Italia

Nell'era post-Covid stabili o in diminuzione i consumi agroalimentari italiani

Preoccupante il sensibile calo del reddito agricolo per ettaro e zootecnico per capo allevato, in entrambi i casi superiore all’ipotizzata variazione del PIL nazionale. Occorrerà evitare ogni forma di speculazione con un impatto negativo sui consumatori

20 maggio 2020 | C. S.

Per far ripartire al meglio e nella giusta direzione il nostro agroalimentare è essenziale prima conoscere l’impatto sul settore delle misure di contenimento della pandemia da covid19.
Ed è proprio questo l’intento dello studio “Valutazione dell’impatto sul settore agroalimentare delle misure di contenimento COVID-19” pubblicato dal Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del CREA.

Lo studio, coordinato da Annalisa Zezza e realizzato da Roberto Solazzo e Federica Demaria, riporta le simulazioni sul medio periodo dell’andamento del settore, effettuate con AGMEMOD e CAPRI, due modelli econometrici ben consolidati nell’analisi dei trend dell’agroalimentare. In particolare, AGMEMOD (del cui network CREA Politiche e Bioeconomia fa parte) è utilizzato dalla Commissione Europea e consente, quindi di avere risultati comparabili con quelli degli uffici di analisi della Commissione e con quelli di altri Stati membri.
Nei modelli sono stati ipotizzati scenari alternativi di riduzione del PIL, compresi in una forbice che va da -1,5 a -5 punti percentuali, sulla base delle indicazioni inizialmente fornite dai diversi studi internazionali. Di fatto, tale riduzione risulta oggi sottostimata, per cui gli effetti potrebbero essere amplificati in una misura variabile dalla durata del lockdown. All’interno dei modelli, il calo della domanda dell’Horeca (Hotellerie-Restaurant-café) è catturato dalla contrazione del PIL. Laddove, come prevedibile, il calo del valore aggiunto nella ristorazione fosse maggiore rispetto alla variazione del PIL, considerato il suo peso sugli acquisti totali di prodotti agroalimentari, i riflessi in termini di domanda e di reddito sull’agroalimentare sarebbero amplificati.

I risultati dei modelli e il raffronto con le evidenze degli altri studi, mostrano come l’ agroalimentare non sia tra i più colpiti dal calo del PIL, sebbene per alcuni comparti (in particolare, zootecnici) vi siano criticità anche rilevanti. Non vi dovrebbe essere una riduzione significativa della produzione, quindi, considerato anche il livello delle scorte mondiali, la sicurezza alimentare non sarà un problema. Anche la domanda interna si dovrebbe mantenere su livelli sostanzialmente stabili.

Scenario AGMEMOD : in calo fino al 2023, rispetto alle previsioni pre-COVID, soprattutto i consumi di mele e di latte; quelli di carni, formaggi, cereali e derivati risulterebbero in linea, o in lieve diminuzione, rispetto alle precedenti stime. La bassa elasticità della domanda dei prodotti agroalimentari, come nella crisi del 2008-09, permette al comparto di rispondere meglio alle crisi economiche rispetto ad altri settori produttivi. Questo avviene anche per gli scambi internazionali, dove , però,ciononostante, si prevedono in calo sia le esportazioni che le importazioni. Quest’ultimo dato, considerato la natura “trasformatrice” del nostro agroalimentare, potrebbe determinare situazioni di difficoltà in alcune filiere. I prodotti più interessati da una riduzione delle importazioni, rispetto alle stime pre-COVID, sarebbero le carni di pollo e di maiale. Rimarrebbero, invece, sostanzialmente in linea con le previsioni, gli acquisti dall’estero di cereali e formaggi. Per il comparto avicolo si evidenzia anche un rallentamento della crescita delle esportazioni, che sono, invece, in ulteriore miglioramento per le mele. Riguardo ai prezzi, una flessione rispetto alle stime pre-crisi riguarderebbe carne di pollo, grano duro e derivati e formaggi. Per questi ultimi si tratterebbe di un’attenuazione della crescita prevista dalle stime precedenti.

