Italia

L’ultimo saluto a Giorgio Bargioni

Con lui scompare una figura limpida, generosa e sempre disponbile. Docente di coltivazioni arboree, ha lasciato importanti contributi scientifici su olivicoltura e piante da frutto

04 febbraio 2012 | L. C.

Nulla è eterno, ma il ricordo, quello sì, rimane, per chi ha il cuore generoso e sa riconoscere i meriti di chi ha dato tanto, e lo ha fatto generosamente per tutta la vita, mettendoci sempre tutto il proprio raziocinio, la passione e una professionalità di alto livello.

Noi oggi non abbiamo più tra noi il professor Giorgio Bargioni, con il suo sorriso e la gentilezza che difficilmente passano in secondo piano. Di lui ricordo la dedizione, che gli amici produttori olivicoli del Garda mi hanno sempre testimoniato, ma non soltanto da loro ho avuto parole di pubblico encomio.

A darmi la notizia della morte del professor Bargioni è stata Laura Turri. Ho incontrato il professor Bargioni in dicembre, proprio a Cavaion Veronese, in occasione di un convegno cui ho par5ecipato in veste di moderatore. E’ stata l’ultima occasione di incontro con Bargioni. Gli ho stretto la mano, dopo vaerlo salutato riconoscendone in pubblico i meriti.

La foto che ritrae il prof. Bargioni, che qui riportiamo, è stata scattata da un signore tedesco durante la raccolta delle olive a Pai, sul Lago di Garda, nell'autunno 2010.

In questa foto, mi confida la vicepresidente del Consorzio Dop Garda, Laura Turri, rivedo il "mio" prof. Bargioni, “la sua tenacia e la sua serena capacità di ascoltare e insegnare, tanto che l'ultima iniziativa che ha organizzato con il Consorzio è un corso di potatura che si terrà a Cavaion nel marzo di quest’anno”.

Laureato in Scienze Agrarie a Firenze nel 1948 con voti 110 e lode e dignità di stampa della tesi di laurea, il professor Giorgio. Dal febbraio 1951 al settembre 1954 fu direttore del Centro per l’Incremento della Frutticoltura Ferrarese.

Dal primo gennaio 1955 assunse la direzione del nuovo Istituto Sperimentale di Frutticoltura fondato dalla Provincia di Verona, incarico che mantenne fino al pensionamento avvenuto nel 1990.

Dal 1964 è stato libero docente di Coltivazioni arboree, con titolo depositato nell’Università di Padova. Presso lo stesso ateneo ebbe l’incarico, per sei anni accademici, dell’insegnamento della Viticoltura.

Bargioni è stato inoltre membro effettivo dell’Accademia dei Georgofili, dell’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona e dell’Accademia Nazionale di Agricoltura.

Ha dedicato la maggior parte della propria attività agli studi e alle ricerche sulle colture arboree da frutto e sull’olivo. In particolare, per le specie da frutto ha condotto studi e ricerche sulla biologia fiorale, sulle forme di allevamento del pesco, sulla distribuzione degli apparati radicali nel terreno segnalando per primo i fenomeni di repulsione fra radici di piante della stessa specie arborea.

Ha compiuto lavori di miglioramento genetico per il pesco e soprattutto per il ciliegio: per questa specie il lavoro ha portato alla costituzione di diverse varietà fra le quali è nota particolarmente la Giorgia, oggi diffusa su tutto il territorio nazionale. Per l’olivo ha condotto ricerche di biologia fiorale, indagini di carattere elaiografico sulle cultivar della regione gardesana e sperimentazioni sull’allevamento e la potatura.

E’ stato autore di un volume sulla coltivazione del ciliegio e di un manuale sulla coltivazione dell’olivo edito da L’Informatore Agrario (I edizione 2002; II edizione 2006); ha curato la revisione e l’aggiornamento del Manuale di frutticoltura, Edagricole, di Branzanti e Ricci; ha preparato il capitolo “Ciliegio” nel trattato di Frutticoltura Speciale del REDA, i capitoli “Potatura e scelta e preparazione del terreno” nel Trattato di Frutticoltura Generale dello stesso REDA e il capitolo Sweet cherry scions: characteristics of the principal commercial cultivars, breeding objectives and methods nel volume Cherriers, Plant physiology, production and uses, a cura di A.D. Webster & N.E. Looney, ediz. Cab International, Wallingford, U.K.

Negli Anni Accademici 2004-2005, 2005-2006 e 2006-2007 è stato infine incaricato di un Corso di Olivicoltura presso l’Università degli Studi di Verona.

.

 

 

 

Potrebbero interessarti

Italia

Olio di Calabria nel caos: troppe opacità nel Consorzio

L'assessorato all'Agricoltura invita il Consorzio di tutela a posticipare l'assemblea del 7 agosto dopo le segnalazioni delle organizzazioni dei produttori su modalità di voto, composizione del corpo elettorale e applicazione del nuovo decreto Masaf

06 agosto 2026 | 09:50

Italia

Da detenuti a custodi dell'antico Olivo della Madonna: il percorso in Calabria

Alla Casa di reclusione di Laureana di Borrello un progetto coniuga formazione professionale, reinserimento sociale e tutela della biodiversità. I detenuti conseguono l'abilitazione ad assaggiatori di oli vergini di oliva e partecipano al recupero della rara cultivar Leucocarpa

05 agosto 2026 | 10:00

Italia

Clima estremo, due aziende agricole su tre colpite da eventi naturali

Tra il 2023 e il 2025 il 67,6% delle imprese ha subito danni, soprattutto a causa di grandinate, precipitazioni intense e ondate di calore. Ancora limitata la diffusione delle assicurazioni e scarsa la conoscenza del fondo AgriCat

04 agosto 2026 | 12:00

Italia

Grappaturismo: le distillerie trentine rafforzano il legame tra produzione, accoglienza e turismo esperienziale

Dall’indagine condotta dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino sui proprio associati emerge un’offerta diffusa di visite al pubblico, con margini di crescita nei servizi digitali. Marzadro (Presidente ITGT): “Questa indagine fa parte di un percorso di miglioramento dell’offerta e per far divenire il turismo asset strategico per la promozione della tradizione distillatoria trentina”

04 agosto 2026 | 10:00

Italia

Una proposta di legge organica per mondo rurale toscano

Partecipazione permanente, contrasto al caporalato, semplificazioni e controlli digitali. Interventi anche per vivai e benessere animale, agriturismo, buttero maremmano, educazione alimentare, patrimonio rurale, tartufi e invasi irrigui

02 agosto 2026 | 09:00

Italia

Inizia la vendemmia 2026 in Sicilia: un viaggio lungo circa cento giorni

Il recente trend di raccolta vede la fine del mese di luglio protagonista dell’inizio della grande vendemmia siciliana. Varietà internazionali, quali Pinot Nero e Chardonnay che si contraddistinguono per tenori di acidità di rilievo, sono raccolti per dar vita alle basi spumante oltre che per i vini fermi

30 luglio 2026 | 11:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati