Italia
Expo Rurale 2013 lancia la rete dei saperi dalla terra alla tavola
In occasione della manifestazione fiorentina sono stati presentati molti progetti di ricerca innovativi dedicati a varie filiere. Obiettivo dichiarato: fare della Toscana una Food Valley
21 settembre 2013 | Marcello Ortenzi
Expo Rurale, tenutosi a Firenze dal 12 al 15 settembre, è stata l'occasione per annunciare la nascita del "Centro internazionale per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e la qualità dell'alimentazione". Sarà un centro di eccellenza, unico in Italia, che si occuperà di tutte le tematiche della qualità agroalimentare, dalla terra alla tavola. La Regione sarà il soggetto promotore e svolgerà un ruolo propulsivo e di coordinamento. Il centro avrà la forma di una "associazione" e i soci fondatori saranno enti pubblici e privati che si sono dichiarati interessati: tra questi le tre Università Toscane, il CNR, la Scuola S. Anna, le organizzazioni agricole, ecc. Se la Toscana può essere presa ad esempio concreto di uno stile di vita sano, una "Food Valley" che comprende l'intera regione, l'obiettivo del centro è quello di creare una cultura del cibo rispettosa dell'ambiente e della salute dell'uomo. Expo Rurale, che è riproposto ogni anno, mira a riportare la campagna in città non per nostalgia, ma per mostrarne il moderno volto di ricerca e investimento. Tra le numerose attività che si sono svolte nei tre giorni, il convegno dedicato alle innovazioni in agricoltura e foreste e il trasferimento dei risultati alle aziende agricole per dare più forza e più reddito al settore rurale, organizzato dalla Regione Toscana. La misura 124 del PSR 2007-2013 ha finanziato diversi progetti innovativi in agricoltura in partnership tra Regione, Gal toscani, università, organizzazioni agricole e CNR. Uno dei progetti presentati è stato dedicato alla valorizzazione delle lane prodotte da allevamenti toscani (Comfort e Sostenibilità lane autoctone toscane) mentre un'altro si è concentrato sulla caratterizzazione dei prodotti lattiero-caseari della Maremma da allevamenti bovini al pascolo . Invece il progetto "Olivare" ha trovato soluzioni innovative per valorizzare i sottoprodotti della filiera olivicola con immediato ritorno economico per la sansa umida, recuperando sostanze pregiate per la salute umana. Di grande attualità per la castanicoltura il progetto "Ricapi", che ha provato un nuovo modello di potature castanicole dei comuni Amiata Val d'Orcia, in modo da ridurre la percentuale di foglie, infiorescenze e getti colpiti dall'azione del cinipide, assicurando un livello produttivo di frutti nell'anno di applicazione paragonabile a quello di piante sane. La misura 124 che si è dimostrata importante ed è stata utilizzata per sessantasei progetti dalle imprese agricole della regione che hanno cercato di vitalizzare con questo strumento i diversi territori. Tuttavia i prototipi di macchine e processi che sono stati elaborati si dimostreranno utili per l'intero settore agroforestale nazionale. Intervenuti anche rappresentanti di altre Regioni che hanno illustrato gli esiti dei loro progetti, dimostrando quanto sia necessario che la misura, anche nel futuro PSR, dovrà avere le caratteristiche di innovazione e trasferimento, andando a valorizzare le esigenze e le richieste delle aziende agricole stesse.
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