Gastronomia
Un brunch con protagonisti i migliori oli extra vergini di oliva
Sei piatti con sei oli extra vergini di oliva al bistrot Il Santa a Milano il 16 settembre
12 settembre 2023 | C. S.
Ritorna a Milano il rito del brunch questa volta a tema con 6 tra i migliori oli extravergine di oliva del Concorso Produttori 2023 promosso da AIRO, Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio
L’appuntamento ha preso forma nel ristorante-bistrot Il Santa in via Melchiorre Gioia 37 a Milano con lo chef Stefano Grandi ai fornelli. Tutti pronti per sabato 16 settembre a partire dalle 11.30.
Questo brunch con olio replica un precedente evento sperimentale che ha avuto successo sia di assaggiatori sia di pubblico alla prima volta con all’extravergine. Allora sì, era giusto provarci, e più interessante ancora affinare il format alla conquista di nuovi appassionati.
Sei gli oli selezionati per il brunch, sei i piatti che formano un percorso e un veicolo per gli oli, dall’antipasto al dessert. Gli abbinamenti? Non prestabiliti.
Ecco gli oli di altrettante regioni scelti tenendo presente la differenziazione sensoriale, il territorio e le cultivar.
Trentino – Olio Cru “Il Classico” (blend di casaliva, Leccino, frantoio, altre)
Toscana – Frantoio Franci “Villa Magra Gran Cru” (frantoio)
Umbria – Frantoi Gaudenzi “Casa Lontana” (blend di varietà del territorio) DOP Umbria Colli Assisi Spoleto
Abruzzo – Frantoio Mercurius BIO “Puella” (bella di Cerignola+dritta)
Puglia – Ortoplant “Oro di Rufolo” (ogliarola)
Sardegna – Masoni Becciu BIO “Cucordu” (nera di Villacidro)
Ed ecco i piatti del brunch con olio.
Shokupan, tartare di manzo, maionese di arrosto, cavolo cappuccio e susina
Patata americana, uova d’aringa, yogurt greco
Moeche in tempura, salsa al wasabi e rape in agrodolce
Zuppa tiepida di cozze, gli ultimi pomodori alla brace e limone marinato
Ravioli di magro, salsa di pomodoro e consommé di grana padano
Tarte tatin di pesca e salsa inglese alla vaniglia
Il criterio per i pairing è “Cercare insieme l’abbinamento migliore, più che imporlo alla cieca senza avere provato il piatto”, spiega Filippo Falugiani presidente AIRO.
Proprio provare ciascun piatto prima senza olio, poi con oli diversi ragionando sulle differenze e sul bouquet sensoriale più adatto a ciascuno e a tutti – come cercando una media del gusto perfetto – è la parte più bella del brunch. L’esperienza di degustare imparando. Per ricordare e rielaborare questo patrimonio.
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