto la partecipazione di esponenti del mondo scientifico, istituzionale e associativo. Tra questi, Carlo Alessandro Lelj Garolla e Vincenzo Torelli dell’Associazione L’Oro di Capri, la biologa Eugenia Cerasoli e il Cavaliere Silvano Ferri. Al centro degli interventi, le prospettive economiche legate alla produzione di oli di eccellenza e la necessità di tutelare un patrimonio agricolo sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Proprio su questo fronte, i rappresentanti del CNR hanno annunciato un prossimo approfondimento dedicato alla resilienza della cultivar “La Dritta”, sottolineando l’urgenza di strategie condivise per preservare biodiversità e qualità produttiva. Il confronto ha coinvolto anche realtà di rilievo come l’Istituto De Cecco, Slow Food Vestina, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e il Consorzio di Tutela DOP, delineando un percorso comune che unisce tradizione e innovazione.
Accanto alla riflessione teorica, l’evento ha offerto anche momenti di esperienza diretta. Lo show cooking, curato dagli chef del ristorante Columbus di Anacapri e del Nuovo Casereccio, ha esaltato le caratteristiche organolettiche degli oli protagonisti attraverso piatti simbolo come i ravioli capresi e un originale gelato ai due oli. Un connubio che ha unito la DOP Aprutino Pescarese con l’extravergine biologico caprese, dimostrando il valore gastronomico di queste produzioni.
La giornata si è conclusa con un momento artistico di grande suggestione: il concerto della Filarmonica di Moscufo, accompagnato dalla voce del soprano Manuela Navelli, ha celebrato in musica un legame destinato a rafforzarsi nel tempo.
Più di un semplice convegno, l’iniziativa ha rappresentato un esempio concreto di come ricerca scientifica, cultura e tradizione possano convergere in una visione condivisa di sviluppo sostenibile, capace di valorizzare le eccellenze locali e costruire nuove opportunità per il territorio.
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