Italia

IT COME ITALIA, IL NUOVO LOGO ESPRIME MODERNITA’. PECCATO CHE IL CARATTERE TIPOGRAFICO USATO RISALGA ALLA FINE DEGLI ANNI ’20

Centomila euro, tanto è costata l’ideazione di un logo per la promozione dell'immagine dell'Italia. Studiata dalla Landor ha suscitato dure critiche da parte di molti addetti ai lavori. Non solo, speriamo infatti che la Logitech non ci faccia causa per plagio

24 febbraio 2007 | Mena Aloia

6 lettere e un tricolore. Questa la sintesi del nuovo logo che accompagnerà il Belpaese in tutte le manifestazioni ufficiali.
Presentato a Roma, in pompa magna lo scorso 21 febbraio da Rutelli e Prodi, non sembra piacere proprio a tutti.
L’idea parte dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri che indice un bando di gara per l'ideazione e la realizzazione di un logo per la promozione, in modo coordinato, dell'immagine dell'Italia, al fine di rafforzare le potenzialità turistiche sia nel Paese che all'estero".
Già dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 settembre dello scorso anno arrivarono la prime critiche dagli addetti ai lavori.
Per poter partecipare alla gara, infatti, era necessario inviare alla Presidenza del Consiglio, entro il 16 ottobre, la documentazione comprovante i requisiti richiesti, di cui i principali erano:
- essere soggetti operanti nei settori della comunicazione, della pubblicità e della grafica;
- avere un fatturato complessivo degli ultimi tre anni non inferiore al milione di euro;
- documentata esperienza nel disegno di loghi per committenti sia pubblici che privati;
- due dichiarazioni di affidabilità bancaria.
Tempi indubbiamente molto ristretti ed in più uno sbarramento economico davvero poco comprensibile.
Credo che un milione di euro di fatturato abbia escluso molti, troppi, creativi. I 100.000 euro di compenso devono essere sembrati una cifra simbolica per chi ha potuto partecipare: 70 agenzie in tutto.
Vince la Landor Associates, un’agenzia americana con sede anche a Milano.
Lasciando da parte facili campanilismi e pensando a quanti straordinari marchi, riconoscibili in tutto il mondo, quest’agenzia ha creato possiamo sentirci fiduciosi e rassicurati ancor prima di vedere il nuovo logo Italia.
Mi viene in mente il celeberrimo logo NY di New York (creato appunto dalla Landor) e rifletto su come sia praticamente impossibile andar via dalla grande mela senza aver comprato un qualsiasi gadget che lo contenga.
Finalmente anche l’Italia avrà un unico, riconoscibile nuovo marchio.
Poi, però, arriva il giorno della presentazione ufficiale e cade un mito: la Landor, e cade anche il Governo, ma questa è un’altra storia.



Non mi occupo di grafica ed essendo fortemente convinta dell’importanza delle competenze specifiche in ogni campo, non mi permetto di dare alcun giudizio tecnico.
Posso solo dire che non ha suscitato in me nessuna emozione, anzi mi sembrava una cosa talmente banale (pagata 100.000 euro, vorrei ricordarlo) da pensare di averla già vista.
Ma dove?
Inizio una ricerca sul Web e trovo solo comunicati Ansa con entusiastiche dichiarazioni di Rutelli e Prodi, le ultime visto che siamo al mattino del 21 febbraio.
Ma, all’improvviso, il mistero si svela proprio tra le mie mani, sul mio mouse scorgo questo logo



È della Logitech, uno dei produttori mondiali leader di periferiche per computer.
Tra l’altro volendo essere pignoli il logo della Logitech ha meglio utilizzato il nostro tricolore; la bandiera italiana ha il verde a sinistra, il bianco al centro e il rosso a destra.
Chiedo scusa a tutti gli italiani per questa precisazione, ma a qualcuno della Landor questa sequenza deve essere sfuggita visto che c’è prima il rosso del puntino sulla “i” e poi il verde di quella che dovrebbe essere una “t”.
Certo se si leggono le spiegazioni, peraltro ben articolate, date dalla Landor in cui si dice che “la “t” è verde per rafforzare l’immagine di un Paese ricco dal punto di vista naturalistico” possiamo anche per un attimo crederci, ma poi basta guardarla di nuovo per pensare ad un cetriolo o ad una banana verde, o, nella migliore delle ipotesi, al nostro stivale capovolto malamente tanto da far rabbrividire anche il più moderato dei leghisti.
“Il carattere usato per le altre lettere della parola “Italia”, si continua a leggere nelle motivazioni della Landor, esprime modernità”. Peccato che il carattere tipografico usato risale alla fine degli anni ’20!
In totale sono stati usati 4 diverse tipologie di font in un logo di sole 6 lettere. Tre diversi pesi, maiuscole e minuscole insieme.
Certo viviamo in un Paese un po’ confuso, ma perché deve essere questa l’unica caratteristica da mettere in luce all’estero?

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