Italia

GLI AGRICOLTORI SI MOBILITANO E FONDANO DUE MOVIMENTI POLITICI, MA CON QUALI CHANCE DI SUCCESSO?

Partito della terra e Movimento agricolo europeo. L’uno nasce in Toscana e l’altro in Sicilia ma già sono pronti a un gemellaggio. “Vista la crisi in cui versa l’agricoltura italiana da tempo, si può dire che siamo inadeguatamente rappresentati e lontani dalle soluzioni delle problematiche del mondo agricolo”

05 maggio 2007 | Vincenzo Zerilli

La crisi che affligge l’agricoltura è tale da mobilitare gli agricoltori al punto di spingerli ad attivarsi politicamente. Per questo a giugno del 2006 è stato costituito, da parte di alcuni agricoltori siciliani, il Movimento Agricolo Europeo, mentre a gennaio dello scorso anno nasceva in Toscana il Partito della Terra. Entrambi i partiti si sono incontrati il 19 aprile del 2007 a Marsala, per discutere delle problematiche che accomunano i due territori e per mettere a punto un’azione politica comune. Entrambi si rivolgono al mondo agricolo, agli operatori di settore ed ai consumatori. A presentare il Partito della Terra è stato il presidente Dott. Guglielmo Buonamici (membro della commissione Mipaf ed ex direttore C.E.S.A.B.). A presentare il Movimento Agricolo europeo è stato il presidente Michele Angileri (agricoltore) e il segretario Martino Morsello.

Come nasce il Movimento Agricolo Europeo?
Angileri - nasce a seguito della crisi che affligge da alcuni anni il settore agricolo in generale e la viticola locale, pilastro portante dell'economia marsalese, e che non ha trovato risposta da parte dei politici locali che ci rappresentano ai vari livelli.

Come nasce il partito della Terra?
Buonamici - Originariamente il partito da me fondato nasce a Pisa il 10/01/06 a seguito delle problematiche che affliggono da lungo tempo gli agricoltori abbandonati dalla classe politica locale e nazionale.

Quali gli obbiettivi del partito?
B - Rilanciare l’agricoltura Italiana nel contesto dei mercati globali e rivalutare il ruolo dell’agricoltore quale custode dell’ambiente, del territorio, del paesaggio e quale produttore di cibo genuino.

Condivide gli obiettivi del partito della terra?
A - Si, rientrano nel nostro programma, ovviamente ci saranno delle piccole differenze che variano in funzione della territorialità, comunque le linee generali sono comuni.

Come mai avete scelto la via politica?
B - Vogliamo portare la rappresentanza agricola nelle istituzioni e negli organi decisionali governativi.

Secondo voi quindi il mondo agricolo è poco rappresentato?
B - Vista la crisi in cui versa l’agricoltura italiana da tempo, si può dire che siamo inadeguatamente rappresentati e lontani dalle soluzioni delle problematiche del mondo agricolo.

Dopo tanto duro lavoro (un anno), avere pagate 1 kg d'uva attorno ai 0,20 euro, prezzo che in molti casi non copre le spese di gestione, mentre il vino in bottiglia va dai 3 euro in su per meno di un litro, cosa prova?
A – L'amarezza di un anno di sacrifici che non vengono adeguatamente ricompensati, facendo perdere agli agricoltori la volontà di proseguire negli anni futuri la coltivazione.

Cosa pensano gli agricoltori toscani?
Buonamici – Gli agricoltori toscani sono delusi e contrariati.

Perché questa rabbia con la classe politica?
A– Perché ci utilizzano come serbatoi di voti per la politica, illudendoci di risolvere i nostri problemi con le solite promesse.
B – Perché le alternanze politiche non hanno mai mostrato un significativo interesse per il mondo agricolo ma anzi programmi improvvidi lo hanno ulteriormente danneggiato ed impoverito.

Come si giustifica il fatto che mentre l’agricoltore scappa dalle campagne, gruppi bancari e assicurativi, invece investo in agricoltura?
Morsello – Perché il territorio per le sue risorse che offre è appetibile a grossi gruppi finanziari, mentre l'attuale politica sta portando l'agricoltore a uno stato fallimentare, in un certo senso a vantaggio di gruppi di potere. Infatti mancano finanziamenti agli agricoltori, le cantine sociali non sono adeguatamente assistite per intraprendere una politica commerciale, facendo presupporre che gruppi di potere controllano tutto il mercato del vino siciliano.
B – Questo fenomeno, al contrario che in Sicilia, dove è solo all’inizio, in toscana è da tempo molto sentito, infatti facoltosi tedeschi e inglesi hanno comprato molte delle nostre terre.

