Gastronomia
La Rassegna 2025 racconta l’identità dell’olio italiano a Smerillo
Il 7 e 8 giugno a Smerillo, nel cuore dei Sibillini, ad oltre 800 m di altitudine, si è tenuta la 22° Rassegna Nazionale degli Oli Monovarietali, promossa da AMAP
13 giugno 2025 | 13:30 | Barbara Alfei
Marco Rotoni, Presidente AMAP, ha dato il via al percorso tra le eccellenze olivicole italiane sulla terrazza panoramica. “Questa Rassegna rappresenta una grande opportunità per riscoprire il gusto, l’identità e l’essenza della nostra Regione e degli oli monovarietali italiani. Le Marche, in particolare questo luogo magico e speciale che evoca ‘Le parole della Montagna’, incastonato nei Monti Sibillini, diventa teatro del Gusto valorizzando le varietà autoctone e i paesaggi che le custodiscono”.
Il seminario tecnico di approfondimento ha visto la spaziosa Sala delle Vetrate gremita di tecnici ed assaggiatori, a ribadire la validità di un progetto che sottolinea il ruolo prioritario della biodiversità olivicola in un percorso di valorizzazione degli oli di eccellenza, dotati di forte identità. Un patrimonio genetico dal valore inestimabile che, grazie al binomio indissolubile varietà - ambiente di coltivazione, garantisce prodotti unici ed irripetibili, fortemente radicati al territorio e in armonia con il paesaggio, arricchito di storia, cultura e tradizioni locali.
Lo studio di caratterizzazione degli oli monovarietali italiani trae forza e credibilità da un lavoro di squadra, i cui attori principali sono il Panel AMAP-Marche, il Centro Agrochimico AMAP di Jesi, IBE – CNR di Bologna con le competenze statistiche di Massimiliano Magli, tutti i produttori che con professionalità, etica e passione producono oli monovarietali e li inviano alla Rassegna.

Magli, nella sua relazione “Dalla banca dati degli oli monovarietali alle strategie di sostenibilità ed innovazione della filiera olivicola” ha ribadito il valore della banca dati come strumento utile a fornire informazioni serie e rigorose - sono infatti attualmente presenti 4510 campioni rappresentativi di 200 varietà provenienti da 19 regioni italiane, ad individuare tendenze a lungo termine e pattern ricorrenti, fornire informazioni utili a prendere decisioni consapevoli. “In questo ultimo decennio, gli oli che giungono alla Rassegna evidenziano dei cambiamenti in atto relativamente alla composizione in acidi grassi, in particolare l’acido oleico. I modelli previsionali mostrano un diffuso incremento (spaziale e temporale) di eventi relativi a temperature estreme e siccità da ora ai prossimi decenni. Approssimativamente il 50% e oltre dell’attuale areale di coltivazione dell’olivo sarà interessato a problematiche legate alla siccità e la frequenza di eventi estremi aumenterà nel prossimo futuro su tutto il bacino del Mediterraneo ed in particolar modo in Italia”.
Le degustazioni sono state guidate da Barbara Alfei – Capo Panel, che ha selezionato sia varietà note, quali Coratina ed Itrana, ma anche varietà poco conosciute, quali Orbetana, Lazzaro, Colombaia, Bella di Cerignola ed ancora Cerasuola, Intosso, per addestrare gli assaggiatori a giostrarsi tra gli innumerevoli profumi e sapori della biodiversità olivicola italiana, approfondendo poi le conoscenze nella terrazza panoramica, con ampia veduta dai Monti Sibillini fino al Conero, dove erano presenti produttori selezionati dalle Marche ma anche da altre regioni, quali Puglia, Lazio, Abruzzo, Umbria, Sicilia.
L’appuntamento più atteso dagli assaggiatori, la 16° edizione del gioco a squadre “Indovina la varietà”: 8 come al solito le varietà da riconoscere, scelte a coppie tra 4 delle 6 tipologie sensoriali: Raggiola e Casaliva nella seconda (mandorlati), Mignola ed Ogliarola salentina nella terza (frutti di bosco), Itrana e Tonda Iblea nella quarta (oli pomodoro), Nostrana di Brisighella e Nostrale di Rigali nella sesta (erba e carciofo). Una sfida di destrezza, mirata ad approfondire i profili sensoriali delle varietà presenti in banca dati, vinta da una giovane squadra “Gli ultimi Piceni”, composta da Paola Paciarotti, Luca Gigli e Simone Fattobene, assaggiatori “in erba” formati nei corsi AMAP, che hanno riconosciuto tutte e otto le varietà in assaggio. Seconda classificata la squadra “AICOO” composta da Alessandro Vujovic, Fausto Venturi e Federico Caporali e terza la squadra “Appennino Tosco-Emiliano” composta da Flavio della Luna, Cristina dell’Onte e Massimo Reina.

