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Aggiornamento o nuova classificazione sull'olio extra vergine d'oliva?

Unaprol sostiene di non stare portando avanti il progetto per una nuova classificazione ma solo l’abbassamento dell'acidità da 0,8 a 0,5. Un gioco di parole e degli equivoci che ha coinvolto anche il Consiglio oleicolo internazionale, che ha emesso una nota ufficiale

28 febbraio 2019 | Alberto Grimelli

Abbiamo ricevuto da Unaprol la seguente richiesta di replica che volentieri pubblichiamo:

In riferimento all’articolo “Abbassamento dell’acidità dell’olio extra vergine d’oliva: se ne riparlerà nel 2025”, vorremmo fare alcune precisazioni. La proposta avanzata lo scorso 31 gennaio da Unaprol – Consorzio olivicolo italiano - non riguarda la “creazione di una nuova denominazione o categoria merceologica”, ma l’abbassamento dei parametri relativi al livello di acidità per l’olio extra vergine da 0,8 a 0,5. Tale proposta non va a inficiare la struttura e i contenuti codificati nell’accordo internazionale del 2015 sull’olio di oliva e sulle olive da tavola (International Agreement on Olive Oil and Table Olives del COI) che riguarda esclusivamente le categorie merceologiche. All’interno del COI esiste una specifica divisione tecnica che è responsabile per le questioni relative alla chimica oleicola e all’elaborazione della norma commerciale COI.
Tale norma, che fissa i criteri qualitativi e di purezza propri a ogni denominazione, viene aggiornata e armonizzata sulla base di una serie di parametri che sono costantemente oggetto di studio e analisi, dagli additivi alimentari ai contaminanti, dalla tolleranza in materia di riempimento delle confezioni all'etichettatura dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva.
E’ sbagliato quindi scrivere che “nessuna decisione verrà assunta prima del 2025”, come riportato sia nel titolo sia nel testo dell’articolo, in quanto basterebbe un parere positivo del gruppo tecnico dei chimici e un accordo politico al primo Consiglio dei membri che si riunisce 2 volte ogni anno (in primavera e in autunno).

A poche ore di distanza dalla richiesta di replica, Unaprol ha emesso il seguente comunicato stampa:

“La proposta che abbiamo lanciato al COI di una nuova classificazione dell’olio extra vergine di oliva, con un abbassamento del livello di acidità dallo 0,8 allo 0,5%, sta suscitando molto interesse, anche a livello internazionale e ha riaperto la discussione su un tema di assoluta importanza per il settore – spiega David Granieri, presidente di Unaprol, Consorzio olivicolo italiano – In tanti si sono espressi a favore di questo progetto che mira sia a dare al consumatore maggiore qualità e trasparenza sia a contrastare in maniera più efficace le frodi  che si concentrano nella zona di confine. Nel COI esiste una divisione tecnica per le questioni relative alla chimica oleicola e all’elaborazione della norma commerciale che fissa i criteri qualitativi e di purezza propri a ogni denominazione. Tale norma viene costantemente aggiornata e armonizzata in base a parametri che sono continuamente oggetto di studio e analisi. Con un parere positivo dei tecnici e un accordo politico al Consiglio dei membri si potrebbe avere una nuova classificazione nel giro di 6 mesi”.
“E’ evidente che attualmente gli oli di alta qualità non siano adeguatamente protetti e ci sia la necessità di tutelarli – sottolinea Maurizio Servili, docente di Scienze e tecnologie alimentari all’Università degli Studi di Perugia - E’ molto interessante l’idea di restringere una classe merceologica che è troppo ampia e contiene prodotti profondamente diversi. Una nuova classificazione rappresenterebbe sicuramente un’opportunità, la proposta va studiata in modo dettagliato”.

Unaprol allora vuole una nuova classificazione dell'olio extra vergine di oliva o il semplice abbassamento dell'acidità da 0,8 a 0,5?

La domanda è legittima, visto che il linguaggio utilizzato gioca sull'ambiguità dei termini “nuova classificazione”, ribadita dal presidente Unaprol David Granieri in due passaggi della sua dichiarazione nell'ultimo comunicato stampa, e la replica ricevuta solo qualche ora prima, nella quale si afferma “tale proposta non va a inficiare la struttura e i contenuti codificati nell’accordo internazionale del 2015 sull’olio di oliva e sulle olive da tavola.”

Un equivoco nel quale è caduto anche il direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale Abdellatif Ghedira che infatti ha emesso una nota dove si afferma nel titolo: “Italy proposes a new classification for olive oil”, e la seguente dichiarazione: " “La richiesta di una nuova classificazione degli oli di oliva può essere presa in esame nell’ambito delle procedure previste dal futuro accordo internazionale dell’olio di oliva e delle olive da tavola - ha dichiarato Abdellatif Ghedira, direttore esecutivo del COI"

Le parole, specie nelle sedi istituzionali internazionali, hanno una loro importanza.

La classificazione degli oli d'oliva prevede la loro suddivisione in categorie merceologiche ben definite, ormai immutate da decenni, che prevede l'olio extra vergine di oliva al vertice.

I parametri di qualità e genuinità dell'olio extra vergine di oliva sono invece cambiati molte volte e l'Italia ha costantemente contribuito alla loro revisione, come dimostra l'introduzione del parametro degli alchil esteri, poi etil esteri, e i cambiamenti di molti limiti, come quelli su alcuni acidi grassi e degli steroli.

Una nuova classificazione prevede la revisione dell'accordo internazionale del 2015 sull’olio di oliva e sulle olive da tavola.

Un aggiornamento della normativa sui parametri dell'olio extra vergine d'oliva è invece routine.

Resta da capire se l'equivoco su cui gioca Unaprol è voluto, quindi si parla di abbassamento dell'acidità come grimaldello per arrivare a una nuova classificazione commerciale, oppure se si tratta di una pura operazione comunicazionale per ingigantire la portata dell'eventuale risultato dell'abbassamento dell'acidità da 0,8 a 0,5.

I percorsi per ottenere l'abbassamento dell'acidità e quelli per ottenere una nuova classificazione commerciale sono molto diversi e hanno tempi molto diversi. Per l'abbassamento dell'acidità possono effettivamente occorrere 6-12 mesi di riunioni tecniche e voto politico del Consiglio dei Paesi membri. Per la revisione della classificazione commerciale serve invece soprattutto un accordo politico per il cambiamento dell'International Agreement on Olive Oil and Table Olives, quindi si andrà al 2025.

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