Quanto incide a livello commerciale la distanza dai maggiori mercati europei?
M - la posizione geografica siciliana è una nota dolente, in quanto i costi di trasporto per arrivare al centro dell'Europa incidono per almeno il 30% rispetto ai vini francesi.

Come mai i viticoltori siciliani rispetto ai loro colleghi francesi e spagnoli, soffrono di questa crisi?
M - Per gli alti costi previdenziali e energetici.

Con la creazione dell’area di libero scambio, prevista in Sicilia per il 2010, quali sono le prospettive dell’agricoltura?
M – Sara un'ulteriore crisi che ci toccherà affrontare in quanto prodotti a basso costi, di dubbia qualità e salubrità sicuramente invaderanno il nostro territorio.
B – Le prospettive devono necessariamente prevedere una crescita qualitativa dell’imprenditore agricolo che sappia veramente assumere il ruolo di imprenditore a tutto campo.

Ritenete che entrambe le regioni abbiano delle problematiche comuni che unendosi i due partiti possono risolvere?
A - Si, con programmi seri che tengano ovviamente conto delle differenze dei due territori.
B – Poiché gli obiettivi dei due movimenti politici sono tra loro vicini, ciò permetterà di seguire un’unica via che sarà rafforzata dall’azione sinergica delle due forze.

Dove trovate collocazione?
M – il nostro movimento è autonomo e indipendente ed equidistante sia dal centro sinistra sia dal centro destra, e si prefigge una lotta serrata contro la partitocrazia, burocrazia, contro gli sperperi, nell'intento di snellire il sistema politico istituzionale dando sempre più potere e gestione economica ai comuni che devono diventare veri centri decisionali nell'interesse dei cittadini. In poche parole siamo per l'Europa dei comuni.
B - Il nostro partito è autonomo ed indipendente; ha come unico scopo il raggiungimento degli obiettivi previsti dal suo programma.

Perché l’incontro con il Movimento Agricolo Europeo? Cosa vi accomuna?
B- L’incontro è importante perché siamo accomunati da pensieri omogenei che riguardano la decadenza dell’agricoltura in generale, ma che è particolarmente acutizzata in questo territorio.

Come mai l'incontro con il partito della terra?
M - Perché siamo alla ricerca di tutti i movimenti che in Europa mirano alla salvaguardia delle attività agricole primarie come sistemi economici solidi e per il rilancio dell'economia.

In particolare cosa vorreste mettere in atto?
B - Come ho detto più volte in varie sedi, il mondo agricolo è pesantemente gravato da un eccesso di burocrazia che ne frena il dinamismo. Vogliamo che questa causa frenante che impedisce agli agricoltori di percepire a volte anche i contributi comunitari cessi immediatamente e per questo proponiamo una linea preferenziale per le aziende agricole che si accingono a presentare un Psr che si concretizza nel rilasciare la cantierabilità delle opere entro 90 gg.
M – Sostituire i contributi in conto capitale con prestiti agevolati a lungo termine, che di conseguenza vanno a premiare le aziende che realmente fanno impresa.

Nella breve visita a Marsala cosa l’ha maggiormente colpita?
B – Sono stato colpito dal territorio, dal paesaggio e dagli impianti viticoli da cui si produce un ottimo Marsala Doc che credo meriti di essere maggiormente diffuso nel mercato globalizzato.

Viste le similitudini di entrambi quali accordi avete raggiunto?
A - Di proseguire in futuro per portare avanti gli obiettivi comuni.
B - Intendiamo unire le nostre forze per accelerare il passo del nostro cammino e giungere il prima possibile alla realizzazione degli obiettivi comuni.

Avete fissato già un prossimo incontro?
B – Penso di tornare a Marsala per dare sostegno al Movimento Agricolo Europeo per le amministrative del 13 e 14 maggio. In quella sede inizieremo a programmare le scelte future.

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