Italia

La Taggiasca siamo noi, la rivendicazione istituzionale della paternità dell'oliva in salamoia

La Regione Liguria ha avviato una campagna istituzionale volta a rivendicare con forza l'origine della Taggiasca, sia come varietà sia come olive famose in tutto il mondo. E della Dop, nella comunicazione, non c'è più traccia

13 novembre 2017 | T N

La Regione Liguria ha dedicato un evento, cardine di una campagna promozionale autunno-inverno denominata #lamialiguria e dedicata all’oliva del ponente ligure. Per l’occasione, la piazza centrale di Taggia è stata addobbata a festa, con stand di prodotti tipici e una decina di Apecar, 'brandizzate' con il marchio “La taggiasca siamo noi”.

“L’olio e la cultura dell’ulivo – ha affermato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - non sono solo un prodotto ma un pezzo di storia di questa regione, un’eccellenza non solo ligure ma italiana e mondiale. Ma deve crescere di più, deve integrarsi all’ospitalità, al turismo, all’agroalimentare, alla promozione del territorio. Bisogna lavorare tutti insieme perché questo marchio diventi un simbolo di questa regione: l’oliva taggiasca è un’eccellenza che nulla ha da invidiare ai migliori prodotti italiani. La manifestazione Olioliva – ha aggiunto - esiste da tanti anni: quest’anno abbiamo voluto essere presenti per dire che Regione Liguria c’è ed è al fianco non solo dei produttori ma di tutto il mondo che ruota attorno al settore agroalimentare, su cui si può lavorare ancora molto per sviluppare il nostro territorio. Questo è il futuro della Liguria e credo – ha concluso – che sia a portata di mano”.

“Questo prodotto eccezionale del ponente ligure – ha spiegato l’assessore regionale Marco Scajola – va promosso e tutelato a livello locale e rilanciato a livello nazionale e internazionale. È giusto che la Liguria e il ponente ligure rimarchino la paternità della taggiasca, mettendo in atto, al contempo, politiche per aiutare le aziende del comparto agricolo: un settore che porta avanti una tradizione millenaria di produzione tutela e valorizzazione dell’oliva taggiasca”.

“Noi siamo qui oggi – ha aggiunto l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai - anche per valorizzare la nostra cultura millenaria. Vogliamo far capire a tutti che taggiasca è di questi territori, è il nostro tesoro e noi vogliamo promuoverlo e anche recuperarlo. Questa iniziativa nasce per rilanciare questo settore, per noi strategico non solo dal punto di vista economico ma anche ambientale, perché le nostre fasce e i nostri muretti sono un patrimonio unico”.

Per l’assessore al Turismo, Gianni Berrino, “questa campagna di promozione è sia turistica che agroalimentare, unendo la bellezza dei nostri territori dominati dall’ulivo taggiasco all’oliva da cui si estrae l’olio, l’oro giallo di questa terra. Ha quindi una doppia valenza attrattiva, sia paesaggistica che legata al gusto, ai sapori e ai profumi, offrendo un’esperienza sensoriale a 360 gradi che coinvolge tutti i sensi, in un viaggio che attraversa i nostri uliveti, passa attraverso i nostri frantoi per osservare la frangitura e assaporare l’olio appena franto e arriva alle nostre trattorie, dove questo straordinario prodotto viene subito declinato in cibo fantastico”.

Tra i protagonisti dell’evento a Taggia, Francesco Zappone, classe 1917, il contadino ultracentenario che, munito di patente appena rinnovata, è arrivato in piazza a bordo della sua Apecar. A chi gli ha domandato quale sia il segreto della sua longevità, ha risposto: “lavorare, lavorare, lavorare. Mi sveglio ogni mattina alle 6.30 e non sto mai fermo, coltivo l’orto e curo i miei olivi fino a sera. E il nostro magnifico olio – ha concluso - non manca mai sulla tavola”.

Nella comunicazione istituzionale della Regione Liguria, quindi, più nessuna traccia della Dop Taggiasca ma solo la rivendicazione di paternità, non solo legittima ma doverosa, di un prodotto, l'oliva in salamoia, della sua tradizione e storia, legata al territorio del Ponente ligure in particolare e della Liguria tutta in generale.

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