Italia
I vini cooperativi possono oggi competere con i marchi più rinomati
Terre dell’Etruria ha ottenuto la certificazione Equalitas, uno standard nato per essere applicato alla filiera del vino. Il Marmato ha recentemente sbaragliato la concorrenza
09 settembre 2022 | C. S.
Dopo un anno di cura dei vigneti, di manutenzione e di attesa, finalmente prende il via la nuova vendemmia per la cantina del Poderone, a Magliano in Toscana (Grosseto). Partiti il giorno 30 agosto tra i filari di Vermentino, che daranno vita al Marmato 2022, uno dei marchi di fabbrica di questa cantina sociale e recente vincitore del 29° Premio Vermentino a Diano Castello, proseguirà per tutto il prossimo mese con la raccolta delle uve. Tutti i 100 ha di vigneto, specializzati in tipologie autoctone ed in purezza, che conferiscono alla cooperativa Terre dell’Etruria, suddivisi fra 60 aziende socie, saranno quindi al centro dell’attenzione per tutto il prossimo mese. Le mani esperte e attente dei nostri soci cercheranno di portare avanti un lavoro certosino per garantire la miglior qualità dei grappoli raccolti, con il fine di produrre delle etichette valide e di qualità per la prossima annata.
“Gioca a nostro favore la frammentazione aziendale, visto i diversi vitigni e terroir che caratterizzano la nostra realtà – dice Mirko Caminati, tecnico di Terre dell’Etruria – “Tale diversificazione, per alcuni aspetti, rappresenta sicuramente una difficoltà ma, per altri, anche un vantaggio. Infatti, questo permette, in annate difficoltose dal punto di vista meteorologico, di avere impianti che risentono in modo diverso agli stress e che ci permettono di trovare qualità anche in annate difficili- continua - “Notevole rilevanza, sia per il contrasto alle malattie da agenti fungini sia per mitigare gli stress da alte temperature e dovuti alla siccità, l’hanno le giuste pratiche agronomiche e le giuste operazioni colturali che i nostri soci attuano nei loro vigneti”.
Il compito di Terre dell’Etruria e, di conseguenza, del Poderone, va oltre la semplice produzione di etichette di qualità. La cantina rientra a pieno in quelle che vengono definite “cantine cooperative”, ossia strutture che hanno una particolare funzione: garantire ai soci il giusto reddito, pagando un prezzo equo per le uve, e di produrre ottimi vini capaci di stare sul mercato. Un’equazione all’apparenza semplice, ma che semplice non è. Di conseguenza, anche i prodotti a marchio Poderone sono vini cooperativi. Questo è ottenuto con le uve di tutti i soci e viene imbottigliato e venduto direttamente sotto l’etichetta della cooperativa. “Talvolta questo vino viene visto ingiustamente con sufficienza, ma nulla ha invidiare a vini dai marchi più rinomati. Terre dell’Etruria è un chiaro esempio di ciò, visto la grande qualità dei propri vini” le parole del responsabile Giulio Fontana.
Un esempio fra tutti è il suo vino più rinomato, il Marmato, che recentemente ha sbaragliato la concorrenza portando a casa un importante riconoscimento. Innanzitutto, ha conquistato il 29° Premio Vermentino Diano Castello, un importante evento a cui hanno partecipato 77 concorrenti e 119 etichette diverse, dove a valutare i vini in gara era il giornalista enogastronomico Paolo Massobrio. Anche il Briglia, il Tramaglio e lo Sbocciato meritano una citazione, visto il loro recente inserimento nella prestigiosa guida The Wine Hunter e l’ottenimento del certificato e del bollino rosso da parte della loro giuria.
“Sono stati due risultati molto importanti che ci rendono orgogliosi, visto che viene riconosciuta, oltre che la qualità dei nostri prodotti, anche la passione e la dedizione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro” – dice Giulio Fontana, responsabile del settore vitivinicolo ed oleario di Terre dell’Etruria – “Relativamente al Marmato, siamo consapevoli del grandissimo potenziale e dell’elevata qualità di questa etichetta, dove siamo riusciti ad identificare benissimo ed esaltare in bottiglia le caratteristiche del Vermentino del nostro territorio. Per quanto riguarda le altre tre etichette, invece, possiamo solo esprimere quanto entrare a far parte della guida The Wine Hunters sia un grande onore per la nostra cooperativa, in quanto ci dà l’opportunità di entrare in contatto con nuovi buyers, oltre che raggiungere un pubblico sempre più ampio e dare maggiore visibilità ai nostri prodotti e alla nostra realtà”. Ancora Fontana, “tutto ciò va a premiare ed a sottolineare il grande lavoro che viene svolto ogni anno con il nostro enologo Emiliano Falsini dai ragazzi che lavorano in cantina. Un grande ringraziamento va anche ai nostri soci conferitori che, con il loro lavoro giornaliero in vigna, ci permettono di vivere queste emozioni. La strada è ancora lunga e ci siamo dati tanti obbiettivi da raggiungere. Tuttavia, questi premi ci fanno capire che stiamo andando nella giusta direzione.”
