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Produzione di olio extra vergine di oliva toscano in affanno

Produzione di olio extra vergine di oliva toscano in affanno

La produzione di olio in Toscana dovrebbe attestarsi intorno ai 80/90 mila quintali contro i 150 mila quintali dello scorso anno, quindi quasi dimezzata. Ruolo centrale nel garantire la qualità del Consorzio di Tutela dell’olio extravergine di oliva toscano IGP

26 ottobre 2021 | C. S.

E’ scattata la raccolta delle olive con l’arrivo dell’olio nuovo Made in Tuscany del 2021, per una produzione stimata in calo fino al 50% rispetto allo scorso anno compensata da una qualità ottima. A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base dell’analisi del Consorzio per la Tutela dell’olio extravergine di oliva toscano IGP. “La campagna olivicola - spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana - si apre con uno scenario diverso rispetto allo scorso anno. L’andamento climatico, con eventi estremi caratterizzati dalla gelata tardiva di aprile e dalla siccità estiva, ha giocato inevitabilmente un ruolo decisivo sulla produzione complessiva. Fortunatamente l’apporto idrico, se pur limitato delle poche piogge, ha permesso alla drupa di riprendere vigore dopo il lungo periodo siccitoso. I frutti sono sani. L’olio extravergine che finirà sulle nostre tavole e sui mercati italiani e stranieri bene rappresenterà il Made in Tuscany dell’eccellenza”. 

@AdobeFotoStockColdiretti teme una nuova invasione delle importazioni di olio straniero sul mercato: “Nell’ultimo anno - spiega ancora Filippi - le importazioni di olio straniero sono aumentate del 5% superando le 700 milioni di bottiglie su scaffali di supermercati, negozi e discount con allarme sulla qualità del prodotto portato in tavola. Diffidate dei prezzi troppo bassi, guardate con più attenzione le etichette e acquistate extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive”.

Secondo i dati, la produzione di olio in Toscana dovrebbe attestarsi intorno ai 80/90 mila quintali contro i 150 mila quintali dello scorso anno. La coltivazione dell’olivo è diffusa in tutta la Toscana con circa 100.000 ettari di superficie coltivata, situati per il 90% in zone collinari o di bassa montagna e distribuiti prevalentemente nelle province di Firenze, Grosseto, Siena e Arezzo. Oltre 70.000 aziende coltivano olivi, ma il 43% di esse ha una superficie inferiore all'ettaro, il 60% inferiore a due ettari. Sono cinque le DOP e IGP degli oli extravergini di oliva, registrate dall’Unione Europea, che si riferiscono a zone di produzione comprese nel territorio regionale - Toscano IGP, Chianti Classico DOP, Terre di Siena DOP, Lucca DOP, Seggiano DOP - che fanno emergere la Toscana anche per il numero di olii certificati a livello nazionale. 

Il Consorzio di Tutela dell’olio extravergine di oliva toscano IGP gioca un ruolo centrale nel garantire la qualità attraverso il rigido disciplinare che i 9.000 soci e 5.000 olivicoltori, quasi 3.000 frantoi e 400 imbottigliatori, sono chiamati a seguire scrupolosamente per immettere sul mercato un olio sicuro, tracciato e tracciabile dove all’etichetta corrisponde perfettamente al contenuto della bottiglia. Le esportazioni di olio extravergine rappresentano un quarto del valore di prodotti agricoli ed agroalimentari che la Toscana esporta nel mondo con un fatturato di 650 milioni di euro. In aumento dell’1,7% nel periodo gennaio giugno (fonte Istat). “L’olio extravergine è uno dei prodotti di punta del nostro Made in Tuscany all’estero. - conclude Filippi - In dieci anni le esportazioni sono aumentate del 60% con un trend in continua crescita”.

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