Gastronomia
Non chiamatelo novello: sulle tavole è tempo di olio nuovo
L’olio appena franto non filtrato è una offerta valida e emozionante per il consumatore, far assaggiare il succo di frutta denso e fragrante è una emozione unica. Magari da provare su una fetta di pane, al posto del bicchierino blu
02 ottobre 2020 | Piero Palanti
Arriva l’olio nuovo
Come ogni anno arriva l’olio nuovo.
Nonostante le difficoltà atmosferiche, climatiche e sanitarie è inevitabile non sorridere a quell’inconfondibile ed emozionante profumo di olio appena franto, fortunatamente la natura ha fatto il suo corso.
Come ogni anno il ballo delle previsioni è immancabile, le polemiche su quando e come iniziare a frangere e tante altre sfaccettature di questo mestiere dimostrano che la strada è lunga e tortuosa, ce ne è ancora molta da fare per avere una coscienza comune e culturalmente compatta sull’olio extravergine.
L’unica certezza che abbiamo è che soltanto assaggiando possiamo valutare il risultato del lavoro di ogni produttore.
Assaggiare vuol dire mettere l’olio in bocca e strippare , sapere cosa cercare e valutare con imparzialità.
E’ ridicolo pensare di scegliere l’olio dalla bottiglia, dalla provenienza o ancora peggio per amicizia.
Ma questa è un’altra storia. Come un’altra storia è l’olio nuovo (non lo chiamerò mai nov…o), ne assaggio sempre di più sul mercato e sono contento, credete sia facile farne? Uno buono dico. Equilibrato, profumato che trasmetta emozioni e rifletta le cultivar di provenienza?
Complimenti a quei produttori/imprenditori che prendono sul serio il loro lavoro facendo scelte difficili e qualificanti per il comparto.
L’olio appena franto non filtrato è una offerta valida e emozionante per il consumatore, far assaggiare il succo di frutta denso e fragrante è una emozione unica.
Non parlo di certo di oli esagerati, amari e piccanti prematuri che magari “allappano” il palato, fatti soltanto per cavalcare il momento, parlo di quelli fatti con maestria, equilibrati e profumati che facilmente accompagnano una fetta di pane .
Come non fare un abbinamento pane e olio?
Pane e olio sono una cosa importante, dovrebbero diventare un emblema nazionale viste le innumerevoli varietà di entrambi i prodotti che vanta l’Italia.
A chi non piace pane e olio? Ricordo ancora a distanza di anni il pane che mi portava da Benevento un caro amico, crosta sottile e croccante, marrone con sfumature brune e lievemente infarinata. La mollica era spessa, beige con sfumature giallognole di un profumo intenso con sentori di frutta secca, aveva una buona sapidità e si manteneva umido ed elastico a lungo. Lo mangiavo con tanto olio. Un ricordo prezioso per me.
Quest’anno troverete un altro produttore che si cimenterà in questa avventura, una azienda che dalla sua storia ha dimostrato di essere un esempio di integrità e lungimiranza, non avrebbe bisogno di dimostrare nulla a nessuno ed è sempre pronta a migliorarsi sia tecnologicamente che qualitativamente rappresentando il suo territorio , la Sicilia.
La azienda è l’az. Ag. Biologica Titone.
Alla domanda perché un non filtrato Antonella Titone, l’attuale amministratrice della azienda familiare, ha risposto con enfasi : Faccio l’olio nuovo non filtrato da alcuni anni per un cliente americano e dallo scorso anno mi sono lanciata in questa bella avventura anche in Italia, per poter offrire ai consumatori delle sensazioni forti, nuove, che solo gli oli appena franti sanno dare ... poi con il tempo si creano i blend degli oli più equilibrati, ma è bello potere dare agli altri le stesse emozioni che io provo in frantoio e un olio nuovo non filtrato di pronto uso è capace di offrirle a chi lo sa cogliere senza se e senza ma ... puro istinto ed emozioni!!!
Mi suggerite per cortesia un pane da armonizzare questo emozionante blend non filtrato di Biancolilla, Nocallara e Cerasuola? Profumi di mandorle dolci e amare, carciofo, rucola, erbe officinali, capperi freschi contrastati da una equilibrata mandorla in bocca che passa dal dolce al piccante con una disarmante eleganza.
Buona raccolta a tutti e buon olio!
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