Italia
Il futuro dell'olio extra vergine di oliva è amaro e piccante
Un test di acquisto e consumo alla Extra Lucca Summer Edition: oltre alla Dop Lucca che piaceva sia per qualità, sia perché il souvenir del territorio, la più apprezzata è stata la Coratina pugliese tanto amara e poco compresa in Italia
05 agosto 2016 | Fausto Borella
Se si sceglie di comunicare le eccellenze italiane, non possiamo fermarci a un singolo evento o a qualche degustazione fatta qua e là lungo il nostro Paese. La missione della ri-nascita del vero olio extravergine italiano artigianale, deve essere compiuto quasi ogni giorno, in qualsiasi latitudine mondiale.
La scommessa di Extra Lucca Summer Edition, aperta tutto il mese di luglio sotto il Loggiato Pretorio nel cuore di Lucca, è stata vinta con grande soddisfazione.
Ventidue aziende aderenti al libro/guida Terred’Olio 2016, quasi tutte Corone Maestrod’olio, hanno creduto nell’esperimento di far conoscere tutte le sfumature delle 41 cultivar presenti nei nostri banchi di assaggio, raccontati in 5 lingue da dodici valenti allievi e allieve dell’Accademia Maestrod’olio. Dalle 10 della mattina fino al tramonto, abbiamo visto passare 10.000 (diecimila!) visitatori, quasi esclusivamente stranieri, che sono entrati timidamente nel palazzo cinquecentesco della città, hanno ascoltato, odorato, degustato col pane le migliori fragranze presentate dal Trentino alla Sicilia e, poi, inevitabilmente hanno acquistato una bottiglia, una lattina, una scatola regalo. In poche parole hanno portato a casa le migliori selezioni di olio perché le avevano comprese. Il termine di paragone era semplice ma non scontato; prima sentire gli oli nelle bottiglie trasparenti da 1 litro che si trovano nei supermercati e purtroppo anche negli alimentari della città a 3 o 4 euro e poi ammaliarsi dei prodotti inseriti nella nostra selezione.
Sapete quali sono stati gli oli più acquistati? Oltre alla Dop Lucca che piaceva sia per qualità, sia perché il souvenir del territorio doveva essere portato a casa, la più apprezzata è stata la Coratina pugliese tanto amara e poco compresa in Italia. Basta poco, una buona spiegazione, l’assaggio e la consapevolezza che dentro un olio amaricante, si nascondono centinaia di milligrammi di polifenoli, che fanno tanto bene alla salute. Per ultimo, l’abbinamento con le carni alla griglia, con le zuppe di verdure e legumi, sulla pasta fumante con pomodoro estivo e basilico e allora sì che diventa un olio assolutamente da acquistare.
Avevamo solo tre aziende pugliesi che ci hanno regalato queste soddisfazioni, ma la gioia e la pace dei sensi, l’abbiamo raggiunta vedendo finire dopo la prima settimana gli oltre 350 litri di olio di vari formati, richiesti alle aziende.
Il bilancio è sconvolgente; lo straniero è pronto a spendere, se viene preso per mano e accompagnato in un viaggio romantico e avvolgente che rende tutti i sensi del suo corpo attivi e funzionanti. Anche l’Italiano non è refrattario alla novità, ma ovviamente, va educato un po’ più a lungo. Quante persone sono tornate chiedendo a scatola chiusa di dargli un olio amaro perché avevano una grigliata la sera con amici, o una varietà profumata per le insalate estive……e chi l’avrebbe mai detto che la comunicazione dell’Evo di qualità passa non solo con la teoria dei corsi e delle slides di power point, ma anche facendo toccare con mano le piantine di olivo, guardando sulla mappa le varie regioni del nostro Paese e facendoli tossire felici perché gocce di Coratina, Caninese, Ottobratica o Casaliva avevano inebriato le loro papille ammaliandoli di un gusto che non potranno più dimenticare.
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