Scenario CAPRI mostra una riduzione consistente del reddito agricolo (per ettaro) e zootecnico (per capo allevato), in entrambi i casi superiore all’ipotizzata variazione del PIL. Il comparto zootecnico sarebbe maggiormente colpito dal calo di redditività. In confronto agli altri paesi europei, il settore agricolo italiano sembra, comunque, meglio sopportare lo shock pandemico, probabilmente per il peso rivestito dall’ortofrutta che risentirebbe in misura minore di altri comparti della crisi di reddito. Tale effetto potrebbe essere imputato, almeno in parte, alla maggiore diffusione sul territorio nazionale delle filiere agroalimentari (nazionali e locali).

Indicazioni conclusive sulle politiche da attuare emerse dallo studio
- Evitare che una carenza di manodopera (non considerata nei modelli utilizzati per lo studio) si traduca in una crisi dell’offerta e quindi facilitare l’accesso delle imprese al lavoro sia degli immigrati che della forza lavoro disponibile da altri settori, garantendo la sicurezza delle condizioni di lavoro;
- Facilitare il trasporto e la logistica dei prodotti deperibili (latte fresco, ortofrutticoli) ,che sono quelli a maggiore rischio;
- Riconoscere come “essenziali” tutte le parti della filiera, a monte e a valle, comprese ad esempio mangimistica e packaging, al fine di non intaccare la catena produttiva;
- Garantire l’integrità della filiera attraverso misure che rafforzino la tracciabilità, in modo da evitare ingiustificate crisi di fiducia sulla food safety e, al tempo stesso, rafforzare i controlli anche alle frontiere;
- Nelle relazioni commerciali, vigilare su eventuali barriere sanitarie e fitosanitarie (SPS) non giustificate e collaborare con il settore privato per individuare eventuali problematiche che dovessero manifestarsi;
- Garantire liquidità alle imprese, evitando restrizioni del credito, introducendo misure come i sussidi salariali, la sospensione dei pagamenti delle imposte sulle società e l’applicazione del regolamento dei minimis, opportunamente rivisto, che possono alleviare le tensioni finanziarie e aiutare le aziende;
- Evitare ogni forma di speculazione che potrebbe avere un impatto negativo sui consumatori attraverso ingiustificati aumenti dei prezzi;
- Garantire l’accesso al cibo alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Potrebbero interessarti

Italia

La felicità in una mozzarella di bufala campana Dop

Sul fronte della notorietà dopo lo spot in tv, la conoscenza della Mozzarella di Bufala Campana ha registrato un ulteriore lieve rafforzamento. Più rilevanti gli effetti sulla consideration e sull’immagine: l’acquisto dichiarato nell’ultimo mese è cresciuto del 17,2%

31 agosto 2026 | 12:00

Italia

I mercati internazionali per l'olio extravergine di oliva italiano: andare oltre l'origine

Il rapporto tra identità produttiva e capacità di internazionalizzazione è stato al centro di Oleocentrica con un focus sul Giappone che importa circa il 90% dell’olio extra vergine consumato e l’Italia è il secondo fornitore dopo la Spagna, con una quota di circa il 34%, contro il 53% spagnolo

31 agosto 2026 | 11:00

Italia

Vini Alto Adige: cresce il percorso verso una viticoltura sostenibile

Nel settore vinicolo altoatesino, la qualità non si limita al contenuto della bottiglia, ma abbraccia tutto il lavoro a monte. Un valore fondamentale è quello della sostenibilità

29 agosto 2026 | 10:00

Italia

Vendemmia 2026: la viticoltura di precisione al banco di prova

Çobo Winery, Vallepicciola e le realtà altoatesine Abbazia di Novacella, Nals Margreid, Cantina San Michele Appiano raccontano l’annata 2026, confermando l’importanza fondamentale della gestione millimetrica del vigneto tra analisi tecniche e timing di raccolta, di fronte alla sfida degli sbalzi climatici

27 agosto 2026 | 09:00

Italia

Vendemmia mai iniziata presto come quest'anno in Alto Adige

Una primavera e un'estate straordinariamente calde hanno avuto ripercussioni anche sui vigneti altoatesini. La vendemmia di quest'anno è già iniziata con i grappoli destinati ai vini base per lo spumante - presto come mai prima d'ora

26 agosto 2026 | 12:00

Italia

Gli olivi millenari della Calabria nascondono un tesoro genetico: scoperti 114 genotipi mai catalogati

Uno studio internazionale pubblicato su Frontiers in Plant Science rivela l’eccezionale biodiversità degli olivi antichi di Calabria e Basilicata. Tre olivi calabresi presentano inoltre caratteristiche compatibili con una possibile poliploidia

25 agosto 2026 | 09:00