Formazione
I futuri “manager del paesaggio agrario” della FAO studiano a Firenze: presentato il primo master internazionale del GIAHS
Inaugurato primo corso internazionale di alta formazione in Agricultural Heritage Systems. La Toscana tra le eccellenze mondiali in ricerca e formazione per la salvaguardia del paesaggio
15 gennaio 2019 | C. S.
I futuri “manager del paesaggio agrario” si formeranno a Firenze grazie al primo master al mondo sugli Agricultural Heritage Systems del programma GIAHS, dedicato ai siti patrimonio agricolo dell’umanità della FAO.
E’ il progetto di alta formazione presentato questa mattina, nel corso della tavola rotonda internazionale che si è tenuto presso Palazzo Strozzi Sacrati della Regione Toscana alla presenza del presidente Enrico Rossi; del sottosegretario di Stato al Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Alessandra Pesce; Stefano Pisotti della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; del coordinatore del programma FAO GIAHS, Yoshihide Endo; del dottor Marco Focacci di Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo – Firenze e il presidente del comitato scientifico del programma GIAHS e coordinatore del progetto e del professor Mauro Agnoletti della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze.
Il master, che si aprirà il 15 gennaio per la durata di sei mesi e per il quale sono stati selezionati 25 studenti da 18 paesi del mondo, è il primo corso internazionale di alta formazione dedicato ai sistemi GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems) ed è supportato da FAO, Regione Toscana, Convention on Biological Diversity, World Bank, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e Università di Firenze.
Dal 2015 GIAHS è il programma mondiale della FAO per l’individuazione, la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione di sistemi agricoli ritenuti patrimonio dell’umanità, capaci di coniugare qualità agroalimentare, biodiversità, valori culturali e paesaggistici, proponendo un nuovo modello di sviluppo per aree agricole di particolare valore. Attualmente sono 57 i siti GIAHS in 26 paesi del mondo, l’Italia ne conta due: la fascia degli oliveti da Assisi a Spoleto e i vigneti tradizionali del Soave, iscritti nel corso del 2018.
L’istituzione di un centro di alta formazione internazionale pone l’Italia tra i paesi più importanti del mondo che sostengono il programma e, quindi, al centro di un asset strategico per l’individuazione, la gestione e la valorizzazione del patrimonio agricolo mondiale della FAO: si tratta di un meccanismo capace di generare indotto sui territori in termini di turismo, produttività ed export di prodotti locali. La conservazione dinamica del paesaggio agricolo tradizionale associato alla produzione di prodotti alimentari di alta qualità rappresenta, infatti, un valore aggiunto e non riproducibile, cioè che non può essere replicato da un concorrente, con ricadute positive sui flussi turistici e sulle esportazioni.
Il master formerà i futuri esperti, che saranno in grado di ideare modelli gestionali del territorio agricolo e di progettare strategie che implementano pratiche sostenibili, che preservano i prodotti agricoli di alta qualità, i valori bioculturali legati al paesaggio, promuovendo sistemi a basso input energetico in grado di mitigare il riscaldamento climatico, le conoscenze delle popolazioni locali per l’adattamento ai cambiamenti climatici e minimizzare il rischio idrogeologico. Inoltre, avranno le competenze per migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali- La gestione del patrimonio agricolo è, e diventerà sempre di più, una disciplina chiave per un modello auspicabile di sviluppo globale: i sistemi GIAHS, attraverso un’ottica sostenibile, preservano il paesaggio, la diversità biologica e culturale, migliorando la qualità del suolo e delle acque, proprio perché fanno riferimento a sistemi tradizionali resilienti, che si sono sviluppati nel corso dei secoli.
“Il progetto pone l’Italia fra i paesi più importanti del mondo che sostengono il programma FAO GIAHS e la nuova visione dello sviluppo delle aree rurali che propone – dichiara il professor Mauro Agnoletti – . Rappresenta anche una grande opportunità per la Toscana e Firenze per svolgere un ruolo-chiave nella formazione e nella ricerca su temi in cui l’Università di Firenze vanta esperienze decennali. Oltre al ruolo che la Toscana storicamente riveste in ambito mondiale, riguardo ai valori associati al paesaggio, il lavoro svolto dalla Scuola di Agraria ha portato, fra l’altro, all’inserimento del paesaggio nel piano strategico nazionale di sviluppo rurale e all’istituzione del registro nazionale dei paesaggi rurali storici. Sulla base di queste attività si è sviluppata una partnership con la FAO che vede coinvolti ben due ministeri”.
Sono cinque i criteri che un paesaggio deve rispettare per poter essere certificato patrimonio mondiale della FAO e, quindi, diventare un sito GIAHS: fornire cibo e sostentamento per le comunità locali; conservare l’agrobiodiversità, come parte della diversità bioculturale (così come definita dalla dichiarazione di Firenze UNESCO-CBD del 2014; mantenere le conoscenze tradizionali; valorizzare la cultura locale e l’organizzazione sociale; rappresentare paesaggi terrestri e marini di particolare valore.
Dal Global warming al rischio idrogeologico, dai grandi flussi migratori causati dalle crisi economiche e climatiche all’impoverimento del suolo dovuto ad una indiscriminata industrializzazione delle coltivazioni, fino ai conseguenti processi di urbanizzazione selvaggia: i modelli di agricoltura attuale non sono capaci di rispondere alle esigenze presenti e future di molte zone del pianeta. I sistemi GIAHS propongono quindi una nuova visione che integra società e ambiente e cultura, in accordo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, dove il paesaggio è prospettiva unificante, in grado di armonizzare processi economici, sociali e ambientali.
Benché le pratiche agricole tradizionali siano considerate meno vantaggiose rispetto ai moderni sistemi intensivi, in realtà forniscono una efficienza maggiore in termini energetici, grazie a tecnologie e know how maturati nei secoli, che minimizzano gli input energetici esterni e valorizzano la qualità complessiva dei prodotti.
Il master è stato istituito sulla base di un protocollo d’intesa tra FAO e Governo Italiano, grazie anche alle esperienze dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale che ha stilato il Registro nazionale del paesaggio storico rurale e delle pratiche agricole tradizionali. Il corso fa parte di un più ampio progetto triennale finanziato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per istituire a Firenze un polo di alta formazione per la gestione dei sistemi agricoli del patrimonio mondiale e per l’identificazione di siti potenziali al livello mondiale da inserire nel programma GIAHS. Il progetto è gestito dal Laboratorio per il paesaggio e i beni culturali (CULTLAB) della Scuola di Agraria dell'Università degli Studi di Firenze. Il CULTLAB svolge il ruolo di segreteria tecnico-scientifica per l’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale e del Registro nazionale del paesaggio storico rurale e delle pratiche agricole tradizionali, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. I siti Italiani iscritti nel Registro Nazionale, che conta già 15 paesaggi iscritti, fra i quali tre della Regione Toscana, possono accedere al programma GIAHS.
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