Italia
NEL NOME DEL PACKAGING. OVVERO, QUANDO L'IMMAGINE CONTRIBUISCE A FARE LA FORTUNA DI UN VINO
Al Vinitaly premiate le più belle confezioni enoiche. Tutto va studiato. Il packaging si configura per il marketing come il primo filtro comunicativo attraverso il quale si attivano i processi di percezione del prodotto da parte dell’utilizzatore e attraverso il quale si crea anche valore
24 marzo 2007 | Mena Aloia
Verona, 12 marzo 2007. Una giuria di esperti, presieduta da Lina Wertmuller, ha selezionato, nellâambito delle manifestazioni collaterali al 41° Vinitaly, le più belle confezioni partecipanti al â12° Concorso Internazionale di Packagingâ.
Lâambito premio speciale âEtichetta dell'anno 2007â è stato assegnato, per la categoria dei vini, al Sicilia Igt Nerello Mascalese Merlot âVajasindi Lavico 2003â della Duca di Salaparuta - Casteldaccia (PA) (Grafica: Alias - Palermo).
La giuria ha poi assegnato il premio speciale âImmagine coordinata 2007â per la categoria dei vini alla Mesa di SantâAnna Arresi (CA) (Grafica: Dogghibeg - Milano).
Infine il premio speciale âPackaging 2007â è stato attribuito per la categoria vini alla F.lli Gancia & C. di Canelli (AT), mentre per la categoria distillati-liquori alla Distilleria Bottega di Castello Roganzuolo (TV).
Ventuno, in totale, le etichette meritevoli di menzione, fra le 227 giunte allâEnte Autonomo Fiere di Verona che organizza la competizione.
Un premio, dunque, solo allâimmagine, ma non per questo poco importante.
Unâazienda che non trascura la sua immagine è unâazienda attenta, orientata al marketing, consapevole dellâimportanza che il packaging ha come nodo comunicativo rivolto al consumatore, al quale trasmette una molteplicità di contenuti informativi, persuasivi, simbolici, di dialogo.
Il packaging, infatti, si configura per il marketing come il primo filtro comunicativo attraverso il quale si attivano i processi di percezione del prodotto da parte dellâutilizzatore e attraverso il quale si crea anche valore.
Seguendo tale chiave interpretativa, abbiamo cercato di studiare, più che ammirare, le etichette selezionate a Verona per capire se vi è un linguaggio comune fra le aziende vitivinicole, non solo italiane, e se è possibile individuare una specie di âmodaâ nellâabbigliamento delle bottiglie di vino.
Il primo passo è stato quello di cercare di reperire su internet, luogo certamente di accesso facile ed immediato, le immagini delle ventuno bottiglie che possono fregiarsi delle etichette dâoro, dâargento e di bronzo per le diverse categorie.
Immediatamente una prima sorpresa: per 7 prodotti su 21 lâesito della ricerca è stato fallimentare. Ciò significa che vi è una contraddizione forte nelle scelte di alcune aziende, pur così attente alla loro immagine e pur con una propensione allâinvestimento elevata (vedi partecipazione a fiere specializzate quale il Vinitaly), ma âdistratteâ sul fronte della divulgazione della propria immagine.
Essere efficacemente presenti su internet non richiede grandi investimenti, solo un poâ di attenzione. Unâattenzione che scarseggia anche fra alcune aziende dotate di siti davvero molto belli, ma privi di aggiornamenti, quasi dimenticati.
Ma torniamo agli interrogativi che ci eravamo posti, ragionando evidentemente solo sulle 14 etichette di cui siamo riusciti ad avere visione. Tutte molto semplici sia nei contenuti che nella costruzione dei loghi che comprendono generalmente solo gli elementi basilari come il marchio, il brand-logo e il nome del prodotto. Il prodotto vino è talmente ricco di connotazioni soggettive che possono riguardare valori, emozioni, sensazioni, stati dâanimo, situazioni, luoghi, ecc., che il packaging può essere basato su pochi âelementi grammaticaliâ, caricati di valenze comunicative al punto da diventare emblemi in grado di superare la dimensione della materialità .
Il bianco, lâoro, lâargento, il beige utilizzati in quasi tutte le etichette vincitrici, rimandano più che al prodotto allâeleganza, al lusso, alla bellezza.
Packaging dunque non più solo involucro con cui commercializzare e proteggere il prodotto, ma come una fortissima leva di comunicazione e di marketing che parla al consumatore attraverso non solo le immagini, ma anche i simboli e i colori.

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