Italia

Sui cibi bio crescono i claim in etichetta relativi al free from e al rich-in

Nel mondo del free from, aumentano i prodotti privi di polifosfati, oppure di latte o di uova. Invece nell'area del rich-in a emergere sono i prodotti che segnalano di apportare iodio, zinco o magnesio

15 febbraio 2021 | C. S.

Caramelle, biscotti, acque aromatizzate arricchiti di zinco, carni bianche con iodio, würstel, salumi e formaggi senza polifosfati, o ancora, senza latte o uova. Cambiano i prodotti che compriamo al supermercato e la nostra scelta è dettata da ciò che leggiamo sull'etichetta, sempre con maggiore attenzione, per orientarci verso i prodotti considerati più sani. A dirlo un'analisi dell'Osservatorio Immagino GS1 Italy che ha "scannerizzato" le etichette di oltre 115 mila prodotti venduti in Italia rilevando non solo le indicazioni più diffuse e consolidate, ma anche i claim emergenti che si stanno affermando sempre più.

A crescere maggiormente, nei 12 mesi analizzati, sono stati soprattutto i claim relativi a due "panieri" e stili alimentari: il free from e il rich-in. Nel mondo del free from, aumentano i prodotti che si presentano come privi di polifosfati, oppure di latte o di uova. Invece nell'area del rich-in a emergere sono soprattutto i prodotti che segnalano di apportare iodio, zinco oppure magnesio.

In particolare, le vendite dei prodotti "senza polifosfati" sono cresciute di +8,9% su base annua, soprattutto in affettati, würstel, salumi a cubetti e formaggi fusi in fette. Incremento consistente del sell-out anche per i prodotti che segnalano in etichetta di essere privi di latte (+11,9%), in particolare insaccati, gelati vegetali multipack e panini per hamburger o hot dog. Quanto al "senza uova" (+2,0%) coinvolge soprattutto pasta senza glutine, biscotti salutistici e maionese.

Sul versante del rich-in, le referenze che sottolineano in etichetta la presenza di iodio hanno registrato un balzo annuo delle vendite di +9,5% grazie soprattutto a carni bianche elaborate (come cotolette e cordon bleu), passate di pomodoro e fette biscottate. Buone performance anche per i prodotti che segnalano il contenuto di zinco (+5,1%), in particolare per integratori, caramelle, biscotti, acque aromatizzate e frutta secca. Andamento a due velocità per i prodotti che segnalano la presenza di magnesio: il calo del fatturato annuo (-1,7%) si deve alla flessione degli integratori solo in parte compensata dalla interessante crescita degli alimenti con il claim "fonte di magnesio", come biscotti integrali o multicereali, e semi.

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