Italia

Troppo piombo nei cartoni di carta riciclata per uso alimentare

La legge italiana, considerata una delle più severe in Europa, vieta l’uso di cellulosa riciclata per gli imballaggi di cartone destinati ad alimenti “umidi”

08 ottobre 2014 | C. S.

Tra i pericoli che si nascondono dietro l’amata pizza, mai ci saremmo aspettati di trovare il cartone dove viene conservata. E invece, oltre a verificare che la parte inferiore non sia bruciata e che pomodoro, olio e mozzarella usati siano di qualità, dobbiamo guardare anche le scatole: troppo spesso contengono cellulosa riciclata, vietata dalla legge perché cede piombo e altre sostanze tossiche. L’allarme, lanciato dalla trasmissione Report, andata in onda ieri sera su Rai Tre, e da ilfattoalimentare.it, è partito dagli addetti ai lavori che denunciano mancanza di controlli al Sud.

Qui buona parte dei cartoni usati per la pizza contiene cellulosa riciclata.

La legge italiana, considerata una delle più severe in Europa, vieta l’uso di cellulosa riciclata per gli imballaggi di cartone destinati ad alimenti “umidi”, tra cui rientrano le scatole per la pizza, visto che la temperatura interna raggiunge i 60/65°C: queste temperature favoriscono la migrazione di piombo, ftalati e altri composti tossici abitualmente presenti nel cartone riciclato. In Italia sono vietate anche le scritte nella parte interna del contenitore per evitare la cessione di sostanze nocive presenti nell’inchiostro. In Francia, Germania e altri paesi europei (tranne la Finlandia che ha regole simili alle nostre), le leggi sono più permissive, e i contenitori possono avere uno, due e anche tre strati di cartone riciclato, anche se per quello a contatto con la pizza la presenza o la migrazione di alcune sostanze deve rientrare entro certi limiti.

Come si riconoscono i contenitori a norma? Sul cartone deve essere presente il nome del produttore e il codice di tracciabilità per identificare il lotto. Su alcuni si trova il logo composto da un bicchiere e una forchetta, che però non ha alcun valore legale. Si tratta di un’autocertificazione che attesta la possibilità di utilizzare il contenitore per tutti i prodotti alimentari non distinguendo tra cibo secco o umido. Se l’imballo non è adatto a tutti gli alimenti, a fianco della forchetta e del bicchiere dovrebbero essere indicate le tipologie di alimenti (codificate dal decreto con un numero oppure dalla scritta “solo per alimenti secchi”) come pure eventuali limitazioni delle condizioni d’uso.

“Forse per questo motivo nella lista settimanale dei prodotti che il Ministero della salute segnala al sistema di allerta europeo non si trovano mai cartoni per pizza che cedono piombo, ma solo pentole, stoviglie e utensili da cucina cinesi che cedono cromo e altri metalli pesanti” denuncia ilfattoalimentare.it.

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