Un grande lavoro, quindi, quello fatto negli ultimi anni dalla cooperativa che si inserisce anche all’interno di una cornice “sostenibile”. Terre dell’Etruria ha ottenuto la certificazione Equalitas, uno standard nato per essere applicato alla filiera del vino e che si inserisce nelle sue dinamiche produttive, prevendendo la sua adozione e certificazione da parte di tutti i tipi di attori, siano essi agricoltori, trasformatori, imbottigliatori o raccolgano tutte queste identità in una, fino ai consorzi di tutela. La norma prevede infatti la certificazione di tre dimensioni produttive: l’impresa (standard di Organizzazione), il prodotto finito (standard di Prodotto), il territorio (standard di Territorio). Primo obiettivo di Equalitas è la condivisione a livello italiano di un approccio unico alla sostenibilità del settore vitivinicolo basato sui tre pilastri sociale, ambientale ed economico ed alla diffusione di un marchio collettivo di garanzia per il consumatore. Inoltre, la norma Equalitas-Vino Sostenibile, permetterà alle imprese del vino di adottare un Sistema interno di Gestione della Sostenibilità e di poter pubblicare un Bilancio Annuale di Sostenibilità, garantendo ai propri clienti come a tutti i portatori di interesse un continuo miglioramento dei propri standard di sostenibilità.
“Si è valutato e deciso di implementare il progetto di sostenibilità, già presente in altre filiere, con la certificazione EQUALITAS.” – Dice Veronica Biasci, responsabile qualità di Terre dell’Etruria –“Visto l'ampio riconoscimento che questo standard sta riscuotendo nel settore vitivinicolo, siamo molto felici di aver ottenuto un riconoscimento tanto importante, volto a promuovere buone pratiche e il rispetto di indicatori economici, ambientali e sociali integrati fra loro per uno sviluppo sostenibile”.
Potrebbero interessarti
Italia
La vendemmia del Primitivo di Manduria: meno uve ma qualità elevata
Si chiude la vendemmia del Primitivo di Manduria con una flessione produttiva intorno al 20%, ma con uve sane, integre e caratterizzate da elevate gradazioni. Il Consorzio punta ora a trasformare la crescita commerciale della denominazione in maggiore valore per tutta la filiera
24 settembre 2026 | 10:00
Italia
Marchio biologico italiano, il bio Made in Italy ha ora il suo simbolo
Tre foglie verde, bianca e rossa accompagneranno il logo biologico europeo per identificare i prodotti ottenuti da materie prime agricole italiane. Il nuovo marchio è volontario e operativo dal 15 settembre. Intanto il mercato cresce: nel 2025 i consumi bio raggiungono 4,4 miliardi di euro
23 settembre 2026 | 15:40
Italia
Il boom delle capsule del caffè: le macchine tech presenti in una famiglia su due
Capsule, cialde e macchine sempre più tecnologiche ridisegnano il rito quotidiano del caffè. Mentre il macinato tradizionale perde oltre 13 punti di quota dal 2022, Neo si inserisce nello scenario che Paolo Ongari descrive come fatto di “rituali che resistono e tecnologie che si rinnovano”
23 settembre 2026 | 10:00
Italia
I primi 35 anni degli Olivicoltori del Sebino Bergamasco
Un convegno con brindisi e assaggio di oli: l’Associazione Olivicoltori del Sebino Bergamasco ha celebrato i 35 anni di attività, raccontando attraverso i suoi associati come era, come è e come potrebbe essere l’olivicoltura della bergamasca
22 settembre 2026 | 10:30 | Marco Antonucci
Italia
Italia sempre più dipendente dall’estero per i cereali: import in aumento nei volumi, ma cala la spesa
Nel primo semestre 2026 le importazioni di cereali, semi oleosi e farine proteiche crescono dell’1,3% nelle quantità, mentre il valore scende del 5,9%. A pesare sono soprattutto gli acquisti di grano tenero e duro. In calo anche l’export, con l’eccezione di pasta, farine e mangimi
21 settembre 2026 | 12:00
Italia
Bonificare gli scaffali dei supermercati dall'olio deodorato, l'extravergine italiano muore
Il governo promette soldi per i frantoi e ulteriori interventi se il prezzo delle olive non sarà adeguato mentre intende abbassare i tempi di registrazione al Sian da 6 a 2 giorni. La Grande Distribuzione un tema ricorrente: troppe truffe e poca promozione per l'olio italiano
21 settembre 2026 | 10:36 | Giosetta Ciuffa