Gastronomia
Cipolle: una tradizione senza fine, il tipico piatto campano
Ad Urbania, borgo di circa 7 mila abitanti in provincia di Pesaro-Urbino, fin dal Medioevo, nel primo mese dell’anno, nella notte fra il 24 e il 25 gennaio, si celebra un rito particolare che svelerebbe le previsioni del meteo dell’intero anno che ci aspetta
23 gennaio 2025 | 17:00 | C. S.
L’Italia è un paese ricco di tradizioni ed usanze, tra queste ce n’è una che unisce un ingrediente semplice come le cipolle alle previsioni del tempo.
Un ortaggio povero: perché economico, facilmente reperibile tutto l’anno e modesto di nutrienti. Le cipolle sono un prodotto democratico, che valorizzato a dovere regala gioie al palato e perché no, anche la speranza di un meteo non sempre avverso.
Ad Urbania, borgo di circa 7 mila abitanti in provincia di Pesaro-Urbino, fin dal Medioevo, nel primo mese dell’anno, nella notte fra il 24 e il 25 gennaio, si celebra un rito particolare che svelerebbe le previsioni del meteo dell’intero anno che ci aspetta.
Per procedere con la lettura delle cipolle servono due ingredienti: una cipolla dorata e del sale fino non iodato (perché nel Medioevo non esisteva). A questo punto si taglia la cipolla e si ricavano 12 spicchi, che riposeranno su un tagliere di legno lasciato all’esterno (sulla finestra o sul balcone) per tutta la notte a cavallo tra il 24 e il 25 gennaio.
All’alba del 25 si procede con la lettura degli spicchi, analizzando la reazione del sale all’interno della cipolla. A seconda che il sale si sia sciolto oppure no, si possono prevedere precipitazioni o clima secco.
Questa tradizione marchigiana rende le cipolle, dal Medioevo ad oggi, le protagoniste del mese di gennaio.
E se la lettura del meteo non ci convince, possiamo sempre realizzare un buon piatto di Genovese.
Le cipolle per CreDa, sono un ingrediente importante. Uno dei piatti andati a ruba nei mesi passati è stata infatti la Genovese, piaciuta tanto da decidere di farla diventare un sugo pronto realizzato con pochissimi ingredienti e senza conservanti, così da non dover rinunciare mai agli “Ziti alla Genovese del CreDa”.
Di seguito la ricetta per coloro che non hanno paura di versare qualche lacrima tagliando 1,5kg di cipolle, in alternativa c’è sempre il vasetto pronto in gastronomia che dovrete solo scaldare e unire alla pasta!
RICETTA ZITI ALLA GENOVESE DEL CREDA
INGREDIENTI per 4 persone
320 g di ziti
350 g di polpa di manzo
150 g di magatello di vitello o girello
1,5 kg di cipolla
500 ml di vino rosso
200 g di parmigiano
un mazzetto di basilico
PROCEDIMENTO
Pelare le cipolle e tagliarle finemente a julienne, farle sudare in pentola con un con un filo d'olio extra vergine facendo attenzione a mantenere sempre il colore bianco. In un'altra padella prende tutta la carne precedentemente tagliarla a cubetti e farla rosolare con un filo d’olio fino alla caramellizzazione completa di tutti i lati, sfumare con vino rosso, dopodiché aggiungere alle cipolle tutta la carne e il restante vino.
Successivamente bagnare con un po’ di acqua o di brodo vegetale e lasciar cuocere a fiamma bassa per almeno 3-4 ore fino a quando la carne inizia a sfaldarsi.
Infine, far cuocere la pasta in modo classico quindi in abbondante acqua salata, una volta raggiunta la cottura al dente, saltare la pasta con il sugo alla genovese per qualche minuto e a fuoco spento mantecare con un po’ di parmigiano e basilico finire con un filo d'olio e pepe e impiattare.
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