Italia
Kit anticontraffazione per riconoscere il vero agroalimentare italiano
Nel vademecum predisposto dal Ministero dello Sviluppo economico insieme con le rappresentanze dei consumatori alcuni dati e utili informazioni per saper riconoscere il vero food Made in Italy. Quattro i requisiti imprescindibili: provenienza-sicurezza-tracciabilità-salute e gusto. Tutto sotto lo slogan: io sono originale
31 luglio 2015 | T N
Dal Ministero dello Sviluppo economico arriva il “kit anticontraffazione” per guidare quotidianamente il consumatore nella scelta di alimenti originali, nel rispetto di quattro requisiti imprescindibili: provenienza, sicurezza,tracciabilità, salute e gusto.
In occasione di Expo è stato infatti realizzato un vademecum alimentare insieme alle associazioni dei consumatori: una guida sul cibo che contiene etichette, avvertenze, recapiti utili per evitare di comprare alimenti contraffatti.
Il progetto rientra nella serie di iniziative istituzionali che il dicastero mette in campo nella diffusione della cultura della legalità contro il mercato del falso.
Più in particolare, il progetto prevede:
- un Vademecum Alimentare, disponibile all’indirizzo www.uibm.gov.it e realizzato in collaborazione le Associazioni dei Consumatori iscritte al CNCU. Una vera guida sul cibo, completa di schede dedicate agli alimenti base della dieta, con dettagli e aggiornamenti su etichette, avvertenze, norme e recapiti utili per evitare acquisti di alimenti contraffatti;
- un video, visibile sul sito dell’UIBM e che illustra, con semplicità e immediatezza, come scegliere gli ingredienti sicuri e originali e come evitare quelli contraffatti;
- una “Guida sulla contraffazione online”, realizzata in collaborazione con ItaliaOggi-Convey. La Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione anche quest’anno ha partecipato attivamente alla stesura della Guida con alcuni contributi sia del Ministero dello Sviluppo Economico, a firma del Sottosegretario Simona Vicari (Presidente del CNAC) sia del Direttore Generale, Loredana Gulino. La Guida, in edizione speciale per EXPO, è stata realizzata anche in lingua inglese per essere distribuita alle oltre 140 delegazioni di paesi esteri presenti all’ Expo 2015;
- una “Guida dedicata alla proprietà intellettuale per le PMI nel settore agroalimentare”, realizzata in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), nell’ambito del protocollo di cooperazione bilaterale tra l’OMPI ed il Governo italiano. La Guida, in lingua inglese, sarà a breve disponibile online sul sito dell’OMPI e della DGLC-UIBM.
I vademecum per difendersi dal falso sono disponibili anche sul sito del progetto Io Sono Originale.
Come spiegano le associazioni dei consumatori che insieme al Mise fanno parte dell’iniziativa, “la commercializzazione di prodotti contraffatti incide sulla sicurezza e la salute dei consumatori, ma anche sull’economia del Paese poiché l’imitazione fraudolenta di un prodotto può anche provocare deviazioni del traffico commerciale e fenomeni di concorrenza sleale (producendo gravissimo danno allo sviluppo della ricerca e alla capacità di innovazione). Il fenomeno riguarda diversi settori: dalla moda ai giocattoli, dagli occhiali ai cosmetici, passando naturalmente per l’alimentazione, che, soprattutto in questo periodo di straordinaria visibilità per il made in Italy, grazie all’Expo, è ad alto rischio. I prodotti più contraffatti sono, infatti, paradossalmente quelli rappresentativi della qualitaÌ della produzione agroalimentare italiana”.
Nella Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione si legge che a livello mondiale, si
stima che il giro d’affari dell’Italian Sounding superi i 60 miliardi di euro l’anno (164 milioni di euro al giorno), cifra di oltre 2 volte superiore rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (26 miliardi di euro nel 2013).
In generale, l’attività di contraffazione dei prodotti alimentari, unitamente al fenomeno dell’Italian Sounding evidenzia un giro d’affari stimato estremamente rilevante:
- mondo: circa 60 miliardi di euro (poco meno della metà del fatturato dei prodotti originali e più di due volte l’export italiano);
- Europa: ben 22 miliardi di euro (contro un export di 13 miliardi di euro per i prodotti originali)
Il vademecum alimentare riporta anche i dati del Rapporto “Agro- mafie” sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti/Eurispes: si tratta di giro d’affari di circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12% rispetto ai due anni precedenti.
Un capitolo del Vademecum indica i prodotti maggiormente “violati” ed oggetto di contraffazione. Al secondo posto, dopo i vini, l'olio extra vergine d'oliva. per miscelazione con oli raffinati di oliva, con tenori analitici non rispondenti ai requisiti previsti dai regolamenti comunitari, per miscelazione con oli di semi. Seguono poi a ruota formaggi e latte.
La legge, però, punisce severamente solo la fabbricazione di prodotti pericolosi per la salute pubblica. La legge vieta di adulterare o corrompere acque o sostanze destinate all’alimentazione rendendole pericolose per la salute pubblica e di contraffare, in modo pericoloso per la salute pubblica, sostanze alimentari destinate al commercio. Tale delitto è previsto dall’art. 440 del Codice Penale ed è punito con: la reclusione da tre a dieci anni.
È vietato inoltre detenere per il commercio, porre in commercio, distribuire per il commercio tali alimenti contraffatti in modo pericoloso per la salute pubblica: si tratta di un reato
previsto dall’art. 442 del Codice Penale, che viene punito con: la reclusione da tre a dieci anni se si tratta di alimenti destinati al commercio.
Per quanto riguarda la contraffazione, invece, solo tutele per le indicazioni geografiche protette (Igp) e le denominazioni di origine protetta (Dop). La legge 99/2009, all’art. 15 ha apportato modifi che agli articoli 473, 474, 517 del Codice Penale e ha introdotto i nuovi articoli 474-bis, 474-ter, 474-quater, 517-ter, 517-quater e 517-quinquies: nello specifi co il nuovo art. 517-quater prevede l’introduzione del delitto di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, punito con la reclusione fi no a 2 anni e con la multa fi no a 20.000 euro.
Stranamente il Vademecum nulla dice sul reato di frode in commercio, ar. 515 del Codice Penale, punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a duemilasessantacinque euro. E' uno dei reati maggiormente contestati per le contraffazioni alimentari ovvero per chi "consegna all'acquirente una cosa mobile per un'altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita."
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