Italia
Ottima qualità ma diminuisce la quantità per il Pinot Grigio delle Venezie
Nell’anno del Covid-19, la quarta stagione produttiva del Pinot grigio delle Venezie Doc si chiude con un bilancio positivo. Nonostante il forte maltempo che ha interessato il Veneto, l’uva presenta una sanità ottima
09 settembre 2020 | C. S.
Meno quantità in vigna (tra il -15 e il -20%), ottima qualità diffusa delle uve su tutto l‘areale, listini in crescita (+20%) insieme agli imbottigliamenti (che nel periodo gennaio-agosto segnano +6,35% sul 2019). Nell’anno del Covid-19, la quarta stagione produttiva del Pinot grigio delle Venezie DOC si chiude con un bilancio positivo, ancor più significativo considerato il contesto di difficoltà segnato dalla più grande emergenza sanitaria ed economica dell’ultimo secolo. Terminata ormai in quasi tutte le aree rivendicate del Veneto, la vendemmia proseguirà ancora per qualche giorno in Friuli Venezia Giulia e in Trentino. La campagna produttiva 2020, a una prima analisi, si presenta sicuramente meno abbondante, ma, da un punto di vista qualitativo e sanitario dell’uva, in linea – se non superiore – rispetto al 2019.
Nonostante il forte maltempo che ha interessato il Veneto nelle scorse settimane, anche se marginale nelle aree di produzione della DOC delle Venezie, l’uva presenta mediamente una sanità ottima – cosa assolutamente non scontata per una varietà come il Pinot grigio – con parametri chimici equilibrati, buona acidità e senza eccessi di gradazione. Ci sono tutti i presupposti per trovare nel calice vini ottimi, dal grande potenziale già evidente dopo le prime fermentazioni di inizio settembre. E il merito va soprattutto ai viticoltori del Nord-est, che dimostrano, anno dopo anno, grande competenza e soprattutto consapevolezza nella gestione di quest’uva particolarmente delicata, sensibile alle muffe e alle condizioni di umidità e che necessita quindi di cure speciali.
“In Veneto la vendemmia del Pinot grigio si è conclusa la scorsa settimana” dichiara Alberto Marchisio, Direttore Generale di Cantine Vitevis e Presidente Assoenologi Veneto Occidentale, “Abbiamo avuto una stagione abbastanza buona sotto l’aspetto delle piogge e delle temperature, che ci ha consegnato in cantina una quantità d’uva certamente un po’ ridotta rispetto all’anno scorso – parliamo di un 5% al di sotto del disciplinare, ovvero sotto le 130 t. di uva per ettaro nel rispetto delle misure di gestione di giugno 2020, per un totale di circa -15% sulla campagna 2019 – ma in compenso di alta qualità, molto bilanciata e con una buona freschezza”.
Una notevole diminuzione dell’offerta, quindi, che di conseguenza ha contribuito ad aumentare il prezzo dell’uva. “Stiamo assistendo in questi giorni a un sostanzioso aumento dei prezzi sulle uve che raggiunge mediamente un +20% rispetto allo scorso anno. Un miglioramento dovuto in parte alla mancanza di produzione, ma soprattutto legato alle misure straordinarie deliberate a giugno – ridefinizione delle rese e stoccaggio amministrativo – a dimostrazione del fatto che la gestione del potenziale di produzione fatta dal Consorzio delle Venezie DOC inizi a dare importanti risultati” Commenta il Presidente del Consorzio delle Venezie DOC Albino Armani e continua “Un’annata certamente in controtendenza per quanto riguarda i prezzi del Pinot grigio. Di fronte a una sostanziale stabilità a livello nazionale, la nostra DOC registra invece una crescita importante non solo di prezzi, ma anche di imbottigliamenti: nel periodo gennaio-agosto 2020 abbiamo imbottigliato una media di 151.490 hl/mese pari a una crescita media mensile del +3% sul 2019”.
Particolarmente soddisfatta la filiera trentina, impegnata ancora per qualche giorno nei vigneti di Pinot grigio. “Lo stato sanitario dell’uva è ottimo” riferisce Goffredo Pasolli, enologo dell’azienda vinicola Gaierhof di Roverè della Luna (TN) e Presidente di Assoenologi Trentino e continua “nonostante le piogge importanti delle scorse settimane, siamo riusciti ad intervenire con una gestione oculata del calendario di raccolta, andando ad anticipare eventuali zone a rischio, come la parte sud del Trentino. Adesso invece siamo nel vivo della vendemmia più a nord, che si protrarrà fino a circa metà settembre. Siamo molto soddisfatti del profilo qualitativo del Pinot grigio, un po’ meno della quantità perché, come da previsioni estive, manca effettivamente un po’ di produzione, tra il 15 e il 20% circa, nonostante le piogge degli ultimi giorni abbiano aiutato a gonfiare un pochino il grappolo”.
Anche negli impianti del Friuli Venezia Giulia, che in alcune aree ha registrato un andamento stagionale un po’ più altalenante, troviamo una maturazione del Pinot grigio abbastanza uniforme. “È caduta la giusta quantità di pioggia e il sole non è mai stato eccessivo” commenta Rodolfo Rizzi, Direttore di Cantina di Ramuscello e San Vito e Presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia “Anche nella nostra Regione il buon andamento climatico ha permesso di portare a una perfetta maturazione del Pinot Grigio, facendo registrare sia una buona sanità del grappolo sia un aumento della qualità rispetto al 2019. Ottimo anche il rapporto zuccheri/acidi, con un’uva non eccessivamente zuccherina, rispetto ad altri anni, ma con un corredo acido notevolmente interessante. I primi vini usciti dalla fermentazione sono molto corrispondenti, varietali e ricchi in freschezza e di questo siamo pienamente soddisfatti. Rispetto ai volumi, a parte alcuni giorni di piogge intense, fortunatamente non siamo stati colpiti da grosse calamità che abbiano potuto compromettere l’aspetto quantitativo dell’uva; c’è una lievissima flessione rispetto all’anno scorso a causa della siccità primaverile che ha colpito alcune zone della Regione, ma certamente non quella temuta a inizio stagione”.
Secondo Andrea Paladin, voce di Coldiretti Veneto in seno al CdA del Consorzio delle Venezie DOC si tratta di una buona annata: “Sul piano della quantità, non ci sono grandi rese, è evidente, ma la qualità è molto buona e il mercato inizia a rispondere in maniera positiva. È ancora presto per dirlo, ma credo ci siano buoni presupposti. È una fase molto delicata per la compravendita, in cui chi vende ha delle aspettative importanti dovute alla diminuzione dell’offerta, mentre la maggior parte degli acquirenti è legata a contratti soprattutto con la grande distribuzione. Ma in virtù di questa campagna produttiva, non abbondante ma sicuramente di alta qualità, abbiamo prospettive favorevoli sul mercato, nonostante continui ad essere un momento economico difficile e soprattutto incerto a livello mondiale”.
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