Domenica al Parco della Fessa sono stati consegnati i Riconoscimenti speciali 2025. Tantissime eccellenze per la Coratina, in particolare si sono distinte le aziende Le Tre Colonne di Salvatore Stallone e Ortoplant di Depalo Michele (Giovinazzo, BA); ottimi risultati anche per l’Itrana, con targa di eccellenza per Silvae di Silvia Ialongo (Itri, LT) e Alfredo Cetrone (Sonnino, LT), il miglior Leccino è andato a F.lli Mosci snc (San Marcello, AN). Le Marche hanno avuto un ruolo da protagoniste (ben il 30% dei 319 campioni pervenuti), rappresentando 21 varietà, 14 delle quali iscritte al Repertorio regionale della biodiversità. Per il terzo anno, il riconoscimento speciale è andato all’Azienda Agricola I Tre Filari di Recanati; menzioni di eccellenza anche per A.F.M. di Jesi, Az. Pacioni Barbara di Montegranaro e tanti altri produttori impegnati nella valorizzazione del patrimonio olivicolo locale.
Non sono mancati gli appuntamenti culturali; domenica al parco della Fessa Cesare Catà ha esordito con lo spettacolo “Dono d’Atena”, un racconto tra mito greco e filosofia sull’olivo come simbolo di identità, memoria e saggezza. L’intervento di Giorgio Tassi ha offerto un’ulteriore riflessione sul legame tra uomo, paesaggio e olivicoltura. “… Parlare di paesaggio, nel caso in specie paesaggio con ulivi, significa parlare di una relazione che si stabilisce tra l’uomo e gli enti di natura: una relazione improntata all’attenzione, alla cura reciproca, dove osservato ed osservatore coincidono nello stesso punto. Parlare di paesaggio, significa parlare della Natura attraverso la Cultura, cioè di un pezzo di mondo osservato attraverso il deposito delle esperienze che determinano la figura umana, a partire dal linguaggio. I paesaggi sono sempre originari, come la lingua madre che ci appartiene, che ci ha fatto divenire ‘animali di parola’, che ci permette di far ‘emergere paesaggi’, di ‘vederli’, spezzando la monotona teoria del ‘naturale’ che ci accompagna nel transito terrestre”.
E ancora appuntamenti di carattere divulgativo rivolti al pubblico, come “Annusa, assaggia e strippa” , i “Percorsi sensoriali per le vie del Borgo” per divulgare la qualità organolettica di prodotti anche diversi dall’olio, come olive, pasta, cioccolato, miele, vino, con la collaborazione delle Associazioni Flavor culturadigusto ed AIS Marche; la cena-degustazione al Ristorante Le Logge, dove gli oli monovarietali, presentati dagli stessi produttori, sono stati protagonisti accanto ai vini del territorio raccontati dalla sommelier Simona Sestili. Per chiudere eventi di carattere ludico, quali l’Orienteering nel borgo e nel bosco a tema varietà di olivo e il Forest Bathing (bagno di foresta) nello spettacolo di natura che Smerillo regala.
Il commento di Donatella Di Sebastiano, da sempre impegnata nella organizzazione della Rassegna: “Bella esperienza, tutti gli appuntamenti in programma molto partecipati da esperti assaggiatori ma anche semplici appassionati che hanno voluto accostarsi a questo favoloso mondo degli oli monovarietali, che sanno conquistare i nasi, anche i più difficili, ed educare i palati che non hanno mai conosciuto tali sensazioni. I giovani produttori presenti molto soddisfatti dell’interesse degli addetti al settore dinanzi ai loro banchi, ma anche dello scambio e confronto sempre positivo e propositivo con altre realtà produttive di altre regioni”.
Un ringraziamento speciale a tutti i produttori presenti a Smerillo, e a tutti quelli che con l’invio dei propri campioni contribuiscono al lavoro di caratterizzazione del ricco patrimonio di biodiversità….arrivederci al prossimo anno!
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