Gastronomia
Carta degli oli al ristorante? Anche no!
Quale uso si vuole fare della carta degli oli? Vogliamo davvero lasciare l'abbinamento olio-piatto a un consumatore ignaro? Gli chef devono abdicare? Se proprio la vogliamo, allora che sia solo un veicolo culturale e di informazione
25 maggio 2018 | Piero Palanti
Carta degli oli…
Mi spiegate per cortesia la funzione della carta degli oli?
Sono confuso, perplesso e un po’ arrabbiato.
Da quanti anni si cerca di inserirla senza successo?
Ultimamente una nota guida dei ristoranti ne chiede la presenza nella scheda descrittiva del ristorante, come se fosse un requisito fondamentale.
Questo significa che se un locale non ce l’ha viene valutato con parametri diversi?
Se un ristorante ne usa 6 oli ma non ha una carta?
Se una pizzeria ne usasse 17 oli già abbinati alle pizze citandoli nel menù, senza fare una lista indipendente?
Sono richieste informative iniziali ma attendo impaziente la stesura finale della guida, potrebbe essere un valido argomento di discussione.
Facciamo un passo alla volta:
Cos’è la carta degli oli?
È una lista di oli usati nel ristorante? Oppure è un menù dove puoi scegliere l’olio da usare? O ancora è simile ad una carta dei vini?
La prima potrebbe essere coerente, si spiegano le materie prime usate ma, a questo punto, pretendendo una lista di oli, vorremmo avere anche quella del sale, del pomodoro oppure del riso.
La seconda mi lascia perplesso:
un imprenditore, ristoratore, apre un locale e decide una proposta ristorativa, trova uno Chef che la possa esprimere, si paga molto bene per avere il meglio e poi … si permetto a chiunque mangi di modificare il piatto con un olio diverso, scelto con chissà quale criterio da un menù? Assolutamente no!
Almeno che non sia una formula specifica il discorso non regge. Il ristoratore è un imprenditore e deve giustificare i suoi investimenti , spendere centinaia di euro per una carta degli oli che non ha senso di esistere, è deprecabile.
Mi chiedo perché puntare ancora su uno strumento che è chiaramente speculativo (salvo rari casi), piuttosto che crearne altri più funzionali?
La carta degli oli potrebbe funzionare come strumento divulgativo per una azienda o una situazione specifica a tempo determinato.
Il problema di base è che si vuole dare all’olio extravergine un ruolo nella ristorazione che non è il suo. Lo si vuole paragonare al vino, alla birra o addirittura all’acqua, ma la verità è che: le bevande accompagnano il pasto, i condimenti ne fanno parte.
Si può mangiare senza vino ma difficilmente senza grassi. L’olio extravergine è sicuramente un alimento fondamentale nella nostra dieta, ha un ruolo autorevole e non autoritario, vorrei che fosse utilizzato in modo corretto e il più diffusamente possibile.
Avere il miglior olio al mondo sul nostro tavolo potrebbe essere controproducente , magari non è abbinabile a tutti i piatti e mangeremmo solo l’olio e non la pietanza.
L’olio extravergine di qualità deve valorizzare un piatto, donando sentori, emozione, esaltandone le peculiarità.
Mi chiedo chi la spinga di più questa carta: i ristoratori o i nuovi “leoni” dell’assaggio?
È una moda?
Pura speculazione vista la poca conoscenza e utilizzo che ne fa la nostra ristorazione?
La ristorazione può diventare un’ottima alleata per la filiera olivicola e va rispettata.
Invece affermo che pane e olio a inizio pasto sia un dovere visto il patrimonio olivicolo che ha il nostro Paese, dovrebbe essere un emblema della nostra tavola.
È un ottimo biglietto da visita, può essere rappresentativo del territorio, propiziatorio alla offerta ristorativa e anche un ottimo introito.
La carta degli oli mi lascia perplesso ma qualche utilizzo lo si può trovare…
Potrebbero interessarti
Gastronomia
Tra ulivi, borghi e castelli torna la Festa dei Frantoi e dei Castelli di Campello sul Clitunno
Due domeniche, il 18 ottobre e l’8 novembre 2026, per assaggiare e scoprire i segreti dell’olio nuovo del territorio, tra degustazioni, trekking, musica, cultura e la novità del primo Frantoi Aperti® Trail Run. Cornice dell’evento saranno la Piazza de La Bianca e il Castello di Pissignano Alto con la sua torre di vertice alta e slanciata e il suo antico borgo di impianto medievale formato da case disposte a terrazzi digradanti
25 settembre 2026 | 18:00
Gastronomia
50 Top Pizza ad HIP Italia 2026 con Pizza & Pasta Business Summit
A Bologna il 21 ottobre: la formula è strutturata in tre sessioni, con interventi della durata di circa venti minuti, durante cui i tre curatori di 50 Top Pizza, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, dialogheranno con alcuni protagonisti di questo mondo in continua evoluzione
25 settembre 2026 | 17:00
Gastronomia
A Sirmione la prima edizione del Lugana Festival
Dal 16 al 19 ottobre 2026, quattro giorni di degustazioni, masterclass e performance musicali per celebrare l'eccellenza del Lugana DOC
24 settembre 2026 | 18:00
Gastronomia
Il Nocciolo e le Strade dei Forni: 25 e 26 settembre Marzano di Nola festeggia la XX edizione
Venti edizioni, due serate e 59 stand nei cortili del centro storico. Dalla terra che dà il nome alla nocciola alla Mortarella nel piatto: la festa del borgo che sta nel cuore della nocciola campana, accanto a Giffoni, Avella e Baiano
24 settembre 2026 | 17:00
Gastronomia
Il Giro d’Italia al Mercato di Terra Madre Salone del Gusto 2026
Un percorso a tappe nel cuore di Torino, dal 24 al 27 settembre, per scoprire la biodiversità della penisola, regione per regione
23 settembre 2026 | 18:00
Gastronomia
Il tempo delle mele è arrivato: festa in Val Venosta
In Val Venosta ogni mela viene raccolta ancora oggi rigorosamente a mano. Le mele vengono adagiate con cura in grandi cassoni verdi, ciascuno con una capacità di circa 300 kg, per poi essere trasportate alle cooperative, dove prosegue il loro percorso
22 settembre 2026 | 18:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o Registrati