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Arriva il ciclone scandinavo Thor: allarme per l'agricoltura

Arriva il ciclone scandinavo Thor: allarme per l'agricoltura

Un brusco cambiamento climatico che trova le coltivazioni impreparate dopo un mese di dicembre che aveva fatto segnare una temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica

17 gennaio 2023 | C. S.

Il maltempo invernale stavolta non arriverà dalle steppe siberiane, quindi nessun Burian, ma un forte ciclone direttamente dalle regioni più nordiche, già denominato Thor.

Gli effetti di Thor sull'Italia

Settimana tipicamente invernale sull'Italia per il passaggio, abbastanza breve, del ciclone polare Thor che porterà un brusco abbassamento delle temperature ma soprattutto maltempo da nord a sud, con fiocchi di neve al nord anche in pianura.

La giornata peggiore, per meteo e temperature, è probabilmente giovedì 19 gennaio, con neve a tratti anche in pianura al Nordest e a quote molto basse anche sull'area appenninica centro-meridionale.

Il maltempo, che all'inizio della settimana ha interessato soprattutto le aree tirreniche, si sposterà verso il volgere della settimana sulle regioni adriatiche. Residue nevicate potranno peraltro ancora interessare l'Emilia orientale e la Romagna fin sulle coste. Maltempo su tutto il comparto adriatico e al Sud dove piogge, temporali e nevicate in collina continueranno probabilmente anche nel fine settimana.

Gli effetti di Thor sull'agricoltura

L’arrivo del maltempo con freddo e gelo notturno rischia di bruciare fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti dopo che il caldo anomalo ha favorito il risveglio vegetativo anticipato di noccioli, pesche, ciliegie, albicocche, agrumi e mandorle. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’allerta meteo della protezione civile con precipitazioni temporalesche, venti forti, mareggiate e locali nevicate sino a quote collinari.

Un brusco cambiamento climatico che trova le coltivazioni impreparate dopo un mese di dicembre che aveva fatto segnare una temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica ma l’anomalia è stata addirittura di 2,54 gradi nel centro Italia e di 2,65 gradi nel mezzogiorno secondo le elaborazioni Coldiretti sulla banca dati aggiornata Isac Cnr.

Se pioggia e neve sono attese per ripristinare le scorte idriche in laghi, fiumi, terreni e montagne, a preoccupare sono – prosegue la Coldiretti - i forti temporali con precipitazioni violente che provocano danni diretti sui terreni secchi che non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con frane e smottamenti. La pioggia per essere di sollievo – continua la Coldiretti - deve infatti durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa.

Il cambiamento climatico è invece accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – precisa la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro.

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